In Cina hanno anche altri problemi e ben grossi e a ruota li abbiamo anche noi e potrebbero pure peggiorare.
Esatto.
La Cina ha più volte detto che vuole "riprendersi" Taiwan. Ma questa azione potrebbe dare il via a una spirale che porta dritto alla WWIII.
Sia Australia che Giappone che India non starebbero con le mani in mano e se è vero che Taiwan non possiede al momento una capacità di contrattacco realistica contro una marina cinese ipervitaminizzata non così scontata è la superiorità aerea che può giovarsi delle basi USA e giapponesi.
L'India non vede l'ora di regolare i conti coi pachistani, forti alleati della Cina. Il Giappone teme di essere il secondo succoso boccone e gli Usa sanno che la Cina potrebbe diventare davvero dominante.
L'Australia sembra un po' il fessacchiotto di turno che si è accorto tardi del pericolo. Ma in realtà anche se non ha una deterrenza militare comparabile alla cinese conta una serie di alleanze importanti e può offrire una base di terra fondamentale per gli USA. Quindi si sta muovendo eccome.
La mossa dei sottomarini nuke è forse un po' troppo propagandata per essere realmente minacciosa. Anche perchè l'Australia non è (ufficialmente) dotata di armi nucleari e un sottomarino nucleare senza capacità di ritorsione strategica nucleare non ha un enorme senso. A quel punto sono molto meglio e molto meno costosi i silenziosissimi e pericolosissimi (per le flotte) sottomarini AIP come i nostri Todaro, gli U212 tedeschi o i nuovissimi stirling svedesi che sono molto meno individuabili dei nucleari. O i francesi che l'Australia già aveva in ordine.
Probabilmente lo scopo è quello di far capire ai cinesi che una ritorsione da armi nucleari può provenire anche da battelli non strettamente usa o indiani. Anche se sembra difficile a molti pensare che sia l'Australia a scatenare l'apocalisse, un paio di sottomarini nucleari aussie armati con missili strategici americani con testate nucleari a controllo americano credo sarebbero poco graditi ai cinesi.
Da non sottovalutare poi la presenza nella nuova alleanza degli inglesi. Che non hanno certo più la super-flotta della WWII, ma possono schierare una mezza dozzina di sub aramti di testate nucleari in diverse basi nella zona.
Tutto questo panorama si arricchisce della fortissima crisi energetica che il rifiuto dell'Australia di esportare carbone in Cina sta creando.
Il vero tallone di Achille cinese è l'isolamento energetico. Paese enorme, ma non dotatissimo di risorse energetiche fa molto conto sui suoi contatti africani. Ma India e Australia potrebbero bloccare con facilità le linee di approviggionamento.
Insomma... per chi vuole vederlo si sta delineando un quadro molto preoccupante, con un'economia in rapidissima crescita e con numeri enormi di popolazione che si trova davanti la possibilità di una decrescita poco felice da una parte e un mondo in tumultuoso cambiamento, con un grave crisi ambientale in corso che si scopre improvvisamente nella necessità di riarmarsi!
La tempesta perfetta...