Stufette a biomassa e biochar


Come sempre Biomassoso che di certo è uno dei più competenti in questo 3D (anche se un po burbero, ma ciò non vuol dire assolutamente cattivo) va al nocciolo della questione.... cosa dobbiamo o possiamo fare ???
ribadendo per l'ennesima volta la mia ignoranza, quello che Vi proporrei non è altro che questo:
fare quello che volevano realizzare inizialmente il moderatore di questo argomento ed il suo gruppo di esperti, cosa che però è morta in fumo poichè, e non so il motivo sono spariti nel nulla.

Quindi:
- organizzare delle tavole rotonde dove argomentare di quelli che dovevano essere i loro punti di approfondimento e vedere se e come si possa arrivare a delle conclusioni interessanti;
- se ve ne sia il caso provare a dare un seguito alle argomentazioni forumiane in realtà concrete con incontri "de visu";
- provare a sviluppare la tecnologia della pirolisi, di cui come giustamente dice Biomassoso si sa già tanto (io me ne vergogno ma non sono preparato a tal riguardo), e sviscerare quali sono i problemi della stessa;
(in tal proposito mi chiedo ?? se la pirolisi è già da tanto tempo conosciuta e studiata come mai la stufetta di Nat ha destato tanto interesse ??)
- è potenzialmente fattibile una dimensione maggiore della Lucia stove per usi sempre modesti ma più importanti della fornace per il barbeque ?? ad esempio per produzioni termiche e/o energetiche sempre ad utilità familiare ?.

Biomassoso se ha delle idee o delle proposte le esterni e ci indichi le sue proposte di studio
 
di cosa parliamo?

di cosa parliamo?

Bisognerebbe almeno cominciare a capire cosa si vorrebbe fare senza cadere nella semplice carbonella da barbecue.


Giusta osservazione.
Onde evitare che la discussione parta per la tangente vorrei precisare:
1) Il sistema allo studio utilizza in tutto e per tutto il principio di pirolisi della "Lucia" (ventilazione modulare compresa).
2)Differisce dall'originale per i volumi superiori,e cosa fondamentale per l'erogazione in continuo di energia.
3)I volumi di carico in pirolisi, sono facilmente gestibili in fase di studio,tali volumi identificano la potenzialita' finale del sistema (kw prodotti).Agendo quindi sulla volumetria, si puo' adattare alle varie esigenze.
4)L'energia prodotta viene trasformata in termica tramite uno scambiatore a fascio tubiero (o quant'altro) con annessi e connessi impiantistici.
5) Il carico e' automatizzato e regolato da una valvola stellare che preleva per caduta da un apposito silo.La pezzatura della biomassa puo' anche essere notevole.(esempio ramaglie).
6)Lo scarico meccanico automatizzato avviene per ribaltamento.Il biochar viene convogliato per caduta in un apposito contenitore che provvede allo spegnimento della massa.Un trasportatore estrae il prodotto raffreddato.
A questo punto e' facile comprendere che i problemi da risolvere sono molteplici,dall'utilizzo dell'energia prodotta,alla fattibilita' tecnica del sistema stesso.
Grazie.
 
