Cappotto (rivestimento) - INTERNO - : QUI TUTTE LE DOMANDE E DUBBI


Incollaggio di polistirene EPS a cartongesso

Incollaggio di polistirene EPS a cartongesso

Salve ragazzi,

io vivo in Sicilia, sto ristrutturando casa e sono stato costretto ad accontentarmi solo del cappotto interno in EPS da 3 cm e intonaco speciale da 3-4 cm a seconda della parete, che però nella mia zona e secondo il progetto che mi è stato dato, vanno bene.

A dire il vero sto ancora realizzando lo strato coibente e ho una domanda secca e vi chiedo una risposta secca:

Che prodotto posso usare per incollare il cartongesso al polistirene EPS?

nb.
non ho potuto comprare i pannelli preaccoppiati, non ho spazio per realizzare intercapedini, non posso cambiare tipo di isolante.

Chiedo scusa se il quesito sia stato già trattato in altro trhead ma dalla ricerca che ho effettuato mi pare di no.

Grazie a tutti coloro che mi leggeranno e buona domenica



Saluti.
 
Prova con colle tissotropiche, però costano...molto meglio procurarsi il preaccoppiato!

Caro CUTTURU, ma cosa dici? Altro che unanimità, io più volte ho detto che anche l'interno ha dei vantaggi!
Lo riscrivo:
- a detta di esperti veri (corso del Politecnico tenuto da docenti E professionisti del settore) la cosa importante è avere una PERMEABILITA' al VAPORE DECRESCENTE VERSO L'ESTERNO; così si evita la condensa interstiziale, pericolosa e vietata dalle norme
- la condensa SUPERFICIALE dipende da umidità dell'aria e temp. superficiale, quindi non cambia se il cappotto interno isola bene; cambia solo che eventuale condensa (che non dovrebbe esserci!) penetri all'interno, e questo non è un male, rende visibile il problema/errore di progetto prima che faccia danni
-in generale il cappotto esterno è MIGLIORE per isolamento e ponti termici, ma COSTA e richiede DECISIONI CONDOMINIALI; il cappotto interno ha il vantaggio che si può fare anche singolarmente, o su edifici con facciata 'storica'
-come nel mio caso, è possibile metterlo su porzioni di parete per risolvere problemi specifici (nel mio pareti sottofinestra e relativa tendenza ad ammuffire): vi assicuro che prima in alcuni punti queste pareti si bagnavano (davanzalino e dintorni), ora sono ben più calde e l'acqua non condensa più.
 
Cappotto (purtroppo) INTERNO

Cappotto (purtroppo) INTERNO

Buongiorno a tutti e complimenti per passione e competenza che dimostrate.
Sono alla ricerca di informazioni/suggerimenti/idee per migliorare l' solamento termico del mio appartamento e spero di poter avere qualche dritta da voi (piu' post leggo e piu' aumenta la confusione).
Provo a illustrarvi la situazione:
abitazione in condominio a Genova
costruzione del 1920, piano rialzato, muri in pietra da 70 cm nessun problema di umidita' di risalita o ponti termici localizzati. Infissi in alluminio (non a taglio termico), soffitti (stuccati) di 365 cm..... insomma un disastro dal punto di vista del risparmio energetico.
Estate fresca, inverno fredda e soprattuto umida (un po' perche' lo e' Genova, un po' perche' gli infissi sono praticamente ermetici e con il freddo la voglia di ventilare e' poca) con conseguente formazione di muffe sulle pareti perimetrali piu' fredde.
Detto questo vi racconto cosa vorrei fare e perche':
- installare infissi a taglio termico (adesso le finestre gocciolano quando fa freddo/umido)
- non e' ipotizzabile un cappotto esterno (almeno a breve scadenza, gli altri condomini non ne vogliono sapere)
- rimane solo il cappotto interno ... i dubbi:
1) non credo di dovermi preoccupare di barriera al vapore si/no perche' un muro da 70 cm di pietra non penso permetta l' evacuazione dell' umidita' gia' adesso, quindi non dovrebbe essere un criterio di valutazione
2) le strutture muro/isolante/telaio allumimio/cartongesso creano una camera d'aria fra parete e cartongesso che in breve tempo diventera' ricettacolo di muffa (con danni immediatamente non visibili)
3) la soluzione che mi sembra piu' vantaggiosa e' quella cartongesso con isolante preincollato ma incollato sulle pareti (intendo incollato come una piastrella e non con qualche punto di colla) in modo da evitare camere d'aria fra isolante e muro
4) rimane il problema di come smaltire l' umidita' in eccesso ... idee? mi piacerebbe un sistema che permetta ventilazione continua (non legata cioe' alla apertura delle finestre); ho letto che esistono sistemi di ventilazione meccanica con scambiatori di calore ma non ho idea di quando complessi e costosi siano, oppure si potrebbe ricorrere a climatizzatori e/o deumidificatori da azionare nei momenti piu' critici.

