Di fatto il governo IT dichiara :Emergenza climatica


Quindi allora conclusione ?

Rimandiamo alle sanzioni alla Russia ed alla rinuncia del gas russo .
Il metano è il miglior combustibile pulito , perché tutti questi fessi di governanti vogliono rinunciare ?

Insomma siamo proprio dei fessi e ci vogliamo fustigare per fare piacere all'Ucraina , ci vogliamo inquinare noi ed il nostro ambiente ?
 
Guarda Expy che ti sei ancora una volta confuso! Il tema di questa discussione è un altro, non portare anche qua la tua battaglia contro l'occidente e l'Ucraina, qui si sta trattando di emergenza climatica.

Come spesso accade, nella vita reale non è tutto nero o bianco, a volte occorre affrontare le cose in modo realistico. In città è impensabile che ci si scaldi e si cucini bruciando la legna, anche se questa ci arrivasse gratis dai nostri amici e parenti di campagna, perché i danni da inquinamento sarebbero ben superiori a quelli prodotti dal gas. Questo non significa affatto che non si debba e non si possa rinunciare al gas. Ma la stessa scelta di sostituire il gas, con l'energia elettrica, in tutti i suoi usi, pur se tecnologicamente possibile, richiede i suoi tempi, per questo si parla di transizione e non di trasformazione tout-court.

Comunque anche l'elettrico non è la soluzione, se per produrlo usi i combustibili fossili.

E lascia perdere cosa si è fatto nel passato, tirando fuori anche la nonna e compagnia bella, è un dato di fatto che la vita media di allora era decisamente inferiore a quella di adesso. Chiaramente, un tempo era più facile mantenersi in movimento, come già JO GREEN ti ha fatto notare, e si sa che fare del moto fa bene alla salute in ogni tempo, prima ci si era costretti, ora chi vuole va in palestra, o corre nei parchi.

Gli inquinanti che si sprigionano nella combustione delle biomasse sono conosciuti, non serve minimizzare, portando esempi familiari di singoli casi, per negarne l'esistenza.

La conclusione, dici?

La conclusione non c'è, nel senso che deve essere l'inizio di un percorso, non una conclusione, e ci deve essere perseveranza: non si può pensare a risultati immediati, quando per arrivare a questo punto ci abbiamo messo parecchi anni (comunque un tempo infinitesimo, rispetto ai tempi della Natura), ma non si possono neppure rinviare gli interventi, con la scusa che i risultati non si riescono a vedere nell'immediato.
 
Mia nonna è morta a 90 anni quando io ero un ragazzino di 15-16 e cucinava con la cucina a legna.
Quante auto giravano quando tua nonna aveva 90 anni?
Quanta elettricità si usava per gli elettrodomestici? Che consumi elettrici medi avrvano le famiglie?
Perché è la somma che fa il totale.
Non conosco molte persone disposte a non usare l’auto, a rinunciare all’elettricità o stare al freddo. Ma di gente che userebbe PDC e FV come me e tanti altri, per fortuna si…
E mica parlo solo del discorso ecologico: si risparmia una fortuna!
Pecunia non olet…
È una dei pochi casi in cui ci guadagna sia l’ambiente che il portafogli.
E ci sono posti dove ci si guadagna ancora di più come la Sicilia e tutti i bei posti assolati e dal clima mite che abbiamo in Italia.
Semmai ci si dovrebbe domandare come spiegarlo in modo semplice e rendere il tutto accessibile soprattutto a chi ha più difficoltà a fare l’investimento.
 
Il metano è il miglior combustibile pulito , perché tutti questi fessi di governanti vogliono rinunciare ?

Insomma siamo proprio dei fessi e ci vogliamo fustigare per fare piacere all'Ucraina , ci vogliamo inquinare noi ed il nostro ambiente ?
Adesso dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco e continuare a comprarlo dalla Russia e da altri paesi ma c’è una risorsa più pulita e che ci renderà più autonomi dalle paturnie internazionali: il SOLE e per fortuna in Italia ce n’è tanto.
Ci produci energia elettrica, ci cucini e ti ci scaldi (con le PDC).
Dobbiamo sfruttare meglio ciò che abbiamo.
 
