Le nuove frontiere dell'esplorazione spaziale


Io le vedo entrambe correttamente (con Chrome Ver.119). Potrebbe essere un problema del tuo browser, o dei settaggi di sicurezza che hai sul tuo pc.
 
Incredibile la distruzione prodotta da pochi secondi di accensione dei motori del mostro nella versione precedente!
Ed anche sorprendente come siano riusciti a eliminare totalmente il problema in pochi mesi.
La terminazione da terra è una possibilità per ora molto reale al primo segno di uscita di rotta. Ma stavolta, come riportano tutti gli analisti scientifici, il successo del lift-off, la quota raggiunta e il funzionamento perfetto della brigata di motori Raptor sono stati un passo avanti enorme.
Purtroppo, come fa notare giustamente Battiston (Battiston:«Il lancio Starship è stato un successo, ma il mondo corre e l’Europa è indietro» - Il Sole 24 ORE) è il gigante economico europeo che, preso dalle ansie del populismo di reflusso, sta trascurando colpevolmente un settore dove gli altri corrono!
 
Ci sono già le prime analisi, almeno per il booster l'ipotesi è che la rapida manovra di ribaltamento del razzo, necessaria per effettuare il cambio di rotta e il rientro verso la torre di lancio, abbia spinto il propellente dalla parte sbagliata lasciando a secco i motori, che infatti dalla telemetria si sarebbero spenti in sequenza lasciano il booster senza controllo ( in questa fase a quella quota la direzionalità è data dai raptor centrali che sono su giunto cardanico mentre quelli esterni erano spenti e sono fissi).

Mentre SpaceX corre , Blue Origin sta costruendo il suo New Glenn , riutilizzabile, anche in Cina si sta sperimentando un razzo riutilizzabile (stanno facendo esperimenti con un dimostratore simile al grasshopper di SpaceX) in Europa abbiamo alcune piccole start up con lanciatori di microsatelliti, ESA si è affidata ancora a Arianespace che nel 2019 ha fatto alcuni test con FROG, ora sta ancora lavorando su Callisto che dovrebbe essere un dimostratore per un primo stadio con tecnologia simile al Falcon 9, ma è gia in ritardo di 2 anni, per poi sviluppare un vettore simile al Falcon 9 con svariati anni di ritardo. Italia sta invece lavorando sul VEGA, ma non è riutilizzabile L'italia sta anche finanziando lo Space Raider una navetta riutilizzabile basata su IXV lancio previsto nel 2024, ma ancora ci manca un accesso umano Europeo allo spazio. O ci affidiamo alla NASA o a SpaceX.
 
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So che spesso ci si basa sulle dichiarazioni ufficiali che vengono rilasciate ai giornalisti, ma so anche che la realtà può essere leggermente diversa, lo dico per esperienza personale. Vero è che la nostra spesa per la ricerca nel bilancio del nostro paese segna il passo, rispetto a molti altri Stati a est, a ovest e al nord, ma la qualità dei nostri ricercatori ci mette una grossa pezza e riusciamo a farci apprezzare al punto di progredire anche grazie ai finanziamenti che ci arrivano al di fuori del nostro bilancio statale. Quando sento nei telegiornali parlare del programma Artemis, noto che citano aziende nostrane che si occupano di parti marginali, importanti certo, ma minime rispetto alla totalità dell'impegno, non sento quasi mai nominare l'azienda per la quale ho lavorato, che da tempo si sta occupando di quasi tutte le parti abitative della navicella e dei moduli. Molto del nostro lavoro è quota-parte di altre agenzie spaziali, che loro commissionano a noi... un motivo ci sarà.

