Mi inserisco nel discorso, non per criticare le giuste osservazioni che avete fatto, ma per una semplice valutazione di convenienza economica e ambientale.
Se ho una materia grezza, è certamente più conveniente, tecnologia e fattori geopolitici permettendo, trasformarla in loco e spostare il prodotto finito, così trasporterò meno volume, con più valore.
Di contro c'è il caso del teleriscaldamento e della cogenerazione, dove la convenienza è nel produrre nelle vicinanze dell'utilizzatore, per limitare le dispersioni e per intervenire più rapidamente in caso di problematiche sia dal lato produzione, sia da quello dell'utilizzatore.
Per quanto riguarda la questione gas, o prodotti petroliferi, finché non se ne potrà definitivamente fare a meno, credo che la questione economica debba comunque venire subito dopo quella ambientale e non prima. Non so dimostrarlo, non essendo il mio campo, ma a sensazione il trasporto tramite gasdotti e oleodotti dovrebbe essere meno inquinante che mandare in giro un adeguato numero di mezzi cisterna (sia via terra, che mare), però ci si vincola per lungo tempo a un fornitore. Inoltre è impensabile che la soluzione del trasporto in condotte lo si debba limitare a una singola nazione (nel nostro caso l'Italia), tagliando fuori quelle nazioni che non hanno un confine diretto con il paese produttore.
Quindi immagino che, data la posizione geografica dell'Italia, non trovo scandaloso che il petrolio e il gas liquido, tramite navi, e quello gassoso (e il petrolio), tramite gasdotti/oleodotti, arrivino prima da noi e poi si diramino anche verso altri paesi europei. Secondo quanto sopra, è logico che rigassificatori e raffinerie siano in prossimità dei punti di approdo nel nostro paese, ma i porti non sono asserviti solo a quei prodotti, giocoforza sarà necessario valutare altre ubicazioni che costituiranno un compromesso tra le varie esigenze (sempre auspicando che l'aspetto ecologico possa essere quello preminente).
Detto questo, non possiamo neppure sottovalutare il fatto che l'orientamento è quello di ridurre gradualmente, fino a quasi azzerarlo, l'utilizzo delle fonti fossili, ragione per cui si aggiunge anche la necessità di considerare l'impiego di impianti provvisori, piuttosto che fissi.
Per scrivere quanto sopra ho fatto violenza a me stesso, avrei preferito scrivere dell'ampliamento di impianti di produzione da fonti rinnovabili e pulite, ma di questi tempi serve anche un po' di realismo e tanto pragmatismo.