Stufette a biomassa e biochar


Sulzer1 ha detto:
Per quanto riguarda le affermazioni di Luca1
La carbonella non può essere pirolizzata ma può essere gassificata C+ ½ O2 ? CO + ?H Combustione parziale , sarà sempre un gas pulito , regolando la velocità del flusso non si trascinerà cenere e non si immetteranno polveri in atmosfera, l'energia termica sviluppata ?H alimenterà la reazione e sarà comunque calore ....la stufetta serve a produrre calore , o no?

la mia risposta infatti era questa:

chiudendo l'aria primaria avrai comunque gassificazione quindi carbonella

Credo che broker intendeva dire con o senza aria forzata....

Per Tuttologo : io non aggiungo pellet ne alla fine ne durante la combustione , gli ultimi 2 minuti va in combustione il carbone perchè
il pellet che prima faceva da tappo all'aria primaria , favorendo cosi la gassificazione, esaurendosi lascia entrare l'aria e va in combustione
 
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Per Tuttologo,
anch'io dubito della possibilità di raggiungere la temperatura di 1.200° in una di queste stufette, mi sono basato sulla affermazione di Broker.
I gas di gasogeno a basso P.C. consentono il raggiungimento di elevate temperature senza l'utilizzo di O2 puro, gli altoforni attraverso le tubiere sono alimentati ad aria ma raggiungono almeno i 1.200°. Nelle stufette come in alcuni gasogeni uno degli accorgimenti è il il preriscaldamento dell'ossidante che esso sia ossigeno puro o aria.

Per Luca 1
Io affermavo un'altra cosa, dicevo che alimentando in difetto di ossigeno il char dovresti riuscire a produrre un flusso di gas combustibile che ottiene lo stesso effetto tappo dei gas di pirolisi. In questo modo continuerebbe a essere la combustione di un gas e non quella di un solido.
 
Ho letto da più parti che le temperature, se il bruciatore è stato costruito bene con le proporzioni giuste, sono dai 1000 ai 1200 gradi personalmente non ho gli strumenti per misurarle ma a giudicare dai risultati del mio ( rivette fuse ) non dovrebbe essere molto lontano da quelle

Si esatto luca1 intendevo proprio quello aria forzata da una ventola più o meno potente
 
Nella realtà stiamo parlando della temperatura dei gas derivanti dalla combustione gas di pirolisi-aria che in teoria non dovrebbero lambire nessuna parte della stufa che non abbia un sistema di dispersione. Le superfici metalliche della stufa non dovrebbero mai raggiungere la temperatura della fiamma perchè sono raffreddate dalla corrente di gas che percorre l'intercapedine a temperatura più bassa che le raffredda o sono protette dalla biomassa che le isola
 
ciao Sulzer1 in effetti le rivette che sostenevano il fondo si sono fuse verso la fine del processo quando lo strato di pellet era minimo ed incandescente ma se al pellet la temperatura era intorno agli 800° sicuramente alla fiamma era superiore no ?
 
Non è detto Broker, la fase che descrivi, in un apparecchio in cui i flussi non sono sempre uguali, sembra più alla fase ossidativa in eccesso di ossigeno di cui parla luca ( se ti è capitato di vederla è un po' la situazione della vecchia forgia del fabbro quando le braci incandescenti erano alimentate dal mantice) In quel momento i gas combusti escono dalla massa di char a temperatura elevata già completamente bruciati. La temperatura deve essere misurata, sicuramente supera il punto di fusione dei rivetti ma chissà dove arriva?
Nelle forge non arrivava ai 1.200 gradi , al massimo sfiorava i 1.000 e i fabbri sfruttavano questa defaillance per estrarre il carbonio in eccesso dalla ghisa. Il carbonio fonde a temperatura inferiore rispetto al ferro, martellando la massa incandescente a temperatura inferiore ai 1.000° espellevano sotto forma di scintille buona parte del carbonio in eccesso, alzando di conseguenza il tenore in ferro della massa lavorata.
 
*** Citatione integrale rimossa. Violazione art.3 del regolamento del forum. nll ***

Credo tu ti confonda.. lo strato a cui ti riferisci è il charcoal o carbonella ed è incandescente dovuto al passaggio dell'aria e all'interazione con l'ossigeno e la temperatura della fiamma dipende dalla purezza del syngas prodotto
 
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Ciao tuttologo come ho detto non ho gli strumenti per la misurazione del calore ma in tutte le recensioni che ho letto il calore alla fiamma varia dai 1000° ai 1200° sicuramente come ha scritto sulzer1 sono superiori agli 800° ma dove effettivamente arriva non posso asserirlo.
Avevo anche immaginato che la spiegazione potesse essere quella che mi prospettate ma devo aggiungere che lo strato di pellet residuo era superiore ai 5 cm abbondanti(bruciatore interno di 12 cm di diametro per circa 35 cm di altezza) anche se incandescente ed il tappo di fiamma era ancora molto vivo quindi immagino che non fosse l'effetto braciere che si ha quando non si produce più il gas o non è sufficientemente potente e si ha la fiamma libera come in un caminetto normale. "di più nin zò" in ogni modo vi ringrazio per le risposte
 
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Una fiamma da gassificazione può raggiungere i 1000°C ma non da combustione..
 
