Io sono stato istruito a ritenere la vaccinazione obbligatoria solo in alcuni determinati casi e situazioni.
Laddove sia una scelta personale l'esporsi a un rischio (ad es. se voglio andare in vacanza in quel determinato paese) o se ci sono considerazioni di esposizione prolungata e professionalmente necessaria ci sta.
Pensare a una vaccinazione obbligatoria per la popolazione è un passo di gravità quasi estrema. Se questa fosse una epidemia con letalità molto elevata e curabile solo col LD... potrei anche ammetterla.
Nel caso attuale la realtà è ben diversa. E l'ha sintetizzata efficacemente Eoryka.
La vaccinazione al momento per me è IMPRESCINDIBILE per un sanitario ospedaliero, per chi lavora nelle RSA, per i dentisti e assistenti e per pochissime altre categorie.
E' altissimamente raccomandata (al punto da far pensare a un POSSIBILE obbligo o in alternativa un LD completo per chi nno si vaccina) solo per le fasce a rischio.
E' ora di superare le reticenze sulla letalità e morbilità e finirla con le scenette sui "giovani che rischiano" ed ammettere la banale realtà! I decessi sono attualmente in età media di 83 anni e l'età media continua a salire. Chi è sotto i 60 corre un rischio non elevato, ma discreto di finire in TI, ma la letalità resta bassissima.
Con questi dati non c'è alcuna possibilità di vedere un obbligo vaccinale esteso.
Lo scenario che si ritiene più probabile resta quello che, una volta arrivati alla seconda vaccinazione per gli over75 (aprile se tutto va bene) l'occupazione ospedaliera crollerà.
Lo svincolo fondamentale è sulla vaccinazione degli over80. Vaccinati questi (o perlomeno la stragrande maggioranza) avremo un crollo dei decessi del 60% e dell'occupazione ospedaliera del 30% (
Covid, le previsioni di Alisa: vaccinare tutti gli over 65 per ridurre i decessi del 96% - IVG.it). Questo primo obbiettivo dovrebbe essere raggiunto con l'inizio o metà aprile.
A mio parere se le previsioni sono esatte sarà molto difficile pensare a una obbligatorietà con un rischio in netto calo già a aprile.
Quando poi, con giugno si arriverà alla vaccinazione degli ultra65 e perdipiù con il calo fisiologico estivo secondo me la diatriba sulla vaccinazione sarà solo sulle limitazioni che i non vaccinati si troveranno davanti.
Perchè anche se è ovvio che non si arriverà mai a parlare di una vera e propria "patente di immunità" (che semmai serviva prima!) è anche ovvio che non saranno poche le realtà che imporranno un obbligo vaccinale (o anche sierologico per i "guariti". Anche con le riaperture che le "zone bianche" dovessero garantire!
E' infatti un problema che io vedo più legale che sanitario. Se io, albergatore, ristoratore, gestore di palestre, ecc. sono a rischio di causa civile perchè un cliente non vaccinato si prende il covid e mi trascina in tribunale dicendo che è stato contagiato nella mia struttura... che posso fare?
Ovviamente posso spendere una ulteriore fucilata per adottare ogni protezione possibile e immaginabile, ecc. ecc.
O più banalmente posso proteggermi totalmente chiarendo che i miei servizi sono disponibili SOLO per chi è in possesso di certificato di vaccinazione o uno sierologico recente positivo!
Idem per chi ha personale dipendente!
E tutte queste iniziative SONO GIA' del tutto legali e possibili ORA! Una palestra ha ogni diritto già ora di richiederti il certificato medico per accedervi! Perchè mai non dovrebbe poterlo fare per un rischio senz'altro maggiore?
P.S. Oggi Israele dovrebbe raggiungere la copertura vaccinale (anche se solo prima dose) per il 70% delle fasce a rischio. Quindi si avvia a rappresentare il perfetto "test case" per l'efficacia dei vaccini sulla letalità e la pressione ospedaliera. I primi risultati di inversione di tendenza sono attesi per i primi di febbraio.