Rebus sic stantibus

Rebus sic stantibus

Allora se il tutto verte sulla costruzione di una "big Lucia Stove" vi faccio tanti auguri nel proseguimento: chiedete anche a qualche facoltà di Ingegneria a Milano che voleva sviluppare l'idea a che conclusioni siano arrivati, se gli studi stanno proseguendo e quali siano i risultati fin'ora ottenuti.
L'accrocchio va bene per questi utilizzi:
Navagni - Flexible biomass fuel stove
La terra nera - Bionieri
WoodGas Biomass Camp Stove XL - Earth Huggers: Serious About Sustainability
Se poi si vogliono credere ai miracoli è un'altra cosa, ma nella fattispecie si tratta semplicemente di una combustione incompleta, che per quei paesi è già una rivoluzione tecnologica il non morire per intossicazione....che poi il buon NAT scomodi la "successione di Fibonacci" per degli intagli su una piastra.....beh, fa tutto parte del gioco e della fascinazione, ma la fiamma è una combustione e sfrutta semplicemente il gas di pirolisi che si viene a creare!
Potrei per lo stesso motivo tirare in ballo un postulato del mio compaesano PEANO e per un profano o un utilizzatore dell'accrocchio di latta in mezzo alla giungla avrebbe la stessa identica valenza, che per loro sarebbe semplicemente un aggeggio caduto dal cielo!
Personalmente son più dell'idea di coloro che argomentano su questo sito, che dell'invaghimento iniziale con strombazzamento ai 4 venti della grande intuizione dell'esimio iniziata dal nostro ENERGOCLUB e poi lasciata miseramente decadere senza spiegazione alcuna.
Quindi se interessa parlare di produrre "sic et impliciter" del biochar è una cosa, voli pindarici di sfruttamento in grande della gestione energetica che il processo comporta è un'altra e non ha senso: per questo esistono le caldaia a pirogassificazione a fiamma rovesciata che han già tutto a bordo per scaldare il pentolone, da lì in avanti si può sfruttare la pentola come si crede per produrre calore e con difficoltà anche energia elettrica.
Quindi vi faccio tanti auguri ma personalmente preferisco occuparmi della torrefazione della biomassa che ha comunque una parentela stretta con la LUCIA ma per scopi più di portafogli che di salvamento dell'umanità: non mi ci vedo come novello Don Chisciotte sprecare tempo in qualcosa in cui non credo minimamente, ma seguo volentieri gli sviluppi che altri vorranno e potranno implementare al sistema.
Greater Democracy ? Blog Archive ? A Path Towards Carbon Negative Heating
Production ? Biochar Farms
Nel PDF c'è la lista della spesa per chi volesse iniziare l'avventura....:bye1:
 

Allegati

Quindi vi faccio tanti auguri ma personalmente preferisco occuparmi della torrefazione della biomassa che ha comunque una parentela stretta con la LUCIA ma per scopi più di portafogli che di salvamento dell'umanità: non mi ci vedo come novello Don Chisciotte sprecare tempo in qualcosa in cui non credo minimamente, ma seguo volentieri gli sviluppi che altri vorranno e potranno implementare al sistema.
Greater Democracy ? Blog Archive ? A Path Towards Carbon Negative Heating
Production ? Biochar Farms
Nel PDF c'è la lista della spesa per chi volesse iniziare l'avventura....:bye1:
Porca miseria come sempre Biomassoso sei precisissimo nelle informazioni che ci dai ma sempre un po (come si dice dalle mie parti) "muzzicatu ri vespe"
Sappi che ogni qualvolta Tu ci indichi un sito da leggere o una scheda da esaminare io personalmente lo faccio immediatamente come un perfetto scolaro, bene ora la tua opinione è che la Pirogassificazione e le sue applicazioni siano dei buchi neri, e che semmai molto più interessante è la Torrefazione delle biomasse perfetto ce ne parli ci aiuti a studiarla cosi da potercene convincere anche noi ?? oppure se possibile ed utile dissentire ??
Te ne sarei grato

Max
 
"...torrefazione della biomassa che ha comunque una parentela stretta con la LUCIA..."

Sono contento, che siamo giunti a concordare sulla differenza tra torrefatto e carbonizzato. :)

La parentela tra Lucia ed una macchina per torrefazione secondo me non e molto piu elevata che con il mio barbeque.

Uno degli aspetti piu importanti quando si arriva alla torrefazione e la gestione della temperatura di processo. Si va molto vicino alla temperatura di innesco pirolisi che non deve pero mai essere raggiunta. Questo fatto non e per niente triviale, perche l´apporto di calore neccessario per l´evaporazione e notevole e dopo che l´evaporazione dell umidita e finita si rischia l´innesco della pirolisi. Un "accrocchio" simile ad una lucia stove non ce lo fara mai ad essere affidabile per questo cammino sul filo.

Frank
 
Bio , il reattore sardo è stato costruito non trovo l'indirizzo su youtube ma l'ho visto funzionare molto bene ed alimentare un generatore Honda
 
il "Piccolo Pirolizzatore Sardo"

il "Piccolo Pirolizzatore Sardo"

il reattore sardo è stato costruito

sì, ed è l'unico con una buona spiegazione al seguito quindi ottimo per didattica!....oltretutto usano "simil pollina"......per chi si volesse dilettare, farne uno di taglia inferiore non sarebbe difficile!
:bye1:
 
sì, ed è l'unico con una buona spiegazione al seguito quindi ottimo per didattica!