Ci sono persone che in Italia, e qui sul forum, sembra che gioiscano quando un nostro test pare fallire il suo obiettivo, dimenticandosi, o volutamente ignorando, che i test servono a verificare le soluzioni tecnologiche e i materiali e spesso un test fallito permette di acquisire dati ben oltre quelli che ci si attende da un test nominalmente andato a buon fine! Non è possibile prevedere ogni variabile, pur ipotizzandone e prevenendone un gran numero, per questo motivo si fa tesoro anche di tutti i dati forniti da un test abortito, per fare le dovute correzioni e implementarle sui successivi modelli. Già con le missioni non abitate si parla di oltre due anni di test, prima della campagna di lancio e, nonostante questo, non è raro che vi possano essere slittamenti dell'ultimo momento, per apportare qualche modifica, figuriamoci quanta più cura ci vuole per le missioni che implicano la presenza di astronauti a bordo! Spesso chi parla e critica questi test è proprio chi meno capisce della loro importanza, gli altri si limitano a leggere e a informarsi, seguendone lo sviluppo e pubblicando acriticamente i fatti e le azioni correttive. Ringrazio il "nostro" Darwin per il suo servizio di divulgazione, frutto del suo impegno a leggere, informandosi sugli sviluppi, per poi condividerli con tutti noi.
 
Grazie nll, troppo buono.

Ci sono non addetti ai lavori, e anche colpevolmente non in grado di capire di cosa si parla, che fan tuto facile, la realtà è sempre più complessa anche per via delle attuali normative e ricerca di sicurezza.
Il rischio zero non esiste e qualcosa sempre puo andare storto ma, soprattutto la NASA che di stupidaggini e leggerezze con gli Shuttle ha fatto, oggi si cerca in ogni modo di ridurre i livelli di rischio.
Esempio il volo di Artemis attorno alla Luna e ritorno, perfetto? Quasi , la stanno smontando e controllando vite per vite per vedere come i singoli pezzi hanno reagito, lo scudo termico ha funzionato bene , eppure si è notato che si è eroso un po' più del previsto, un rischio maggiore? No in quanto lo spessore extra con cui è stato costruito da un notevolissimo margine di sicurezza, eppure lo stanno studiando e pensano a delle modifiche. Ai tempi della corsa alla Luna avrebbero detto, è rientrata? si bene allora è a posto cosi..
 
qualche nota sugli sviluppi per i lanciatori pesanti, poi ci sarebbe da parlare sui piccoli lanciatori sino a alcune centinaia di kg dove diverse piccole aziende stanno portando avanti progetti interessanti , se volete date un occhiata qui https://www.newspace.im/launchersquelli in sviluppo (developement) sono davvero tanti, stranamente tutti usano la vecchia chimica e fisica del principio di azione e reazione chissà come mai non attingano ai suggerimenti che provengono da questo forum.

I grossi calibri, dicevamo
SLS
bhe si sta approntando il secondo lancio per il 2024 che porterà un equipaggio attorno alla Luna le novità sono più legate ai motori , al momento si usano gli RS 25 ex Shuttle ma in futuro saranno costruiti ex novo, e visto che non saranno riutilizzati costeranno meno. Ad oggi sono in una campagna di test per la loro certificazione. sono necessari ben 12 test riusciti prima che si possano definire pronti.

Ariane 6
effettuato un test del primo stadio della durata di 7 minuti, primo lancio giugno 2024

Blue Origin
gente che comunica poco, comunque quello che sembra essere il primo stadio del New Glenn è stato avvistato al KSC in Florida, primo lancio previsto per il 2024 il new Glenn sarà anch'esso riutilizzabile ma è più piccolo della Staship con capacità di 45 ton in LEO e 13 ton in GTO ( LEO = orbita bassa ; GTO orbita di trasferimento geostazionario) quindi della categoria Falcon Heavy

Starship
stanno ancora valutando il secondo lancio cosa potrà esserci di nuovo? Bhe se il capo si chiama Musk c'è sempre di nuovo. Si sta lavorando per preparare il terzo volo sulla carta e fosse per Musk un mese, più realisticamente, FAA permettendo primo quadrimestre 2024. Nel frattempo stanno costruendo un nuovo parco serbatoi, rimpiazzeranno i primi , fatti in casa e verticali, con nuovi costruiti da azienda esterna e orizzontali, quindi più protetti da eventuali detriti sparati dal momento del decollo.
Starship V2 e si le attuali 4 Starship pronte ( con numeri da 28 a 32) saranno le ultime della versione 1, la versione 2 avrà maggior carico utile, peserà di meno e sarà più affidabile.
Raptor 3 , nuovo versione del motore ancora più affidabile e potente nonchè con meno parti. Ad oggi la stima è che la produzione sia di un Raptor al giorno con un costo di 1 milione di dollari (per confronto un RS-25 ne costa 50 un RL-10 25) una spinta maggiore del 17 % ossia 296 tonnellate (da non credere)
 
Pasticcio grosso di Avio (che produce il lanciatore Vega) si stanno apprestando a preparare l'ultimo lancio di Vega e si accorgono che 2 dei 4 serbatoi del quarto stadio sono spariti sono le sfere in foto
iu

Dopo affannose ricerche sono sti ritrovati, in discarica e inutilizzabili. Bene senza quelli l'ultimo Vega non si puo lanciare dovrebbe portare in orbita il satellite Biomass dell'ESA Si dovranno invantare qualcosa.

