Purtroppo si è accettato di monetizzare le quote di CO[SUB]2[/SUB]
Andrebbe regolato il relativo mercato. Non è normale, secondo me, che qualsiasi istituto finanziario (banche, fondi, ecc...) possa acquistare quote di CO2 per pura speculazione, o per farne scorta speculativa.
Le quote dovrebbe acquistarle solo chi ha la necessità di emettere CO2 per produrre il proprio prodotto (energia elettrica, vetro, ceramica, ecc...) ad un prezzo regolamentato negli anni e tutelato. In caso contrario, a pagare il "premio" allo speculatore siamo sempre gli stessi.
L'idrogeno soffre da anni di una "cattiva pubblicità" che gli proviene dalla lobby "elettrofila" e da molta parte del mondo ambientalista più ideologizzato
L'idrogeno soffre, più che di una cattiva pubblicità, di alcuni difetti intrinseci e due tra questi sono:
1) Ai fini della riduzione di CO2, è valido solo quello verde, ossia ricavato per via elettrolitica o, speriamo in un futuro prossimo, per via termolitica rinnovabile (solare) o ad emissioni nulle (termonucleare).
2) I processi di elettrolisi attualmente in uso e la riconversione in energia elettrica presentano un rendimento basso. Siccome non abbiamo energia verde da buttare, purtroppo, l'idrogeno non riesce ancora a decollare in ambito industriale. Molto probabilmente lo farà quando avremo sufficiente energia pulita da buttare (periodi di produzione maggiore della domanda).
Per quanto riguarda il settore dei trasporti, l'idrogeno potrebbe avere sicuramente qualche chance in più per sostituire i combustibili fossili, soprattutto in quello pesante, ma non dimentichiamoci mai che deve essere verde (altrimenti conviene andare a metano o a GNL).
In sostanza non credo che se partiamo da un'idea di "azzerare le emissioni" la partita possa più giocarsi sul terreno del semplice costo economico di base. Altrimenti è ovvio che il fossile vincerà sempre. E allora teniamoci quello!
Il confronto non devi farlo tra tecnologie rinnovabili e tecnologie non rinnovabili, ma solo tra le prime o le seconde.
Accumulare energia in ambito industriale è possibile farlo, ad esempio, anche mediante aria compressa liquefatta con recupero dei cascami termici a rendimenti forse anche maggiori di quelli offerti da un ciclo ad idrogeno, oppure attraverso accumulatori elettrochimici ad alta temperatura (accumulatori NaS), ecc... Cosa costa meno, accumulare energia con questa tecnologia o con l'altra?
Quale delle due tecnologie "spreca" meno energia pulita?
Ad ogni modo, sia oggi, sia domani, nelle applicazioni dove il fossile resta vincente in termini di costo si continua ad utilizzarlo...