Mi inserisco nella discussione dopo aver compreso ciò che voleva dire una certa fattura di Enel distribuzione pervenutami circa 30 gg addietro.
Dopo aver parlato con una addetta di Enel distribuzione al cui ufficio ho avuto accesso con uno stratagemma dato che la stessa azienda Enel distribuzione fa in modo di eclissarsi dato che per contattarla bisogna fare un fax e scrivere una lettera (roba da III mondo). Ho chiesto a questa gentile addetta di inoltrare achi di dovere la seguente osservazione: 06/2013 intestata a Rossi Mario Via Vattelapesca, 3 00100 Roma. [/SIZE]Nelle note vi è indicato il numero di POD e una striminzita nota relativa gli importi del servizio misure per gli anni 2011 e 2012. Si è mai chiesto l’estensore di questa lapidaria informazione che cosa avrebbe capito il destinatario della fattura e, soprattutto, quali iniziative avrebbe intentato il medesimo per saperne qualcosa di più. Infatti sono stati interessati gli uffici di Enel elettrico di via Tizio e diversi sono arrivati anche in via Sempronio (sede di Enel distribuzione) per non parlare di tutti gli interventi che si sono riversati su internet. Io ho dovuto fare 70 km per avere qualche informazione in più ma non ancora esaustiva (l’impiegata non sapeva nulla della materia). Vorrei sottolineare il fatto che quando si prendono decisioni che coinvolgono moltitudini di persone occorre aver ben chiaro le conseguenze e gli effetti perversi a cui si va incontro e non si deve dare per scontato che il sapere del destinatario debba coincidere con quello dell’estensore dell’informazione che lo detiene a titolo lavorativo. Ci voleva poco a “buttare giù” una nota allegata alla fattura che avesse, magari, il seguente tenore:“Gentile Signore, la informiamo che la presente fattura si riferisce al punto 8. MISURA DELL’ENERGIA PRODOTTA (lo si può anche citare per esteso) del Preventivo di connessione da lei sottoscritto in data giorno/mese/anno. Per quanto riguarda l’anno 2011 l’importo al netto dell’Iva è di euro 25,18 mentre per l’anno 2012 è di €22,31. L’importo a suo carico per l’anno 2011 è stato così determinato:25,18/365*x (x=giorni dal gg/mm (data di attivazione dell’impianto) al 31/12= €x,yy.
Ci scusiamo del fatto che per il 2011, per ragioni svariate non siamo stati in grado di recapitarle la fattura secondo la cadenza annuale.” Parrebbe una enciclica ma sono più i dati che la procedura ha in memoria (e che si farebbe poca fatica a racimolare) rispetto alle frasi testuali; infine una stampa unione e il gioco è fatto. Quante persone avremmo scomodato in meno, quanto carburante risparmiato e infine quanto lavoro non sottratto alle incolpevoli persone che, come lei, sidanno da fare per rimediare un lavoro già nato zoppo. Non è da sottovalutare, invero, anche la modalità di pagamento imposta con bollettino postale cartaceo. Non c’era altro modo di pagamento visto che una gran parte delle persone che hanno installato un impianto fotovoltaico dovrebbe avere un pò di dimestichezza con internet e il web visto che occorre possedere obbligatoriamente una e-mail? Non si poteva fare in maniera di effettuare il pagamento a mezzo bonifico bancario o altro modo (carta di credito, carta prepagata ecc. ). Perché costringere le persone a recarsi negli uffici postali dove per effettuare il pagamento occorre fare file estenuanti che esorbitano anche la porta di ingresso (si venga,per credere, nella mia città!). Enel distribuzione non valuta nemmeno l’effetto nocivo che comporta lo spostamento delle persone con tutte le conseguenze negative anche di natura ambientale.
No, Enel distribuzione non cisiamo per niente e, come diceva Bartali “E’ tutto da rifare”.
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