Dove sbaglio nei miei ragionamenti ? suggerimenti, idee, esperienze dirette ?

Io non riesco a trovare un professionista degno di questo nome che mi dia l' impressione di parlare con competenza ....

Grazie anticipate a chi ha avuto la pazienza di leggere questo lungo post
Stefano
 
- installare infissi a taglio termico (adesso le finestre gocciolano quando fa freddo/umido)
Se il serramento è buono (credo che lo sia visto che parli di buona tenuta all'aria) non so se valga la pena cambiarlo solo per il taglio termico. Discorso diverso se il serramento è datato e con un vetro scarso.
Per la condensa vedi il lato positivo, meglio sul serramento che sul muro, visto che questo ti permette un minimo di deumidificazione passiva quasi gratuita :)
1) non credo di dovermi preoccupare di barriera al vapore si/no perche' un muro da 70 cm di pietra non penso permetta l' evacuazione dell' umidita' gia' adesso, quindi non dovrebbe essere un criterio di valutazione
L'umidità si muove lo stesso all'interno di una muratura, anche se questa è bella spessa (soprattutto nel tuo caso nella malta tra le pietre). Una verifica a condensa non è solo consigliata, ma è obbligatoria per poter far un buon lavoro.
2) le strutture muro/isolante/telaio allumimio/cartongesso creano una camera d'aria fra parete e cartongesso che in breve tempo diventera' ricettacolo di muffa
Non è la presenza di una camera d'aria che crea le muffe, ma la combinazione di acqua più ricambio d'aria. Se l'intercapedine è asciutta e a tenuta d'aria le muffe non si creano.
Comunque dato il problema spessori è consigliabile non fare camere d'aria (sempre che non ci siano ragioni particolari).
la soluzione che mi sembra piu' vantaggiosa
Quelle poche volte che ho previsto isolamenti interni ho usato pannelli di silicato di calce, non sono economici, ma hanno dei discreti vantaggi:
- Buona capacità di regolazione igrometrica
- Buona capacità isolante
- Buona resistenza (non ci puoi appendere un sacco da box, ma è comunque tra i più resistenti)
- Discreta inerzia termica (ovviamente per esser un isolante)
rimane il problema di come smaltire l' umidita' in eccesso ... idee?
Ventilazione meccanica controllata, visto che non stimo parlando di case passive (e nemmeno classi A, B o C) il recuperatore di calore è un accessorio superfluo, potresti puntare su apparecchi a singolo flusso, quelli per un locale solo costano poche centinai di €, macchine che permettano l'immissione in più locali arrivano a costare poco meno di 1000 €.