E ci sono posti dove ci si guadagna ancora di più come la Sicilia e tutti i bei posti assolati e dal clima mite che abbiamo in Italia.
Semmai ci si dovrebbe domandare come spiegarlo in modo semplice e rendere il tutto accessibile soprattutto a chi ha più difficoltà a fare l’investimento.

Questo e' altro grande problema. Tutta roba che costa e molti non riescono proprio a permetterselo.
 
Guarda Expy che ti sei ancora una volta confuso! Il tema di questa discussione è un altro, non portare anche qua la tua battaglia contro l'occidente e l'Ucraina, qui si sta trattando di emergenza climatica.
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La guerra non centra nulla col discorso ma non può avere la botte piena e la moglie ubriaca come si dice .
Momentaneamente se vogliamo limitare i danni climatici e l'inquinamento dobbiamo utilizzare il metano , dopo si passerà al solare o fonti rinnovabili .
Ma ancora non siamo autonomi da questo punto di vista .
Cosa vogliamo fare ?
Proponi una soluzione ...
Tutte soluzioni analizzate e bocciate per il momento a tempi brevi ....
 
Guarda che la soluzione, a fatica, è da tempo che la si è presa: "transizione ecologica" non ti suggerisce proprio nulla?

Poi sono in tanti che devono prendere la decisione, che lo faccia uno soltanto serve a ben poco, ciascuno faccia la propria parte, nel mio precedente intervento l'ho anche sottolineato. Fare finta di nulla e continuare come prima non risolve il problema e neppure lo stabilizza, ma lo peggiora!
 
Sono 20 anni che si parla di transizione ecologica ed altri 20 anni per arrivarci , forse ma non completamente .

Il prossimo inverno cosa vuoi fare ? :closedeyes:
 
Sono 20 anni che si parla di transizione ecologica ed altri 20 anni per arrivarci , forse ma non completamente .
Il prossimo inverno cosa vuoi fare ? :closedeyes:
Non saprei. Spiegacelo tu, semmai!
Al momento l'idea è quella di accelerare il più possibile il distacco dal produttore russo, non certo di rinunciare al gas!
Già ridurre l'importazione di gas russo del 30% (come sembra riusciremo a fare in autunno) è un colpo non da ridere per la Russia.
La decarbonizzazione è un altro paio di maniche. Servono certo anni!
Ma dato che qui sul forum ci sono ancora molti TUOI interventi di quando la priorità era per te evitare che si spendessero troppi soldi (poi non dipsonibili per le pensioni, ovvio) per le FER visto che eri un chairo negazionsita climatico e la tua idea era la solita "macheccefrega del global warming! Datemi gas e petrolio a basso costo che tanto il cambiamentoe climatico non esiste!" Direi che tu sei proprio l'ultimo a potersi ora ergere a pensionato col ditino agitato che dice "sono 20 anni che si parla..."
 
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Ma quel che e' da dire, si dovrebbe dire. ... Non ci serve questo impianto. Non c'e' alcuna ricaduta per il territorio che comunque non si puzza di fame e che in ogni caso, si puo' evitare.

Se preferite trasportare il greggio da Trieste fino in Austria, Repubblica Ceca e Germania con i camion cisterna, fate pure...
Ma sappiate che si immetterà molta più CO2 ed inquinanti in atmosfera di quanta se ne immette oggi con il TAL.
 
Se preferite trasportare il greggio da Trieste fino in Austria, Repubblica Ceca e Germania con i camion cisterna, fate pure...
Ma sappiate che si immetterà molta più CO2 ed inquinanti in atmosfera di quanta se ne immette oggi con il TAL.

Credo che da noi si preferisca nulla, che lo facciano in Austria l'impianto ci cogenerazione, serve a loro, non a noi. Se lo possono fare a Cavazzo Carnico che e' a uno sputo dall'Austria piuttosto che a Trieste, lo facciano in Austria. Se ' invece necessario che sia vicino agli impianto dove verra' scaricato (Trieste) non si capisce perche' si debba fare a Cavazzo che e' ben distante da Trieste. Insomma, non si capisce cosa azz c'entri Cavazzo Carnico con il petrolio austriaco. Un po' come Tagliacozzo sta ai rifiuti di Milano. Praticamente nulla.
 