Bio ci daresti qualche ragguaglio sulla torrefazione ?? principi di funzionamento, prodotto ottenuto, potenzialità di mercato etc. ??

io ho un sito amatoriale con una mia associazione in cui da poco ci siamo messi a discutere di fotovoltaico ed avrei iniziato una sezione dedicata all'argomento di cui stiamo qui trattando
metto a disposizione nostra il sito medesimo per eventualemte divulgare tutto quanto volessimo rendere pubblico
questo è l'indirizzo utopias
 
il video dell'impianto sardo è molto interessante; avendolo guardato due volte consecutive ho notato alcune cose interessanti ed altre per me un po dubbie.
Iniziamo dai dubbi:
1) per cosa serve l'acqua nel processo di pirolisi ?? dando per scontato l'uso dell'acqua di lavaggio per la pulizia del Syngas non indivudo l'utilizzo nel processo di pirolisi;
2) il fatto di usare pollina e non ad esempio scarti di vegetazione ramaglie, scarti di potatura etc è un obbligo o una comodità ??
avete già potuto verificare i rendimenti dell'impianto sardo ?? ed i suoi costi ??
da quel che sembra vedendo l'impianto in funzione potrebbe esserci ancora la possibilità di sfruttare la potenzialità termica dello stesso (oltretutto c'è una fiamma non utilizzata che verrebbe utile in tal senso) ed ancora il tipo che spiega l'impianto parla del nostro caro ed amato Biochar che se effettivamente dalle caratteristiche sperate potrebbe ridurre quasi zero i residui di lavorazione, che se non mi sbaglio dovrebbero essere le sostanze solide disciolte nell'acqua di pulizia del gas, giusto ??
 
Allora se il tutto verte sulla costruzione di una "big Lucia Stove" vi faccio tanti auguri nel proseguimento:

Grazie.

Se poi si vogliono credere ai miracoli è un'altra cosa, ma nella fattispecie si tratta semplicemente di una combustione incompleta,

Se per combustione incompleta si intende che il materiale di risulta non e' cenere ma biochar, e che il CO2 non viene reimmesso in atmosfera e' vero.


Quindi se interessa parlare di produrre "sic et impliciter" del biochar è una cosa, voli pindarici di sfruttamento in grande della gestione energetica che il processo comporta è un'altra e non ha senso: per questo esistono le caldaia a pirogassificazione a fiamma rovesciata che han già tutto a bordo per scaldare il pentolone,

Accostare un sistema a pirolisi con una caldaia a fiamma rovesciata,a mio parere e' del tutto improprio per innumerevoli motivi,ne cito solo alcuni:
Efficienza energetica.
Compatibilita' ambientale.
Flessibilita' nell'utilizzo delle tipologie di biomasse.
Costo e potenzialita' degli impianti.
Produzione di biochar.
Tutti motivi che mi inducono a scegliere il sistema a pirolisi.



Quindi vi faccio tanti auguri ma personalmente preferisco occuparmi della torrefazione della biomassa..............

Auguri.
 
Fuga strategica?

Fuga strategica?

A


Quindi se interessa parlare di produrre "sic et impliciter" del biochar è una cosa, voli pindarici di sfruttamento in grande della gestione energetica che il processo comporta è un'altra e non ha senso: per questo esistono le caldaia a pirogassificazione a fiamma rovesciata che han già tutto a bordo per scaldare il pentolone,

Accostare un sistema a pirolisi con una caldaia a fiamma rovesciata,a mio parere e' del tutto improprio per innumerevoli motivi,ne cito solo alcuni:
Efficienza energetica.
Compatibilita' ambientale.
Flessibilita' nell'utilizzo delle tipologie di biomasse.
Costo e potenzialita' degli impianti.
Produzione di biochar.
Tutti motivi che mi inducono a scegliere il sistema a pirolisi.



Stiamo ancora aspettando le argomentazioni tecniche che ci convincano ad utilizzare una caldaia a fiamma rovesciata al posto del sistema a pirolisi.
 
