Mi spiace far crollare le tue certezze ma lascio che ad illuminarti sia Emma Hodcroft, epidemiologa genomica presso l’Istituto di medicina sociale e preventiva di Berna.
Diciamo che quello che dice la Hodcroft è verissimo, ma come succede spesso ai virologi che vogliono evitare di dare messaggi troppo pericolosamente ottimistici (per il rischio del "liberi tutti"), c'è un po' di accentuazione sulle probabilità più negative.
Proviamo a ragionare più serenamente di quanto la situazione attuale permetterebbe!
Il sars-cov-2 altro non è che un CORONAVIRUS. Del tutto simile a molti altri coronavirus. Alcuni di questi sono i virus del RAFFREDDORE!
Ho già citato molte volte questa pseudo-malattia che molti considerano quasi un'offesa se accostata al covid19. Ma in realtà proprio il raffreddore, meglio i raffreddori (ce ne sono quattro tipi virali) ci offrono qualche spunto di riflessione.
Le varianti le produce il covid, come le producono TUTTI i coronavirus. Anche quelli del raffreddore! Anzi, è proprio il meccanismo delle frequenti mutazioni che determina il fatto che tutti noi siamo soggetti ai raffreddori! Banalmente ci infettiamo ripetutamente perchè o abbiamo perso col tempo gran parte dell'immunità anticorpale o impattiamo nella nuova variante o una combinazione delle due cause.
Ma è anche evidente che deve esistere un qualche meccanismo che permette al corpo umano di difendersi. Certo, in modo ritardato (non siamo precisamente IMMUNI all'infezione), ma dopo 2-3 giorni produciamo un esercito di anticorpi che spazza via il virus.
Questa azione è un win-win evolutivo. Vince sia l'organismo umano, che se minimamente sano manco si accorge dell'infezione sia il virus, che raggiunge lo scopo di moltiplicarsi con grande efficacia.
Una azione diversa che provochi il decesso dell'organismo ospite sano sarebbe un autogol evolutivo.
E' per questo che il raffreddore è una delle malattie più diffuse e "di successo".
Ragionando su base probabilistica la possibilità che il covid si comporti allo stesso modo è molto più alta dell'immaginare una mutazione molto più letale che, ragionando in puri termini probabilistici virologici è DEL TUTTO IDENTICA anche per i tradizionali virus del raffreddore!
Non c'è nessuna garanzia che la variante del normale raffreddore, ovviamente stimolata dall'enorme diffusione del raffreddore, non cambi nella "mutazione che non vogliamo vedere"! Potrebbe accadere domani o fra 100 anni.
Ma, ovviamente, questo NON giustifica certo l'adozione di misure emergenziali per controllare pure i raffreddori! O sbaglio?
I dati del covid relativamente a molti aspetti sono del tutto confrontabili con i dati del comune raffreddore. L'infezione da covid resta largamente innocua per la fascia di età sotto i 12 anni. Non so commentare il dato dei 150 bambini deceduti in Indonesia ed evito di fare commenti, ma i dati occidentali sono ampiamente convergenti.
Del resto è così che agisce la natura. Senza intervento umano il covid avrebbe fatto una strage di anziani e malati e sarebbe passato pressochè inosservato nella popolazione under30 (c'è da dire che senza la medicina con ogni probabilità gli over30 sarebbero una minoranza, ma vabbè).
La prima infezione nei bambini è quasi sempre paucisintomatica o asintomatica. Poi si crea l'immunità cellulare che garantisce la risposta efficace nelle successive reinfezioni.
Anche le reinfezioni nell'adulto da covid sembrano seguire in gran parte questo schema. Ci si reinfetta, ma di solito in forma più lieve, anche se (per ragioni che ancora non conosciamo) la reattività dell'organismo adulto resta più problematica e imprevedibile e ci sono casi in cui la reinfezione è addirittura più grave.
In soldoni in questo momento, con vaccinazione ancora incompleta, credo sia corretto il ragionamento di cercare comunque di contenere la circolazione del virus. Ma lo si deve fare con le normali e banali misure di prevenzione. Mascherine al chiuso, gel e mani sempre lavate, distanziamento ovunque possibile, e controllo dei focolai.
Ma non reputo più sostenibile la tesi emergenziale di sospensione dei diritti costituzionali su base sanitaria in quanto i motivi sanitari semplicemente non ci sono più. Per i vaccinati ovvio!
Resta il problema dei non vaccinati per necessità e quindi in questa fase di transizione ritengo accettabile il pass con tampone negativo. E' in realtà una mezza ciofeca dal punto di vista medico, in quanto l'over60 non vaccinato che fa il tampone ed è negativo non ne viene "protetto" in alcun modo e se si infila nel cinema affollato può contagiarsi e finire in rianimo. Quindi ha un po' di ragione chi si chiede "ma a che serve il GP se lo posso avere col tamponcino". Ma tant'è! Per evitare accuse di discriminazione... si chiude un occhio sperando che il costo del tampone dissuada gli over60 unvax dal frequentare assiduamente cinema e ristoranti!
Ma una volta che tutti avranno avuto la POSSIBILITA' di vaccinarsi a me pare ovvio che non si potrà ancora permettere a chi rischia di intasare le TI di fare finta di nulla.
Ora c'è stata la prima, netta, azione di inasprimento del GP. Spero come tutti che abbia ragione Salvini e a fine agosto si possa pensare a un rilassamento in base ai dati ospedalieri. Speriamo!
Ma nel caso in cui qualche regione cominciasse a virare sul giallo o peggio sull'arancio... per me non ci si limiterà affatto.
E' ormai evidente la convergenza sulla necessità di adottare misure più drastiche fra l'ala "attenta all'economia" e l'ala "attenta alla salute" del governo. E il punto di convergenza è il Green Pass.
Inutile illudersi!