Stufette a biomassa e biochar


Ciao Alex certo che ci sei utile in particolare ho letto che tu parlavi di grandi impianti di pirolisi, bene potresti fare una ricerca in tl senso e metterci a disposizione tutte le informazioni possibili per capire quali sono le caratteristiche i difetti le utilizzazioni pratiche e le aziende produttrici intanto ??
iniziamo a collaborare tutti insieme per potere essere nelle condizioni di conoscere meglio l'argomento
ed intanto grazie
Max
 
Credo che allungare i tubi serva come aumento della gradezza della camera di stoccaggio combustibile con un conseguente aumento della durata della combustione

Vista la riduzione dopo la pirolizzazione si può nuovamente riempire la camera di materiale combustibile per un 80% circa del volume e così via per 2 3 volte avendo solo un po meno di autonomia della prima volta prima di svuotare il tutto e riempire di nuovo (operazione che casalingarmente si può fare senza troppo incomodo)

Sempre parlando della LuciaStove non credo che dovremmo incappare in carbone che brucia visto che tende a spegnersi quando l'effetto della pirolizazione è esaurito magari solo un po di accortezza subito dopo lo spegnimento sarebbe utile per evitare combustioni non gradite
 
Non so come mai la prima parte dove spiegavo che ringraziavo per l'invito è sparita dopo l'invio e così rieccomi qui...

Come altri, mi pare di aver capito, anche io non sono un esperto ma solo un curioso sperimentatore della domenica e non credo che il mio apporto sia così utile, continuerò a sperimentare come sempre e adesso sto cercando un modo per prendere il calore e distribuirlo/spostarlo, incrociate per me :-)
Comunque seguirò con passione le vostre evoluzioni e per quello che mi riguarda la tecnica di nat è un buon punto di partenza solo da migliorare un po
 
Folder Tu come me probabilmente potrai dare un piccolo aiuto al gruppo di studio ma tutti insieme e grazie ai molti esperti che ci sono possiamo crescere quindi se le nostre discussioni si faranno via via più interessanti avremo anche l'aiuto e l'intervento di chi invece potrebbe davvero fare evolvere questi studi
Grazie
 
Se vogliamo giocare fra di noi ben venga, ma vi sembra che ai piani alti qualcuno sia interessato alla questione?....a Copenhagen non han speso neppure una parola nello specifico, e qui sull'Italico suolo se non c'è becchime da spartirsi nell'aia di tutti i colori nulla si muove, anche se le parole dell'esimio sarebbero incoraggianti e molto "politacally correct" e pro-sognatori salva pianeta...:cry:

"Fino ad un secolo fa - ha spiegato Franco Miglietta ricercatore dell'Istituto di Biometeorologia del CNR di Firenze conosciuto come Ibimet in una intervista a Il Sole24Ore,i suoli agrari italiani contenevano 130 tonnellate di carbonio per ettaro, oggi quasi la metà. Aggiungendo 700 chili di biochar all'anno, si potrebbe aumentare la loro fertilità e immagazzinare lì per secoli l'anidride carbonica che le piante hanno preso dall'atmosfera per crescere". Secondo le considerazioni di Miglietta se questa strada venisse sequita da tutti gli agricoltori italiani, si toglierebbero dall'atmosfera 45 milioni di tonnellate di CO2 all'anno superando i limiti richiesti dal Protocollo di Kyoto. Con l'ulteriore vantaggio che per ricavare questi 700 chili di carbone vegetale, potrebbe bastare la pirolisi di due tonnellate di potature di ulivi che si producono di solito per ogni ettaro"
 
Se vogliamo giocare fra di noi ben venga, ma vi sembra che ai piani alti qualcuno sia interessato alla questione?....a Copenhagen non han speso neppure una parola nello specifico, e qui sull'Italico suolo se non c'è becchime da spartirsi nell'aia di tutti i colori nulla si muove, anche se le parole dell'esimio sarebbero incoraggianti e molto "politacally correct" e pro-sognatori salva pianeta...:cry:

.....Secondo le considerazioni di Miglietta se questa strada venisse sequita da tutti gli agricoltori italiani, si toglierebbero dall'atmosfera 45 milioni di tonnellate di CO2 all'anno superando i limiti richiesti dal Protocollo di Kyoto. Con l'ulteriore vantaggio che per ricavare questi 700 chili di carbone vegetale, potrebbe bastare la pirolisi di due tonnellate di potature di ulivi che si producono di solito per ogni ettaro"
Biomassoso Tu hai ragione dalla prima all'ultima parola:
primo perchè noi qua si può giocare... ma io preferisco giocare parlando con Te che sei di sicuro un professionista nel campo delle biocolture delle materie prime per molte applicazioni termiche etc. piuttosto che sentire Brunetta dire che il fotovoltaico è niente e che il futuro è il nucleare;
sentire Sulzer che seppur esperto in altri tipi di centrali si appassiona e mette le sue conoscenze a disposizione etc.
Anche crucco (dall'altro lato) che Tu hai criticato perchè in effetti è un po confso nelle spiegazioni mi sembra molto interessante e preparato; poi Lino che con molta disponibilità si mette a studiare possibili applicazioni tecniche;
sai quante volte da idee ingenue si è riuscito a sviluppare grandi progetti ??
se la cosa cresce e abbiamo la capacità di fare un bel lavoro dopo possiamo provare a coinvolgere le Università io in qualcuna qua nel sud avrei pure qualche conoscenza;
Con il Prof. Miglietta ho già parlato diverse volte è si è dimostrato disponibile eventualmente ad incontrarci per dare il suo contributo al suo lavoro insomma proviamo per una volta a sognare che dalla base baipassando i piani alti si riesca il qualcosa di buono
dai Biomassoso credici anche Tu
 
Originariamente scritto da biomassoso
Se vogliamo giocare fra di noi ben venga, ma vi sembra che ai piani alti qualcuno sia interessato alla questione?....

Beh, fosse stata un'opera publica con tanti "piccioli" in gioco,ci sarebbe stata la fila,
ma cose del genere, che non assicurano ai "piani alti" alcun ritorno, non li trovano certamente entusiasti.
Mi sembra comunque che alcune regioni concedano degli incentivi (protocollo di Kyoto) per la costruzione di impianti a biomassa.
Ci sono informazioni in tal senso?
Per quanto riguarda la parte tecnica,ritengo che un impianto non oltremodo complesso, e che a costi accettabili dal mercato, produca energia termica e biochar, sia fattibile.
A chi potrebbe interessare?
Quale nicchia di mercato potrebbe occupare?
Sono domande a cui bisognerebbe dare delle risposte per meglio definire le potenzialita' dell'impianto.
 
"...è un po confso nelle spiegazioni..."

Ametto che faccio fatica. Fatica anche di cogliere quale cognizioni possano essere ritenute d essere presente in giro. Cosi solo dopo molte parole veniva accetato la enorme differenza tra torrefatto e carbonizzato.

Cmq voglio esternare alcuni pensieri non ordinati.

In qualsiasi carbonella si trovano carboidrati ciclici e policiclici velenosi in quantita anche rilevanti. In caso dell citato torrefatto molto elevati. E da tenere presente, che solo i microorganismi aerobi sono in grado di metabolizzare questi. Quindi conviene un uso misto in mezzo al compostato aerobo. Per piu grandi quantita conviene l´utilizzo di un compost tea che puo gia arrichire il biochar di una notevole infrastruttura microbica.

L´utilizzo del biochar e la sua immissione nell terreno ha due motivazioni differenti. Quella climatica dell carbon sequestring e quella pedogenesi artificiale. Quest ultima ormai degnata di diverse strutture istituzionalizzati a livello europeo. Quindi attivita legislativi dall alto ci saranno e come.

Nella mia ottica di "...pro-sognatori salva pianeta..." e molto importante non smettere di evidenziare ripetutamente cosa stiamo combinando come societa e cosa abbiamo gia combinato, anche con l´aiuto delle "doppie" ed a rischio di essere deriso. :)

Io credo che l´utilizzo della carbonella a livello di uso individuale dovrebbe innanzitutto avenire per motivi di pedogenesi, la ricreazione dell suolo. Al livello di potere vitale il suolo ricco della pianura padana non e "molto" piu vivo dei suoli africani citati da Sulzer. Son morti tutti e due. (So che esagero)

Se volete capire meglio cosa voglio dire, andate a vedere il documentario bellissimo "Farm of the future" della BBC. Il footing che mi ha toccato di piu erano le riprese dell trattore che si tirava dietro stormi di ucelli quando arava il campo 20-30 anni fa e che oggi gira in solitudine sul campo.