Mi inserisco nel discorso, non per criticare le giuste osservazioni che avete fatto, ma per una semplice valutazione di convenienza economica e ambientale.

Se ho una materia grezza, è certamente più conveniente, tecnologia e fattori geopolitici permettendo, trasformarla in loco e spostare il prodotto finito, così trasporterò meno volume, con più valore.
Di contro c'è il caso del teleriscaldamento e della cogenerazione, dove la convenienza è nel produrre nelle vicinanze dell'utilizzatore, per limitare le dispersioni e per intervenire più rapidamente in caso di problematiche sia dal lato produzione, sia da quello dell'utilizzatore.

Per quanto riguarda la questione gas, o prodotti petroliferi, finché non se ne potrà definitivamente fare a meno, credo che la questione economica debba comunque venire subito dopo quella ambientale e non prima. Non so dimostrarlo, non essendo il mio campo, ma a sensazione il trasporto tramite gasdotti e oleodotti dovrebbe essere meno inquinante che mandare in giro un adeguato numero di mezzi cisterna (sia via terra, che mare), però ci si vincola per lungo tempo a un fornitore. Inoltre è impensabile che la soluzione del trasporto in condotte lo si debba limitare a una singola nazione (nel nostro caso l'Italia), tagliando fuori quelle nazioni che non hanno un confine diretto con il paese produttore.

Quindi immagino che, data la posizione geografica dell'Italia, non trovo scandaloso che il petrolio e il gas liquido, tramite navi, e quello gassoso (e il petrolio), tramite gasdotti/oleodotti, arrivino prima da noi e poi si diramino anche verso altri paesi europei. Secondo quanto sopra, è logico che rigassificatori e raffinerie siano in prossimità dei punti di approdo nel nostro paese, ma i porti non sono asserviti solo a quei prodotti, giocoforza sarà necessario valutare altre ubicazioni che costituiranno un compromesso tra le varie esigenze (sempre auspicando che l'aspetto ecologico possa essere quello preminente).

Detto questo, non possiamo neppure sottovalutare il fatto che l'orientamento è quello di ridurre gradualmente, fino a quasi azzerarlo, l'utilizzo delle fonti fossili, ragione per cui si aggiunge anche la necessità di considerare l'impiego di impianti provvisori, piuttosto che fissi.

Per scrivere quanto sopra ho fatto violenza a me stesso, avrei preferito scrivere dell'ampliamento di impianti di produzione da fonti rinnovabili e pulite, ma di questi tempi serve anche un po' di realismo e tanto pragmatismo.
 
nll capisco la situazione. Ma se il tutto arriva a Trieste e da li deve ripartire per Austria e altre nazioni, non si capisce (almeno io non lo capisco) pensare ad un impianto di cogenerazione a Cavazzo Carnico, a un passo dalle dolomiti friulane, sul lago di Cavazzo e attaccato al Tagliamento. Considerando oltretutto che Cavazzo Carnico e' ben distante da Trieste. Hai bisogno di un impianto di quel tipo? Fallo in Austria visto che sono loro i fruitori. Ok, spetta al fornitore averlo per poter distribuire il petrolio? Bene, fallo a Trieste. Cosa c'entri Cavazzo Carnico e' un enigma. Potevano dire di farlo a Cortina D'Ampezzo che era lo stesso. Questo non capisco. Se non e' un mero calcolo economico perche' probabilmente costa molto meno che non farlo a Trieste, non capisco cosa altro possa essere. Se la risposta e': tanto anche se e' lontano non importa, la controrisposta sara': allora fatevelo a Milano o Roma. Se mi dici Trieste perche' e' vicino gli impianti di trasferimento ci sta, si puo' capire, la materia prima arriva li, la lavoro e la rispedisco. Ma perche farlo a 120 km di distanza? Se la distanza non conta, lo facciano in zone che sono gia' compromesse, tanto ne abbiamo a bizzeffe. O dobbiamo continuare a riempire di inquinamento zone che ancora bene o male si salvano solo perche' ci si riempie meglio il portafoglio? Beh, qualche cosa da dire e sopratutto qualche dubbio da fugare, come dicevo c'e'. Basta guardare il confine Austriaco. E' piu' vicino quello a Trieste che non Cavazzo. Lo facciano da loro....Ah gia', gli Austriaci vogliono la pappa pronta e la casa pulita, se si porca casa degli altri e' molto meglio. Un po' come la politica del pellett e delle foreste romene che vengono tagliate abusivamente dalle ditte austriache. Pare si abbia la vocazione al vassallaggio..Lo avevo gia' postato ma lo ripropongo:https://www.balcanicaucaso.org/aree/Romania/La-mafia-del-legno-e-la-deforestazione-in-Romania-200194