Tutti i dettagli :https://www.astrospace.it/2023/12/04/cose-questa-storia-che-avio-ha-perso-due-serbatoi-del-vega/
 
Non so spiegarmi quel che pare essere accaduto in Avio, a noi è sempre capitato l'opposto, cioè che ci riempiamo le aree di pezzi che forse potremmo buttare, ma alla fine rimangono lì finché non li regaliamo a mostre, aziende fornitrici, università, ministeri, ecc...

Difficile che si arrivi a rottamare un particolare di volo, quel che si rottama sono solo i GSE (Ground Support Equipment), che giustamente non li vuole nessuno in esposizione. Strano anche che non siano previsti degli spare per i componenti di volo, considerando che il razzo Vega prevede diversi modelli per ciascuna versione, una produzione che potremmo definire di serie.

Spero per Avio che trovino una soluzione per poter effettuare con successo il lancio nel tempo stabilito.
 
Non so spiegarmi quel che pare essere accaduto in Avio, a noi è sempre capitato l'opposto, cioè che ci riempiamo le aree di pezzi che forse potremmo buttare, ma alla fine rimangono lì finché non li regaliamo a mostre, aziende fornitrici, università, ministeri, ecc...

Difficile che si arrivi a rottamare un particolare di volo, quel che si rottama sono solo i GSE (Ground Support Equipment), che giustamente non li vuole nessuno in esposizione. Strano anche che non siano previsti degli spare per i componenti di volo, considerando che il razzo Vega prevede diversi modelli per ciascuna versione, una produzione che potremmo definire di serie.

Spero per Avio che trovino una soluzione per poter effettuare con successo il lancio nel tempo stabilito.

Mi sa che ricambi non ne avevano previsti, questo è l'ultimo volo con lo stadio AVUM e del VEGA, in futuro ci sarà solo il VEGA C e VEGA E che usano un ultimo stadio differente. Sembra che lo stabilimento sia in ristrutturazione e quindi i colpevoli potrebbero non essere di avio, anche se qualcuno doveva controllare
 
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Quando facciamo la quotazione di un nuovo progetto, prevediamo sempre un certo numero di parti di ricambio per le parti più critiche, specialmente se si prevede una produzione di serie, ma lo spare segue l'evoluzione del progetto, altrimenti verrebbe a meno l'utilità di avere delle parti di ricambio. Proprio sui serbatoi dell'Ariane, sia il 4, sia il 5, o anche di quelli del Delta IV, che abbiamo prodotto noi, c'era almeno un serbatoio di spare per lotto, perché non è detto che tutti i serbatoi potessero superare con successo i test, anche se quello era l'obiettivo. Essendo stati anche noi discendenti dal ramo aerospaziale della Fiat, immaginavo che anche le nostre procedure potessero essere similari, anche se noi ci siamo staccati dalla Fiat già dal 1969, mentre Avio segna il ritorno di Fiat nel nostro settore solo nel 2003, a sua volta ceduta nel 2012 a General Electric, ma che le loro procedure siano così cambiate, o che siano così migliorate le nostre da differenziarci da loro, mi sembrava improbabile, ma tanto è!
 