Condivido poco di ciò che ha detto biomassoso ma su una cosa sono d'accordissimo : VOLI PINDARICI . Quello che più mi annoia del blog in generale è proprio questo anche se allo stesso tempo questi voli e continue digressioni sono insostituibile fonte di spunti anche se quelli buoni sono rari come tartufi.... Parteciperei volentieri a qualche discussione che però abbia una componente pratica, mi spiego: gradirei costituire un gruppo dove i membri sperimentino effettivamente la pirolisi e poi confrontino le espeirenze ed eventualmente decidanocome collaborare con linee guida semplici e precise. Perciò il mio parere e che la prima cosa da fare per ognuno sia costruirsi o comperarsi una stufetta e imparere ad usarla.
D'altra parte non sono interessato per ora a grossi impianti, sistemi in continuo e cose troppo costose e complesse da costruire senza specifiche professionalità e appropriati mezzi economici e strumentali. Mi interessano applicazioni a basso contenuto tecnologico, gestibili con un po' di manualità od eventualmente attraverso artigiani locali, inoltre - ma questa è una scelta del tutto personale - mi sto concentrando nelle costruzione di una termocucina, uno scaldabagno , e una cucina ( tipo cucina economica). D'altra parte ho un grande interesse nella produzione e nell'utilizzo del biochar in campagna. Come ho già detto posso ospitare per eventuali sessioni di studio,anzi ne sarei onorato ( valido anche per biomassoso :) )
Spero che qualcuno prenda posizione e lo espliciti così da poter cominciare a lavorare.
Mandi
 
Stiamo ancora aspettando le argomentazioni tecniche che ci convincano ad utilizzare una caldaia a fiamma rovesciata al posto del sistema a pirolisi.

Io non devo e non voglio convincere proprio nessuno: siete convinti che dalla combustione incompleta sviluppata in 4 lamiere in croce che scomoda perfino Fibonacci la risulta sia biochar e che il tutto nell'accrocchio "renda" il 93%?

PERFETTO, son contento per voi: continuate nei vostri intenti e divertitevi quando farete il barbecue in giardino spargendo gli avanzi della combustione nel roseto di casa! :rolleyes:

Spunti di divertimento e riflessione ne trovate fin che volete QUI sul youtube Cinese, ma almeno lasciatemi la libertà di dire che il biochar è tutta un'altra cosa e si fa, " a portafogli", diversamente, o in subordine questo è il modesto parere di chi con l'immondizia deve mantenerci una famiglia e non ha tanto tempo da dedicare all'aspetto ludico finalizzato a salvare il mondo!....:bye1:
 
calma per carità

calma per carità

cari amici non serve a niente agitarsi, men che meno ad arrivare a qualche conclusione.
Caro Bio nessuno mette in dubbio la tua conoscenza e preparazione nel campo delle biomasse, sappiamo tutti per averlo letto che tu professionalmente (come dici spesso) dalla spazzatura mantieni famiglia; ma in ogni caso io credo che ,e questo è ciò che vorrei fare, dalla sinergia e dal contributo di tanta gente ognuna preparata nel proprio campo si possa approrondire qualsiasi argomento.
Le opinioni diverse e le argomentazioni confutate non possono far altro che aiutarci tutti.
Ad esempio grazie a te ed alla tua dritta ci hai permesso di visionare quel video a mio parere molto interessante della pirogassificazione della pollina in sardegna.
solo dopo ho letto che per interessi commerciali avevi approfondito l'argomento della pollina e di come poterla smaltire. Siccome hai indicato quel video come molto interessante mi chiedo ?? hai avuto ulteriori informazioni relativamente alle sue potenzialità ??
hai sentito qualcuno di loro per capire se il Biochar ottenuto è effettivamente troppo contaminato da azoto ??
la produzione del syngas che alimenta quel gruppo elettrogeno ha quantità tali da rendere la stessa interssante ??
il costo dell'impianto è economicamente conveniente ??
se non lo hai fatto Tu potremmo (lo potrei fare anche io se vuoi) contattare l'università per avere dati di riscontro relativamente alle potenzialità.
Relativamente invece alla torrefazione delle biomasse credo di aver capito che ciò che se ne ricava è un pellet dalla alta capacità energetica giusto ?? ma il suo uso ?? scusami per la mia ignoranza conclamata ma qualse sarebbe il suo uso semplicemente per la mia caldaia a pellet ?? e la convenienza ?? occhio che le mie domande non sono assolutamente sarcastiche ma realmente frutto della mia ignoranza.
Se vorrai rispondere a questi quesiti e mi e ci renderai informati sulle tue conoscenze non credi di avere già fatto una bella cosa ??
ciao Max
 