Per quanto riguarda i climatizzatori solo una ditta produce versioni che permettono il ricambio di aria (quindi possono esser usate in sostituzione di una VMC), hai il vantaggio di poter usare il multi-split sia per il caldo che per il freddo, ricordati però che durante il ricambio d'aria sono più rumorosi di una vmc.
Grazie anticipate a chi ha avuto la pazienza di leggere questo lungo post
Prego :)
 
Ciao Mr Clark e grazie per la tua risposta
se non sono troppo noioso procedo con qualche altro dubbio ..
1) e' vero che gli infissi fanno da deumidificatore, pero' l' acqua cade sul muro sottostante ....(tranne ovviamente, alle finestre sopra ai termosifoni) ...
2) adesso faccio una figuraccia ma almeno imparo ... ok l' umidita' passa comunque attraverso il muro ma in che direzione ? interno verso esterno o viceversa ? quando sulle pareti c'era pittura lavabile si formava piu' muffa, ora con la traspirante meno ..vuol dire che l' umidita' esce attraverso i 70 cm di muro come dicevi prima ... confermi ?
3) chiarissimo che la camera d' aria non crea muffe; il dubbio nasce dal fatto che se entra umidita' nella camera, difficilmente uscira' e a quel punto con il muro piu' freddo di prima la frittata e' fatta, per quello dicevo che incollando un pannello senza vuoti (se ci si riesce) avrei salvato la situazione
4) visto il prezzo della vmc mi sembra piu' comodo investire in una pompa di calore inverter (e'vero che non cambia l' aria con l'esterno, pero' mi dovrebbe dare una grossa mano con la deumidificazione) controindicazioni ?
5) non e' che mi sai segnalare qualche professionista nel genovese ? io sento parlare sedicenti esperti che in minuti di chiacchiere mi hanno convinto meno di te in un post ....

ancora grazie
Stefano
 
e' vero che gli infissi fanno da deumidificatore, pero' l' acqua cade sul muro sottostante
Non parlo più allora, credevo si trattasse di una quantità modesta di acqua.
l' umidita' passa comunque attraverso il muro ma in che direzione ?
Il movimento dell'umidità è valutato in base alla legge di flick, l'umidità passa da una zona a maggior concentrazione verso una zona a minor concentrazione, sempre e comunque, ovviamente nei limiti della resistenza al passaggio che genera la stratigrafia.
Quindi, dato che in casa si genera una grande quantità di umidità possiamo dire che l'umidità va da dentro a fuori :)
chiarissimo che la camera d' aria non crea muffe; il dubbio nasce...
A parità di spessore ottieni maggiori risultati con un isolante propriamente detto rispetto ad una intercapedine d'aria, quindi meglio non farla :).
Ovviamente (giusto per dovere di cronaca) in un intercapedine ci può anche esser acqua, ma senza aria di ricambio non si può generare muffa.
visto il prezzo della vmc mi sembra piu' comodo investire in una pompa di calore inverter
Svolgono 2 funzioni diverse, è come dire, dato il costo di un auto preferisco comprare un libro :).
La VMC cambia l'aria, lo split scalda e raffredda :). Ora, se mi dici che (giustamente non avendo budget illimitato) preferisci investire su un generatore di calore rispetto ad una VMC è legittimo ma spero che ti sia chiara la differenza di funzione.

Poi tengo a precisare una cosa, un climatizzatore ha un potere deumidificante molto limitato (nonostante quello che comunemente si pensa), probabilmente sufficiente per i casi più normali ma è bene tenerne presente quando si fa un tale acquisto.
Se vuoi deumidificare devi puntare su un deumidificatore, dimensionato in base alle tue esigenze.

Ovvio che, dato le varie potenzialità di una unità multi-split recente (riscalda, raffredda, deumidifica, alcune ricambiano un po' l'aria) l'acquisto può esser conveniente, ma non se si ha solo bisogno del suo potere di controllo dell'umidità.

Ah, la daikin fa un modello che permette anche il ricambio d'aria verso l'esterno, non come una vmc ma qualcosa fa :)
5) non e' che mi sai segnalare qualche professionista nel genovese ?
Purtroppo no, io sono Lombardo, ma credo che la maggior parte dei progettisti edili (geom. ing. e arch.) siano capaci di guidarti in tal senso, come lo sono quasi tutti i termotecnici :).
 