Ritardo, dovuto anche al maltempo del lancio del X 37 B. La settima missione del mini shuttle della US Space Force, come sempre massimo riserbo sulla missione e sulla sua durata, la OTV6 è durata ben 900 giorni, l'unico particolare nuovo è che per il lancio utilizzeranno un Falcon Heavy, gli altri voli sono stati Atlas V 501. L'Atlas in quella variante ha una portata in LEO di 8 tonnellate un Falcon Heavy ne ha ben 63 in LEO e 26 in GTO quindi o hanno caricato qualcosa di molto pesante oltre al X 37 o vogliono seguire un volo in orbite ben piu alte. Forse un giorno sapremo
 
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segnatevi il 9 gennaio sul calendario,
Missione AX3 di Axiom space porterà tramite una Dragoon 2 sulla ISS un equipaggio completamente europeo (almeno tecnicamente) infatti Lo Spagnolo Micael Alegria di Axiom il nostro Walter Villadei dell'aereonautica militare Alper Gezeravci primo astronauta Turco e lo Svedese Marcus Wandt dell'ESA prenderanno parte alla missione.
Axiom Space è una società privata che intende sviluppare e costruire una propria stazione orbitale i moduli saranno lanciati e agganciati inizialmente alla ISS per separarsi al momento della "rottamazione" della ISS.
Il primo modulo è già in costruzione presso Alenia Thales Aerospace e dovrebbe essere lanciato nel 2026
 
Ritardo, dovuto anche al maltempo del lancio del X 37 B. La settima missione del mini shuttle della US Space Force, come sempre massimo riserbo sulla missione e sulla sua durata... Forse un giorno sapremo
O forse non sapremo mai e sarà molto meglio così... visto il clima mondiale non penso si tratti di ricerca scientifica.
 
O forse non sapremo mai e sarà molto meglio così... visto il clima mondiale non penso si tratti di ricerca scientifica.

un po' ne fanno anche sul x 37B hanno già testato motori a ioni e fanno ricerche sull'esposizioni dei materiali alle condizioni spaziali, poi c'è tutta la branca della ricognizione che è top segret, al solito non sappiamo nemmeno quanto tempo rimarrà in orbita e nemmeno le orbite vengono ufficialmente dichiarate. Visto i precedenti starà in orbita 2-3 anni
 
Forse ci siamo giocati definitivamente Voyager 1, da alcuni giorni riceviamo sequenze binarie non decifrabili, sembra ci sia un guasto in un unità lo FDS (flight data system) nemmeno i comandi di reset hanno sbloccato la cosa,
I tecnici ci stanno lavorando ma complice il fatto che la Voyager è del 1977 e quindi la sua architettura software e hardware è ancora più vecchia (il programma è del 1965 e quindi contemporaneo del programma Apollo) a oggi non ci sono più tecnici con una conoscenza diretta del sistema cosa che complica ancor di piu i tentativi di riparazione. Non aiuta nemmeno il fatto che occorrano 22 ore ad un segnale per percorre la distanza dalla terra alla sonda , e ovviamente altre 22 ore per ricevere un eventuale risposta.
C'è da dire che una macchina costruita nel 1975, nello spazio da 1977 funziona ancora un vero record!

Mettiamo i piedi in avanti prima che qualcuno parli di fallimenti la missione delle Voyager per cui sono state costruite e lanciate si è conclusa nel 1989 tutto quello che è avvenuto dopo è grasso che cola non preventivato. Ad ogni modo la fonte energetica ad isotopi non avrebbe retto oltre il 2025 perciò da quella data avremmo perso in qualsiasi modo le comunicazioni, a meno che qualcuno non vada a cambiare la pila, poi un Vyger prima o poi potrebbe sempre saltare fuori ( questa è per i cultori di Star Trek )
 
Quando serve mantenere una certa competenza e l'hardware che la supporta, la si mantiene! Chiaramente l'operatività della missione è un fattore vincolante: si mantengono gli strumenti di terra per tutto il tempo necessario a supportare la missione, non importa di quanto questa abbia superato la sua durata nominale, la copertura deve servire anche per tutte le estensioni che si verificheranno.

Io personalmente mi sono occupato di una parte di questi test che periodicamente si fanno per mantenere efficienti i sistemi di supporto a terra di una determinata missione che era già in orbita quando fui assunto dall'azienda per la quale ho lavorato, rilevando l'attività da un altro collega. Chiaramente nel tempo cambiano gli incarichi e l'anzianità delle persone, per cui si provvede trasferire questo compito alle nuove leve, fornendole tutte le informazioni necessarie a operare sui vecchi sistemi.
 