La carbonella per un "curatore di terra" e come la pialla nella mano dell falegname. Non si prende in mano la pialla perche si ha voglia di piallare, ma perche serve. E solo UN mezzo per ottenere qualcosa. Un mezzo di tutta una serie di mezzi a disposizione. Mezzi per ottenere cosa?

Un suolo VIVO ed RICCO! Un suolo fertile di SUO. Sano e resistente contro tutti possibili squilibri che si possono verificare.

Un mezzo che io ritengo per esempio molto piu potente della carbonella e il vetiver nonostante che userei SEMPRE anche il biochar come la "tisana di microorganismi" e tant´altro. La profondita alla quale il vetiver inserisce sostanza organica nell terreno e alta.

buona notte

Frank
 
Credo che i nostri scopi siano leggermente differenti, questo non toglie che se posso dare un contributo di certo non mi tiro indietro.
Per il problema che hai piani alti nessuno sia interessato è l'ovvia conseguenza di quello che succede sempre cioè privilegiare i guadagni alla funzionalità e alla qualità, quindi nulla di nuovo sotto questo cielo e visto che questo lo sappiamo tutti pianterei qui le sterili polemiche e mi concentrerei su vantaggi e svantaggi di quello che vogliamo fare e cercare soluzioni pratiche.
Chi si incarica di fare una lista di tutto?
o le analiziamo insieme e confrontiamo pro e contro?
Un augurio a tutti noi di buona continuazione.
 
mi concentrerei su vantaggi e svantaggi di quello che vogliamo fare e cercare soluzioni pratiche.
Chi si incarica di fare una lista di tutto?
o le analiziamo insieme e confrontiamo pro e contro?
Un augurio a tutti noi di buona continuazione.

Ottimo intervento.
Nel precedente post. ho fatto delle domande,che ne pensi?
Poi comincia pure con la lista.
 
Intanto un saluto affettuoso a Crucco ed un ringraziamento per essere intervenuto in questo 3D Frank scusami se quando ho detto che sei un po confuso nello spiegare non volevo offenderti solo rimarcare che per uno che vuole imparare come me certe affermazioni contorte date dalla tua conoscenza mi rendono poco chiare certe affermazioni... ma reputo in ogni caso importante il tuo apporto alla nostra causa poichè sei credo molto preparato, e poi mi è sembrato di capire che non sei italiano vero ??
Per quanto riguarda Folder il Tuo spirito è uguale al mio e quindi spero tu voglia sposare la causa per cercare da soli a sviluppare un'idea che se pur alla fine non sarà risolutiva per il pianeta sarà stata un bel momento d conoscenza per Noi.
Per quanto riguarda l'amico Lino già da domani inizierò a fare uno studio concreto sugli eventuali aiuti che potrà dare la regione Sicilia per uno studio come quello che vogliamo avviare noi ed inoltre proverò a stilare una lista di potenziali applicazioni del nostro studio che poi confronteremo nel 3D per trovare alla fine applicazioni concrete grazie ancora a Voi

Sulzer che fine hai fatto ??
ciao Max
 
Per quanto riguarda l'amico Lino già da domani inizierò a fare uno studio concreto sugli eventuali aiuti che potrà dare la regione Sicilia per uno studio come quello che vogliamo avviare noi ed inoltre proverò a stilare una lista di potenziali applicazioni del nostro studio che poi confronteremo nel 3D per trovare alla fine applicazioni concrete grazie ancora a Voi

Sulzer che fine hai fatto ??
ciao Max


Bene, attendiamo tue notizie per quanto riguarda la Sicilia.
Non tralasciamo pero' le restanti, a tal proposito qualcuno dispone di tali informazioni?
 
... quell'idea della produzione di energia era stata gettata li da qualcuno che aveva parlato di collegare un motore stirling per produrre anche energia... ...non fine a se stesso come può essere la LuciaStove.
...

Amir anche Tu ...

Grazie dell' invito, ma le mie idee sono un po' diverse, secondo me per molte ragioni anche ideologiche questa produzione di biochar dovrebbe essere a livello familiare, di piccola o piccolissima azienda, questo esclude la produzione di energia vendibile. Cioè chi ritiene che il biochar sia buono, lo faccia e lo metta nel suolo, senza aspettare incentivi dello stato o chi per esso, come chi può accantona qualche lira per i momenti duri.
Inoltre potrei essere di poca utilità in quanto non so nulla.

