Quella zona della Sicilia centrale e sempre stata una zona arida , non vi sono corsi di acqua importanti da poter mantenere un ecosistema umido .
Quello che dici tu dell'albero che bruci e ci vogliono 50 anni in parte e vero ma la proporzione io la farei a 20-30 anni . Lo spazio agricolo non manca e l'energia solare che giunge sulla terra e migliaia di volte quella che noi consumiamo oggi .
Era una isola molto boscosa, anche all'interno.(basta leggere i resoconti dei romani in merito). Il disboscamento ha fatto il danno. Quando elimini gli alberi da grandi porzioni di territorio, cio' che ti puoi aspettare e' solo inaridimento. E questo e' cio' che e' accaduto. Infine, se anche dessimo per buona la tua proporzione a 20 o 30 anni, convieni con me che comunque e' una presa in giro dire che e' sostenibile? Non lo e', perche' e' come una moltiplicazione al quadrato a questo ritmo, piu' si tagliano alberi e sempre piu' co2 immettiamo, anche se li ripiantiamo. Un albero di 20 o 30 anni, si puppa un bel po' di CO2, un alberello, per le dovute proporzioni, ovviamente molto meno. Se poi si bruciano, e' ancora peggio. Concordo con te che la cosa dovrebbe riguardare tutto il territorio, tuttavia ho preso la Sicilia come mero esempio solo per risponderti.
Leggi sotto, con particolare attenzione all'ultimo paragrafo:
https://www.jstor.org/stable/43776888
qui un estratto di uno studio e dei cenni storici del comune di marineo, dove comunque ti lascio il link:
"In passato la portata del fiume in certi anni e stata davvero considerevole. Nel 1951 , ad esempio, e stata di 24,3mc/sec, cioe 486 volte piu della media stagionale . Certuni hanno supposto che in antico il fiume fosse, almeno per il tratto iniziale, navigabile con barche, chiatte o zattere. Ipotesi da non scartare se si considera che
prima del disboscamento iniziato in maniera consistente sin dalla epoca romana delle montagne ai lati del fiume doveva esserci maggiore equilibrio idrogeologico e l acqua che affluiva al fiume con una portata superiore a quella attuale."
https://www.comune.marineo.pa.it/tur...ria-e-cultura/
"L'immagine della verdeggiante isola tramandataci da antichi scrittori e poeti, contrasta profondamente con la realta che e sotto i nostri occhi: delle distese forestali, che all'epoca delle prime colonizzazioni greche avrebbero occupato circa il 50 % del territorio non rimangono che superstiti frammenti.Il processo di distruzione del patrimonio boschivo avvenuto in Sicilia e riconducibile sostanzialmente agli eventi storici che in essa si susseguono. A cominciare dal periodo delle grandi lotte per il dominio dell'isola e del Mediterraneo tra Cartaginesi, Ateniesi, Siracusani, Romani, per la costruzione delle grandi flotte navali, vengono distrutti ettari di bosco,
soprattutto in prossimita' dei litorali.
Con la definitiva conquista romana ha luogo lo sfruttamento pressoche totale anche dei boschi dell'entroterra:
l'obiettivo della politica di Roma e' quello di fare dell'isola "il granaio dell'impero e la provincia della pastorizia estensiva". I terreni disboscati e messi a coltura danno redditi elevatissimi, ed in tale ottica neanche la foresta di Ficuzza viene risparmiata. Nella zona rimangono numerose testimonianze delle antiche fattorie di origine romana, sorte intorno al bosco, che persistono fino al periodo bizantino.
Durante la dominazione araba nuovi equilibri si instaurano tra attivita agricole e boschive, dando luogo ad un periodo di relativa tregua.
Col feudalesimo, ed e opportuno ricordare che in Sicilia esso si protrarra fino al 1812, nonostante su un piano ideale dovrebbe persistere un certo equilibrio (la selva considerata fonte di vita e di sopravvivenza, per i frutti, l'acqua e la selvaggina che essa offre),
in questo arco temporale, il bosco subisce colpi pesantissimi. Si continua a disboscare per disporre di sempre piu' terre fertili da mettere a coltura etc etc.
https://digilander.libero.it/salernum/la storia.htm
Ecco il motivo per il quale l'interno e' desolato e semidesertico, siamo stati noi uomini. E continuiamo a farlo senza la minima cognizione delle conseguenze future. Il problema e' questo. Facciamo le cose mal fatte, senza testa, raccontandoci storie, illudendoci di farlo bene e adesso ci inventiamo pure che la biomassa e' sostenibile e si stanno attaccando le antiche ed ultime foreste boreali europee.(Non sono solo i brasiliani i cattivi esempi in merito la distruzione forestale) Siamo ovviamente in grado di impiegare (non sfruttare) le risorse con testa, ma e' molto meno faticoso farlo come si sta facendo. "Domani si vedra', tanto noi non ci saremo". Ora si e' parlato di Sicilia perche' ho risposto a te in merito la biomassa. Ma potremmo parlare di tanti altri luoghi in Italia e nel mondo. Il meccanismo e' sempre quello.
Non facciamo gli stupiti o gli increduli quando si parla di emergenza climatica, di scomparsa degli habitat, estinzioni di massa, fenomeni metereologici violenti. Sappiamo bene come stanno le cose.