Quelle poche volte che ho previsto isolamenti interni ho usato pannelli di silicato di calce, non sono economici, ma hanno dei discreti vantaggi:
- Buona capacità di regolazione igrometrica
- Buona capacità isolante
- Buona resistenza (non ci puoi appendere un sacco da box, ma è comunque tra i più resistenti)
- Discreta inerzia termica (ovviamente per esser un isolante)

Ciao a tutti,
è il primo post che scrivo in questa sezione, che sono felice di aver trovato (non l'avevo ancora scoperta).
Sono fisico edile, un mestiere che ancora non esiste praticamente in Italia, ma che in Germania ed in Scandinavia è un lavoro molto ben riconosciuto ed impiegato.
In base alla mia personale esperienza, effettivamente nessuna delle categorie citate da Mr Clark

la maggior parte dei progettisti edili (geom. ing. e arch.) siano capaci di guidarti in tal senso, come lo sono quasi tutti i termotecnici :).

è in grado di analizzare quantitativamente l'andamento delle condense.
Generalmente vengono svolti quelli che prendono il nome di Diagrammi di Glaser, che vanno a calcolare l'andamento della condensa in situazione STAZIONARIA (ovvero irreale), ottenendo un limite estremo per l'accumulo di condensa nelle stratigrafie.
Per calcoli più accurati e reali bisogna affidarsi a calcoli di simulazione dinamica agli elementi finiti che tengano conto dell'andamento della condensa (d'inverno da dentro a fuori, d'estate anche viceversa!) in maniera dinamica, cioè INSTAZIONARIA.
Mr Clark propone i pannelli in calcio silicato per cappotto interno, va benissimo, ma puoi utilizzare molti materiali diversi (fibra vetro, lana roccia, fibra legno, ...) - basta che si effettuino dimensionamenti e calcoli precisi in fase di progettazione!

Per ora vi lascio queste riflessioni per confrontarmi con voi, alla prox. :beer:
Franz
 
Ciao nesifranz, hai pienamente ragione in quello che scrivi, ma verifiche dinamiche (e parliamo non solo di idrometriche, ma anche di termiche, iraggiamento, ecc..) non hanno sempre senso (a mio parere) ;O) O meglio, tutto dipende da quanto è spinta una soluzione. In una casa passiva, magari da ottenere con una ristrutturazione, potrei avvalermi di una verifica dinamica, ma con una cappotto interno quasi certamente non mi fiderei comunque a omettere una barriera al vapore e per una semplice motivazione, difficilmente a livello statistico riesci a quantificare in numeri uno stile di vita ed un'andamento climatico in veloce evoluzione come quello degli ultimi 5 anni. Anche in case passive, nella progettazione del regime estivo ( ove viene piu' usato il sistema dinamico e sicuramente a raggion veduta) oltre a dimensionare in maniera precisa gli sfasamenti, si utilizzano sistemi tampone e masse proprio per attenuare eventauli picchi non previsti sia di umidità che di calore...
Ma tornando poi alla verifica igromerica statica (Glaser) è quello che prescrive la legge...inoltre sfatiamo un mito, la struttura puo' fare condensa, l'importante è quanto e per quanto tempo ;O)
Scusa per quello che puo' sembrare un'attacco, ma che invece non vuole esserlo, sono semplicemente realistico, ho visitato il tuo sito, interessante e molto, ho pero' visto che sei di trento.. bhe, io sono in lomabardia e ti posso dire che la realtà da noi è molto differente dall'area di influenza di casaclia, tbz, austria e germania...purtroppo..tanto per dirti, per apprendere qualcosa di serio circa il recupero energetico mi sono dovuto spostare in sud tirolo ;O) dopo aver fatto il corso di CE a Milano (e pure presso un'ente universitario)
Ci poniamo nei confronti del trentino come il borundi si pone alla svizzera (con tutto il rispetto per il borundi)..eh eh eh
 
Scusa per quello che puo' sembrare un'attacco, ma che invece non vuole esserlo, sono semplicemente realistico

Ciao paolo.s,
nessun problema, figurati se questo può esser considerato un attacco! Anche io volevo sollevare una questione che spesso viene sottovalutata...