Intanto ho comprato dieci chili di carbonella da barbecue, l' ho sbricciolata in un mortaio e l' ho distribuita nell' orto ad alcune piante di pomodori, di granturco e di zucca, lasciandone altre non trattate per controllo. Farò sapere come sarà andata.

amir
 
Seguo Max, seguo.
Non intervengo perchè ho poco da aggiungere. Secondo me la carbon segregation , come dice Bio, in tutta l'Europa è irrealizzabile con la "terra preta" . Tecnicamente sarebbe facilissima e i numeri che dichiara il Prof. Miglietta sono condivisibili ma .... Se leggi parecchi post indietro ho pubblicato il risultato della mia ricerca dello scorso anno circa la possibilità di emettere certificati in Italia spargendo carbonella nei campi. Mi è stato detto tassativamente a tutte le porte a cui ho bussato che la scelta europea sarà il pompaggio nelle trappole geologiche della CO2 industriale . La rifertilizzazione con il biochar è riservata ( come certificati commerciabili) ai paesi della fascia desertica e del terzo mondo in generale . In questo senso sposo l'affermazione di Amir che volendo qualcosa si potrebbe fare lo stesso , basta volerlo e limitarsi alle possibilità individuali . Non nascondo che ritengo comunque interessante l'idea della pirolisi al solo scopo di produrre energia termica . Risolve molti problemi legati all'abbattimento degli inquinanti da combustione di biomassa solida e radddoppiando quasi la temperatura dei gas combusti permette di ottimizzare i cicli termodinamici che ne conseguono . Il risultato sarebbe un biochar quasi gratis che potrebbe avere altre funzioni a parte quella nei campi
 
Mi è stato detto tassativamente a tutte le porte a cui ho bussato che la scelta europea sarà il pompaggio nelle trappole geologiche della CO2 industriale

Mi chiedo quanto costerà tutto questo in cifre visto che si vocifera che questo sistema sia antieconomico e anche perchè non si privilegia un sistema più semplice e di più facile realizzazione, grazie per le eventuali risposte
 
Ciao Lino49
Risponderò all'unica domanda a cui credo di poter dare una risposta appena esauriente.

Se chiedi a chi può interessare un sistema che produce calore e perchè no anche elettricità senza tralasciare uno "scarto" in biochar, io direi tutti, ogni casa dovrebbe averne uno o almeno tutti quelli in grado di fare 2 calcoli e non si fermano di fronte alla spesa iniziale un po elevata del prodotto, ma come dicevo abbiamo fini differenti, a me non interessa tastare il polso dei possibili acquirenti per sapere se lo sforzo di costruzione vale la candela anche perchè servirebbe anche un educazione dei futuri acquirenti, io sono più interessato alla fattibilità e alla sperimentazione, magari poi vi spiegherò perchè la parte commerciale per me non ha molta valenza.
Ma veniamo ad analizzare un po la situazione per quanto io non sia tra i più indicati.

Credo che dovremmo dividere in 2 le analisi uno per un sistema casalingo e l'altro per un sistema industriale.
Per ovvi motivi mi concentrerò sul lato casalingo/hobbistico sorvolando appena il lato industriale su cui ho minor competenza e secondo il mio modesto parere di minor utilità.

Lato casalingo

Svantaggi:
carico materiali di combustione
scarico dei materiali di scarto

Vantaggi:
facile costruzione e manutenzione
varietà dei materiali da pirolizzare
buona resa
segregazione CO2



Lato industriale

Svantaggi:
distribuzione dell'energia (se utilizzato per riscaldare con un unico macchinario svariate abitazioni)

Vantaggi:
facile costruzione e manutenzione
varietà dei materiali da pirolizzare
buona resa
segregazione CO2

ho tolto il carico scarico dei materiali sul lato industriale perchè credo che con dimensioni maggiori si riesca meglio ad automatizzare il sistema.
La lista va decisamente ottimizzata e spero che qualcuno aggiunga qualcosa o meglio ancora abbia pareri differenti in modo da confrontare le idee.
 