beh, ma allora potrebbero saltar fuori anche gli Space Cowboys

Bhe bhe gli space cowboys si stanno attrezzando Jared Isacmann, che aveva organizzato la missione inspiration 4 che ha portato lui e altri 3 selezionati per le loro storie in orbita per alcuni giorni con la Crew Dragoon link al sito della missione https://inspiration4.com/ , si sta preparando per un'altra missione simile, con la prima ha raccolto 240 milioni di dollari per l'ospedale pediatrico San Jude,.
Ha anche proposto una terza missione, con una Dragoon modificata per agganciare Hubble e effettuare una manutenzione (necessiterebbe di nuovi giroscopi i suoi stanno per mollare. Per ora NASA non ha commentato ma sarebbe davvero notevole, il vecchio Hubble ci da ancora tante soddisfazioni e potrebbe darne ancora di maggiori.

Link al polaris project che è il contenitore delle imprese spaziali e aeronautiche di Isacmann https://polarisprogram.com/
 
Lanciato con successo il primo Vulcan Centaur di ULA, sostituisce i venerandi Atlas e Delta e segna la fine dell'impiego di motori russi RD 180. Sono stati rimpiazzati dal BE-4 di blue origin, si tratta di motori a metano/ossigeno liquido.
Il carico è stato rappresentato dal lander lunare Peregrine, quindi questa è anche la prima missione lunare "privata" (anche se ha avuto il supporto della NASA), a bordo vari esperimenti e carichi

LETS (Linear Energy Transfer Spectrometer) del Johnson Space Center: un dispositivo per misurare le radiazioni sulla superficie per successive missioni con equipaggio.
NIRVSS (Near-Infrared Volatile Spectrometer System) dell'Ames Research Center : uno spettrometro nel vicino infrarosso progettato per misurare l'umidità superficiale e sotterranea, nonché il contenuto di CO2 e metano sulla superficie lunare. Inoltre mapperà la morfologia e la temperatura della superficie.
PITMS (Peregrine Ion-Trap Mass Spectrometer) del Goddard Space Flight Center: uno spettrometro di massa progettato per studiare l'esosfera lunare. Oltre alla NASA, anche l'ESA e la Open University sono coinvolte nello strumento.
NSS (Neutron Spectrometer System) dell'Ames Research Center: uno spettrometro di neutroni progettato per cercare l'idrogeno nella regolite circostante.
LRA (Laser Retro-Reflector Array) del Goddard Space Flight Center: otto catarifrangenti disposti su una calotta sferica, con l'aiuto dei quali è possibile determinare l'esatta posizione del lander da un'orbita lunare. [8°]
NDL (Navigation Doppler Lidar) del Langley Research Center: un telemetro e un rilevatore lidar ad alta precisione per la discesa sulla superficie lunare.

M-42 dell'Agenzia spaziale tedesca: un misuratore delle radiazioni per lo studio degli effetti dell'esposizione alle radiazioni durante le missioni a lungo termine.[11]
TRN (Terrain Relative Navigation) di Astrobotic Technology: un sensore destinato a consentire atterraggi su corpi celesti con una precisione inferiore a 100 metri.
COLMENA dell'Agencia Espacial Mexicana: 5 piccoli rover lunari, ciascuno di 12 cm di diametro.
Iris dell'Università Carnegie Mellon: un rover lunare da 2 kg sviluppato dagli studenti e progettato per rimanere attivo per circa 2 giorni dopo l'atterraggio.[12]
MoonArk dell'Università Carnegie Mellon: una capsula del tempo contenente opere di 18 università e organizzazioni.
Un archivio della Arch Mission Foundation.
Lunar Dream Capsule dell'azienda giapponese Astroscale: un contenitore con i messaggi di bambini di tutto il mondo.
MoonBox di DHL: contenitore con alcuni piccoli oggetti che possono essere spediti a pagamento fino a gennaio 2021.
Footsteps on the Moon dell'azienda britannica Lunar Mission One: impronte digitali su un supporto di memorizzazione.
Spacebit Plaque: una targa della società britannica Spacebit.
Memory of Mankind on the Moon: una targa della società ungherese Puli Space Technologies.
Lunar bitcoin: un modello Bitcoin della società Bitmex con sede alle Seychelles.
Bitcoin Magazine Genesis Plate: una targa su cui è incisa una copia del primo blocco Bitcoin.
Contenitori di cenere delle società funebri spaziali Elysium Space e Celestis.
 

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