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OggettoVolanteIdentificato
Guest
Per l'amicone di cui me ne stava accennando via mp,questo è lo schema da me adottato,sperando siano ben leggibili i valori.
Ho fatto ricorso ad un generatore B.F. audio,connesso ovviamente ad un frequenzimetro digitale. Il segnale B.F. va iniettato all'ingresso B.F. IN del circuito. Le tre uscite A,B,e C devono pilotare tre transistor darlington o tre Mosfet,dipende da cio' che si ha a disposizione. Detti semiconduttori erogheranno corrente in tre bobine,disposte a 120 gradi tra loro.All'interno delle bobine si originerà un campo magnetico rotante,di qualsivoglia frequenza,quella la si sceglie ruotando il generatore audio. Ho omesso volutamente la sezione di potenza transistor/mosfet,in quanto da me era andata completamente in fumo,ma non è difficile rielaborarla e polarizzare il tutto.
In linea di massima,si parte da un segnale audio.Un integrato operazionale squadra l'onda sinuosoidale e la invia a un divisore a 10 uscite. Sette uscite vengono resettate e ne permangono 3. Se si è partiti con una frequenza di 60Hertz,avremo una circolazione magnetica pari a 20 Hertz. Il Philadelphia experiment non riporta le esatte frequenza dei generatori a bordo sulla nave,ma dovremmo essere aldisotto dei 500 Hertz per forza di cose.Si può provare anche ad iniettare frequenze ultrasoniche e far ruotare il campo a livelli altissimi,ma è certo che avremo una marea di disturbi a radio-frequenza.Meglio stare bassi.
Edited by OggettoVolanteIdentificato - 22/10/2006, 01:58
Ho fatto ricorso ad un generatore B.F. audio,connesso ovviamente ad un frequenzimetro digitale. Il segnale B.F. va iniettato all'ingresso B.F. IN del circuito. Le tre uscite A,B,e C devono pilotare tre transistor darlington o tre Mosfet,dipende da cio' che si ha a disposizione. Detti semiconduttori erogheranno corrente in tre bobine,disposte a 120 gradi tra loro.All'interno delle bobine si originerà un campo magnetico rotante,di qualsivoglia frequenza,quella la si sceglie ruotando il generatore audio. Ho omesso volutamente la sezione di potenza transistor/mosfet,in quanto da me era andata completamente in fumo,ma non è difficile rielaborarla e polarizzare il tutto.
In linea di massima,si parte da un segnale audio.Un integrato operazionale squadra l'onda sinuosoidale e la invia a un divisore a 10 uscite. Sette uscite vengono resettate e ne permangono 3. Se si è partiti con una frequenza di 60Hertz,avremo una circolazione magnetica pari a 20 Hertz. Il Philadelphia experiment non riporta le esatte frequenza dei generatori a bordo sulla nave,ma dovremmo essere aldisotto dei 500 Hertz per forza di cose.Si può provare anche ad iniettare frequenze ultrasoniche e far ruotare il campo a livelli altissimi,ma è certo che avremo una marea di disturbi a radio-frequenza.Meglio stare bassi.
Edited by OggettoVolanteIdentificato - 22/10/2006, 01:58