Grazie dell' invito, ma le mie idee sono un po' diverse, secondo me per molte ragioni anche ideologiche questa produzione di biochar dovrebbe essere a livello familiare, di piccola o piccolissima azienda, questo esclude la produzione di energia vendibile. Cioè chi ritiene che il biochar sia buono, lo faccia e lo metta nel suolo, senza aspettare incentivi dello stato o chi per esso,
Inoltre potrei essere di poca utilità in quanto non so nulla.

Farò sapere come sarà andata.

amir
Amir non credo che le tue idee siano diverse sono semmai più indirizzate verso una applicazione, che per quanto mi riguarda è quella più importante ma che non pregiudica lo studio verso altre applicazioni.
Io ad esempio sono convinto che il fotovoltaico non sta dando i risultati che avrebbe dovuto dare solo perchè si è permesso di incentivare anche i grandi impianti (il fotovoltaico doveva essere incentivato solo negli impianti familiari) ma detto questo Tu considera che anche la produzione di energia qualora fosse possibile potrebbe essere ad uso privato non necessariamente da immettere in rete.
Infine quando io ho parlato di contributi non mi riferivo a contributi per le produzioni quanto a contributi per la ricerca;
quindi ad esempio pensavo a costituire una associazione pubblica in cui far confluire gli studi fatti e provare quindi a reperire anche qualche fondo per approfondire ulteriormente le ricerche e finalizzarle.
Sulzer a Te intanto va il mio ringraziamento per essere presente e relativamente invece al tuo post mi chiedo?? Per le tue conoscenze la validità della pirolisi è imitata alla possibilità di avere ripagato il biochar sotto forma di certificati oppure a prescindere dal fine nobilissimo della ricarbonificazione della terra uno approfondimento della gassificazione potrebbe portare a risultati anche economicamente interessanti dati dalla potenzialità termica e perchè no anche elettrica della stessa applicazione ??
 
@Amir

"Mi chiedo quanto costerà tutto questo in cifre. . . "
Lo si sapra solo dopo. Molto dopo. E dopo la grande pernacchia quando al contrario di tutti pareri tecnici si verifica lo stesso la fuga, come stanno i conti?

"...perchè non si privilegia un sistema più semplice e di più facile realizzazione..."
Perche basiamo tutto su grossa industrializzazione anzi che su soluzioni distribuite. Sistemi pesantemente industrializzati alimentano un ciclo vizioso necessario alla propria continua riproduzione.

Il bello e che il pompaggio dell CO2 sotto terra lo chiamano sustainable.

Quanto e grande il tuo orto?

Frank
 
di cosa parliamo?

di cosa parliamo?

Bisognerebbe almeno cominciare a capire cosa si vorrebbe fare senza cadere nella semplice carbonella da barbecue.

tra queste 30 e passa pagine qualcosa si trova per farsi almeno un'idea:
BioEnergy Lists: BioChar (or Terra Preta) | Information on the intentional use of BioChar (charcoal from biomass) to improve soils.

Per la tecnologia di pirolisi non credo ci sia nulla da sviluppare che il tutto è stra conosciuto come anche i problemi che comporta, se invece si vuol fare una Stove del NAT in grande è tutta un'altra cosa.
Produrre invece carbonella da spargere nel proprio giardino è ancora un'altra, che per questo bastano un paio di bidoni!.....un reattore serio di pirolisi ha invece i suoi costi e non credo ci sia un privato disposto ad investire se non il contadino che utilizza e riconverte propri scarti.
 

Allegati

  • pirolisi_base.jpg
    pirolisi_base.jpg
    120.7 KB · Visualizzazioni: 0
breve O.T.

breve O.T.

.
...Quanto e grande il tuo orto?...

Il mio orto è di circa duecento metri quadrati, di cui una trentina adibiti alla produzione del compost, più dei pezzetti qua e là dove metto cose che non sono danneggiate dalle galline.

amir
 

ULTIMI MESSAGGI

Sezioni in Evidenza

Fotovoltaico Aspetti Tecnici, Bancari e Legislazione Isolamento, insuflaggi e Cappotti Tecniche e materiali per l'efficienza termica Riscaldamento e Raffrescamento Soluzioni a Legna, Pellet e Pompe di Calore Ossidroelettrico La nuova fonte di energia dall'infrarosso

Tags + Popolari

Stai usando un browser non aggiornato. Potresti non visualizzare correttamente questo o altri siti web.
Dovreste aggiornare o usare un browser alternativo.

Indietro
Top Bottom