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oggi mi sono imbattuto in questo forum dove vi è descritto un prototipo veramente notevole a mio parere, una caldaia a biomassa che produce energia elettrica oltre che calore ed una batteria innovativa.
Sarebbe da leggerlo tutto sin dall'inizio per la descrizione passo passo anche con video del prototipo notevole davvero.Per chi ha voglia di commentare

Motore a Vapore Elettronico
 
Che dire.. invece di andare avanti (tecnologicamente) si ritorna indietro.. Utilizzo di elettronica ma uso del buon vecchio vapore e quindi tanto rumore e rendimento basso.. nel video non si fà nessun riferimento alla quantità di biomassa utilizzata durante il funzionamento.. valore quest'ultimo molto importante per determinare l'efficienza dell'oggetto.. riconosco cmq la buona inventiva espressa per la realizzazione di questo prototipo
 
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Molto bello, grazie broker, io adoro le locomotive. I principi fisici sono condivisibili, non so se supereranno lo scoglio dei materiali innovativi. Hanno il vantaggio che si prefiggono di lavorare a temperature basse, dovrebbe essere un buon punto di partenza
 
..mi sono divertito a "trasformare" una stufetta a pellets in stufetta che brucia mais ..ho rifatto con acciaio termico il bruciatore che " de facto" e' soffocato ..presumo che si attui un processo di gassificazione in questa piccola stufa nella stufa ..all'uscita i gas si incendiano con una fiamma rossa/azzurra...il residuo e'un clinker che giornalmente rimuovo, certamente scalda tanto...molto piu' di una stufa a pellets con costi dimezzati ma come posso verificare se mi sto'basando su un banale processo di combustione ovvero di pirolisi del mais?
 
La differenza tra la combustione e gassificazione incluso la pirolisi è che come prodotto finale non si ottiene cenere ma carbonella o charcoal.20131029_151205.jpg
 
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ecco tutti i video dalla costruzione/modifica dei componenti alla realizzazione del tutto compresa la batteria veramente notevole inutile dire che la caldaia è pirolitica

GEB 1.1 - YouTube

Tuttologo: il ragazzo dice che per la caldaia che ha realizzato lui(molto sovradimensionata rispetto al bisogno casalingo) consuma circa 5kg di biomassa ora poi col sistema di riscaldamento solare durante il giorno dell'acqua è addirittura gratis .
Io i sto leggendo tutta a discussione anche per capire per quanto posso il meccanismo generale del funzionamento poi chiaramente tutto è migliorabile .Soprattutto mi interessa capire bene la costruzione della caldaia .
 
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5Kg/h = circa 22Kw/h ....non consuma poco

Come realmente funziona la Lucia Stove.. COME REALMENTE FUNZIONA LS LUCIA STOVE.jpg
 
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Secondo me hai acutamente beccato una discrepanza nel brevetto. Non lo esaminavo da quando l'aveva pubblicato e non avevo fatto caso che a pagina 14 descrive ( o almeno mi sembra di interpretare così) un avviamento assimilabile ai flussi che disegni sulla sezione n° 8 ma la sua sezione n° 8 ha le frecce di flusso disegnate come se stesse già funzionando a regime con i gas combusti che attraversano la biomassa pirolizzandola. Neanche io ho mai creduto molto al funzionamento come descritto, anche se il principio è utilizzato industrialmente in altri campi, solo che dove è utilizzato, i flussi sono forzati con artifizi un po' più efficaci di un anello che determina l'effetto venturi
 
E' IMPOSSIBILE veicolare la naturale espansione dei gas prodotti se la parte superiore è aperta, il venturi non ha effetto in queste condizioni soprattutto con un fan che non ha pressione come quello utilizzato dall'inventore. La storiella del tappo di fiamma non ha senso e si vede benissimo in tutti i video originali infatti l'estensione della fiamma in accensione aumenta quando il fan viene acceso, se il gas fosse aspirato dal venturi la fiamma all'avvio sarebbe risucchiata verso l'interno similarmente ad un bruciatore a fiamma rovescia.
 
Ultima modifica da un moderatore:
5Kg/h = circa 22Kw/h ....non consuma poco

La caldaia sviluppa 10 kw gli bastano tre ore per riempire le batterie per 4-5 gg infatti pensa di ridimensionare per un utilizzo giornaliero

Per la tua affermazione sulla lucia stove visto che me la sono costruita (quantomeno mi ci sono ispirato) e funziona bene senza fumi ed odori strani anche mettendoci le buste di plastica dei supermarket's vorrei capire meglio te come pensi che sia o cosa ? cioè il suo principio fisico qual'è in sostanza ?
 
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Che la lucia stove sia un updraft particolare è sicuro.. relativamente alle buste di plastica dovrei vedere un video sul tipo di stufa che hai replicato e sulla fiamma prodotta, se possibile posta il link.. per processare la plastica occorrono molti gradi superiori a 1500°C.. la lucia stove ha una dinamica particolare degli ugelli che insufflano l'aria internamente al cilindro dove è contenuto il pellet che "comprime" il tar prodotto a contatto con il calore sviluppato dal carbone ardente nella zona sottostante (ma devi avere cmq aria primaria proveniente dal fan). L'aria del fan si divide in due porzioni, una per l'aria secondaria e un altra, molto piu' modesta) per l'aria primaria. Il tempo in questo caso è la variabile fondamentale per effettuare il cracking del syngas sporco prodotto. Come poi spiegato dal mio diagramma il gas purificato risale dalle pareti laterali miscelandosi con l'aria radiale e brucia all'istante essendo il syngas a temperatura di autoaccensione.
 
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