O meglio, tutto dipende da quanto è spinta una soluzione. In una casa passiva, magari da ottenere con una ristrutturazione, potrei avvalermi di una verifica dinamica, ma con una cappotto interno quasi certamente non mi fiderei comunque a omettere una barriera al vapore e per una semplice motivazione, difficilmente a livello statistico riesci a quantificare in numeri uno stile di vita ed un'andamento climatico in veloce evoluzione come quello degli ultimi 5 anni.
Sì e no, dal momento che uno dei maggiori fattori di surriscaldamento sta proprio nella non corretta esposizione e nel giusto criterio di scelta e di posizionamento dei serramenti...
Comunque non vedo perché si debba omettere di inserire, come dici tu, un freno vapore quando necessario - fermo restando appunto che se la condensa poi rievapora non ci sono problemi...

ho pero' visto che sei di trento.. bhe, io sono in lomabardia e ti posso dire che la realtà da noi è molto differente dall'area di influenza di casaclia, tbz, austria e germania...purtroppo..tanto per dirti, per apprendere qualcosa di serio circa il recupero energetico mi sono dovuto spostare in sud tirolo

Beh sfatiamo pure quest'altro mito.... Io vivo in Trentino dopo aver vissuto per 4 anni in Germania e 2 in Südtirol :beer:. Trentino NON è proprio Südtirol, purtroppo (o per fortuna!) gli altoatesini importano la cultura più rapidamente degli altri e la fanno propria, estendendola alle altre zone d'Italia, il piu delle volte purtroppo in maniera non adeguata e non rispettosa delle tradizioni locali.
So come va nelle altre regioni d'Italia e ti posso dire che ad esempio qua in Trentino incontro molte più difficoltà di altre regioni "vergini" nel portare avanti discorsi di risparmio energetico. È chiaro che conoscendo il tedesco sono avvantaggiato, ma mi faccio latore delle conoscenze che apprendo per diffonderle il più possibile in tutte le altre regioni.

Quindi, per concludere, non è che nelle altre regioni "sfigate" non si può parlare di simulazioni dinamiche o progettazioni più accurate: una volta che siamo riusciti a formare opportunamente gli artigiani e si è capito l'importanza di una progettazione metodica ed integrata fra tutti i professionisti coinvolti, viene da sé poter godere di un benessere abitativo realmente presente.

(scusate la piccola digressione.... :bye1:)
Franz
 
Montanti in metallo - cappotto interno

Montanti in metallo - cappotto interno

Buongiorno,
dovrei fare un cappotto interno in un appartamento sito in un condominio della fine 800 a Trieste (zona E) in prossimità del mare.
Le pareti sono in pietra di circa 80 cm. L'esterno è vincolato.

La scelta ricadeva sulla relizzazione di una controparete in cartongesso con interposto 5 cm di EPS con grafite.
Dalla verifica di Glaser risulta necessaria una barriera al vapore di sD>50m.

Dato che verrebbe realizzato in economia diretta, volevo domandare esattamente come va posto l'isolante tra i montanti in modo da non lasciare aria. Se avete ulteriori consigli per la posa dite pure.
Grazie
 
dmelk, per il cappotto interno, sinceramente l'eps non è il massimo, e nemmeno lo spessore è adeguato (5 cm. soono pochini)..comunque potresti
1) Utilizzare materiale differente tipo calcio silicato, o fibre naturali tipo fibra di legno che puoi incollare senza fare controparete con cartongesso
2) Pannelli già preaccoppiati ( e secondo me se te lo fai tu sono la scelta piu' comoda) cartongesso e fibre/calcio/eps

Per quanto riguarda la barriera al vapore non è di facile gestione, perchè deve essere ermetica e la posa non è immediata anche perchè dovrebbe essere posta prima del materiale isolante (verso l'interno) . Esistono in commercio pannelli in cartongesso preaccoppiati a lastra in alluminio.
 