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Ripeto che comprendo il tuo punto di vista, così come quello di atomax, e a pelle direi che hai ragione da vendere. Mi sono posto anch'io più dubbi che soluzioni, a maggior ragione vedendo la cartina che hai postato. Col classico ragionamento nimby potrei dire che è giusto che lo si vada a fare a Cavazzo Carnico, ma solo perché uno dei miei figli abita a Trieste, mi rendo però conto che nessuno ha il diritto di fare questo tipo di obiezione.
La logica direbbe che l'impianto andrebbe fatto o a Trieste, come punto di approdo in Italia, o in Austria, come luogo più prossimo all'utilizzatore. Ogni altra ubicazione necessita di studi accurati che ne giustifichino la diversa collocazione.
 
nll capisco la situazione. Ma se il tutto arriva a Trieste e da li deve ripartire per Austria e altre nazioni, non si capisce (almeno io non lo capisco) pensare ad un impianto di cogenerazione a Cavazzo Carnico, a un passo dalle dolomiti friulane, sul lago di Cavazzo e attaccato al Tagliamento. Considerando oltretutto che Cavazzo Carnico e' ben distante da Trieste. Hai bisogno di un impianto di quel tipo? Fallo in Austria visto che sono loro i fruitori. Ok, spetta al fornitore averlo per poter distribuire il petrolio? Bene, fallo a Trieste. Cosa c'entri Cavazzo Carnico e' un enigma. Potevano dire di farlo a Cortina D'Ampezzo che era lo stesso. Questo non capisco. Se non e' un mero calcolo economico perche' probabilmente costa molto meno che non farlo a Trieste, non capisco cosa altro possa essere. Se la risposta e': tanto anche se e' lontano non importa, la controrisposta sara': allora fatevelo a Milano o Roma. Se mi dici Trieste perche' e' vicino gli impianti di trasferimento ci sta, si puo' capire, la materia prima arriva li, la lavoro e la rispedisco. Ma perche farlo a 120 km di distanza? Se la distanza non conta, lo facciano in zone che sono gia' compromesse, tanto ne abbiamo a bizzeffe. O dobbiamo continuare a riempire di inquinamento zone che ancora bene o male si salvano solo perche' ci si riempie meglio il portafoglio? Beh, qualche cosa da dire e sopratutto qualche dubbio da fugare, come dicevo c'e'. Basta guardare il confine Austriaco. E' piu' vicino quello a Trieste che non Cavazzo. Lo facciano da loro....Ah gia', gli Austriaci vogliono la pappa pronta e la casa pulita, se si porca casa degli altri e' molto meglio. Un po' come la politica del pellett e delle foreste romene che vengono tagliate abusivamente dalle ditte austriache. Pare si abbia la vocazione al vassallaggio..Lo avevo gia' postato ma lo ripropongo:https://www.balcanicaucaso.org/aree/Romania/La-mafia-del-legno-e-la-deforestazione-in-Romania-200194

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Cit. Ci sono situazioni che non puoi controllare, ci devi convivere.Erano meglio altre soluzioni? (discorso di prima). Certo, si puo' fare meglio, ma alcune situazioni comunque non le puoi controllare. Ci piaccia o meno...

:-D
 
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