Concordo pienamente che non è il massimo avere l'eps dentro casa, ma questa scelta era dettata dal buon potere isolante in poco spessore.
Poi uno dei fattori che mi aveva portato a prenderlo seriamente in considerazione è che si usano tranquillamente coperte di pile, quindi l'eps sui muri non dovrebbe spaventare... (vabbè lo so, è come dire che dato che l'aria è inquinata tanto vale fumare..)
Inoltre stavo ragionando su questo punto: la fibra di legno è sensibile all'umidità e, dato che senza barriera al vapore c'è condensa interstiziale, dovrei usare una barriera al vapore. Ma a questo punto non c'è più il vantaggio di usare un materiale igroscopico. Oltre al timore che la posa della barriera non risulti ermetica.
Ma forse sono io che temo troppo la condensa (finora avevo sempre seguito le norme UNI) , vedo che molti usano la fibra di legno senza barriere.
Comunque farò ancora un po' di calcoli su vari materiali.
Grazie
 
Ultima modifica:
E' proprio il contrario:O)... il problema dell'EPS e' che è troppo poco permeabile al vapore, quindi con la caduta di temperatura aumenta il rischio di condensa....Materiali come fibre di legno e calcio o anche intonaci a base di calce cruda sono definiti "tamponi" proprio perchè riescono ad assorbire l'umidità in eccesso senza farla arrivare alla soglia di rugiada e poi la restituiscono nei momenti piu' secchi ;O) quindi con EPS e lane (oltre un certo spessore) SERVE praticamente sempre la barriera (e non solo un freno) .. Quindi ti ripeto, fossi in te utilizzerei altro materiale (consigliato sopra) ci sono marche molto note e molto buone che producono pannelli già pronti per la posa...In alternativa ho trovato anche dei pannelli in feltro di plastica reciclata molto buona e che già sono preaccoppiate ad una barriera al vapore / barriera acustica..la ditta è in Lombardia
E' vero che l'EPS non è nocivo, volatile, ecc...e ecc....
 
Cappotto interno, materiali, verifiche Glaser...

Cappotto interno, materiali, verifiche Glaser...

Ciao a tutti.
Devo determinare materiali e spessori per un cappotto interno di un casolare, dove la facciata rimane a vista, quindi la scelta è obbligata. I muri sono in pietra e mattoni, dello spessore di circa 40-50 cm. La U stimata è attorno a 1,5 W/m^2 K. La zona climatica è la E.

Non ho molta esperienza di cappotti interni. Per quel poco che ne so, sarebbe auspicable scegliere materiali igroscopici, che abbiano così una certa funzione "regolatrice" nei confronti dell'umidità, eivitando così dannose quanto probabili condense interstiziali. Quindi ok a fibra di legno, silicati di calcio... e possibilmente da evitare poliuretano et similia.

Inizialmente, mi piaceva l'idea dei pannelli in silicati di calcio, poiché ho letto che il loro Ph abbastanza basico ostacola la formazione di muffe, ed in più sono buoni regolatori dell'umidità ambiente.

Così ho cercato le caratteristiche tecniche, ho inserito gli spessori necessari (almeno 10 cm) e ho fatto anche la verifica Glaser. Ecco, il fatto è che con i valori di conducibilità (0,05 W/mK) e resistenza al vapore (muh=5) trovati, ho nettamente problemi di condensa sull'interfaccia pannello-parete.
Viceversa, se uso 6-7 cm di poliuretano con alta resistenza al vapore, non ho nessun problema di condensa. Quindi teoricamente dovrei usare il poliuretano...

Il fatto è che però credo (correggetemi se sbaglio, voi che avete più esperienza) che al di là dei numeri delle verifiche Glaser, non si possa confidare ciecamente che il vapore venga "bloccato" dal pannello, ipotizzando invece che per via, non so... dei punti di giunzione, dei fori delle prese elettriche e quant'altro, si verificheranno lo stesso fenomeni di condensa all'interfaccia con la parete.

Però insomma... cosa usare?? E' giusto il ragionamento iniziale sui materiali o no? Devo guardare più i risultati delle verifiche Glaser oppure quelli dettati da ragionamenti più pratici e meno teorici? Ma poi... è normale che le due cose non concilino, oppure ho sbagliato qualcosa?

Per quanto riguarda invece i pannelli in fibra di legno della ben nota marca che non cito, c'è qualche prodotto adatto, con buona resistenza termica e bassa permeabilità al vapore?
E invece, pannelli pre-accoppiati di silicati di calcio e altri materiali tipo poliuretano, EPS, ecc., esistono??

Grazie!
 
Ciao Ares, con che programma hai fatto la verifica di Glaser? Non tutti i programmi utilizzano il muh!!!
Immagino che tu abbia utilizzato i dati ed il programma di una nota marca....(fammelo sapere i pvt)
La scelta migliore (se parliamo della stessa marca) è scrivere direttamente alla casa, gli indichi stratigrafia, spessori, ecc... e loro ti fanno dimensionamento e verifica ;O)
Impossibile che il silicato ti faccia condensa e eps no!
 
Ciao Ares, con che programma hai fatto la verifica di Glaser? Non tutti i programmi utilizzano il muh!!!
Immagino che tu abbia utilizzato i dati ed il programma di una nota marca....(fammelo sapere i pvt)

Ciao, intanto grazie della risposta. Il software usato per le verifiche Glaser è lo stesso che uso per fare la relazione di Legge 10. Diciamo che è un software di fascia media... non tra i più blasonati, ma nemmeno scarso: è stato comunque uno dei primi ad essere certificato CTI. Te lo dico in pvt il nome semmai.

La scelta migliore (se parliamo della stessa marca) è scrivere direttamente alla casa, gli indichi stratigrafia, spessori, ecc... e loro ti fanno dimensionamento e verifica ;O)
Impossibile che il silicato ti faccia condensa e eps no!

Non ho ben capito se mi consigli di scrivere alla softwarehouse o ai produttori di pannelli in fibra di legno... credo ai secondi :-)
Cmq, ti volevo anche dare due numeri: praticamente con pannelli da 12 cm di silicati di calcio (muh=6, U=0,045) mi da che si genera condensa interstiziale nella misura di 1,22 kg/mq, mentre con 7 cm di poliuretano (muh=150, U=0,03) si genera condensa interstiziale nella misura di 0,06 kg/mq.
Non ricordo e ora non posso controllare quanta sia la quantità massima tollerabile, ma fatto sta che la prima soluzione me la da non verificata.
Purtroppo secondo il Dpr 59/09 devo verificare anche la condensa superficiale e interstiziale, oltre che la trasmittanza... quindi hai voglia che il silicato magari è meglio... ma se non mi verifica, non so come aggirare il problema. Oppure... dove sbaglio?
 
non ho capito perchè 12 di silicato e 7 di poliuretano...
Comunque allora si, puo' essere, comunque per verifica, potresti scrivere alla ditta produttrice dei pannelli e farti fare una verifica da loro...

500g/mq il limite di legge con verifica dell'evaporazione estiva
 
non ho capito perchè 12 di silicato e 7 di poliuretano...

Come perché? Perché uno ha trasmittanza 0,045 e l'altro 0,03... Quindi più o meno quelli sono gli spessori. Anzi, sono anche un po' scarso, ma vabbè, cm più cm meno...

Comunque allora si, puo' essere, comunque per verifica, potresti scrivere alla ditta produttrice dei pannelli e farti fare una verifica da loro...
500g/mq il limite di legge con verifica dell'evaporazione estiva

Nessuno ha notizia di pannelli che abbiano poliuretano e silicati accoppiati?? Oppure... sarebbe una cazzata accoppiare i due elementi? Forse un po' troppo dispendioso...
 
Si giusto...
Col silicato no, ho visto preaccoppiati eps con fibra di legno o fibra di legno e lana di roccia...non credo sia un discorso di prezzi ma di comportamente meccanico
 

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