Parteciperei volentieri a qualche discussione che però abbia una componente pratica, mi spiego: gradirei costituire un gruppo dove i membri sperimentino effettivamente la pirolisi e poi confrontino le espeirenze ed eventualmente decidanocome collaborare con linee guida semplici e precise. Perciò il mio parere e che la prima cosa da fare per ognuno sia costruirsi o comperarsi una stufetta e imparere ad usarla.


Ho cominciato la ricerca dei vari elementi,appena possibile li assemblero' e provero' con le ramaglie.

D'altra parte non sono interessato per ora a grossi impianti, sistemi in continuo e cose troppo costose e complesse da costruire senza specifiche professionalità e appropriati mezzi economici e strumentali.

Il mio fine e' quello di costruire un sistema a basso costo che produca energia termica dagli scarti di biomassa.
Tale sistema deve avere la potenzialita' di scaldare la classica cascina di campagna con annessi e connessi,e produrre biochar.
Ovviamente la sperimentazione deve partire dal piccolo,e su questo mi trovi perfettamente d'accordo.
Su come farla non ho adesso il tempo per dilungarmi,ne parleremo in seguito, e cerchero' di dettagliare cosa penso di fare.Se hai delle idee in merito ti ascoltiamo.




Come ho già detto posso ospitare per eventuali sessioni di studio,anzi ne sarei onorato ( valido anche per biomassoso :) )
Spero che qualcuno prenda posizione e lo espliciti così da poter cominciare a lavorare.
Mandi

Molto interessante,se ci dici dove potresti ospitarci.
 
Biochar.

Biochar.

sia più importante concentrarsi sulla qualità del biochar che dipende ( oltre che dal materiale di partenza) dalla regolazione del processo di pirolisi. Mi spiego meglio : produrre un biochar con ph neutro non è così facile come sembra, in un attimo la gassificazione piò sfuggire di mano e cominciare ad incenerire il carbone rendendolo veramente molto caustico. Sto provando vari materiali e varie pellettizzazioni. Per quanto riguarda il carico e lo scarico sappaiate che se allungate i tubi di una lucia stove fino a 80 cm la carica dura quasi 5 ore.
Sono molto interessato comunque a progetti alternativi e soprattutto alla loro realizzazione.



Ho visto su Gogle la panoramica del posto,molto interessante.

Per quanto riguarda le prove da effettuare,ho visto che possiedi una delle poche"Lucia" in circolazione,mi sembra di capire pero' dalla foto che ho visto, che non sia provvista della ventilazione per l'innesco forzato dell'effetto Venturi, e' cosi'?.
La ventilazione modulare, a mio parere e' fondamentale perche' si inneschi un completo processo di pirolisi.
Tale ventilazione funge da eiettore nell'intercapedine tra la camera di pirolisi e la camicia esterna.Il flusso d'aria aiuta a creare una depressione, comunque gia' in parte esistente nella camera pirolitica.La "Lucia" senza ventilazione, crea gia' un modesto effetto "Venturi", grazie alle piccole sezioni di uscita dei gas,rispetto alle aree di uscita della combustione.
 
Bio, vedo che cominci ad apprezzare l'idea degli incontri "de visu" io se Carlo ci ospita mi propongo chiaramente per la fornitura del buon vino siciliano (senza offesa) spero che tu non voglia portare del buon pellet poichè la mia dentatura potrebbe soffrirne.
comunque sto cercando un po in giro di coinvolgere nel presente 3D gente preparata sugli argomenti trattati per vedere di inizare a dare verve alla discussione.

Per Lino, hai visto il pirolizzatore di Cagliari ?? qualche tuo commento opinione critica ?? mi è sembrato di capire che Tu sia normalmente molto concreto nelle esposizioni ed oltretutto avendo sposato la nostra causa e lavorando ad un prototipo di Pirogassificatore il tuo progetto risulta essere simile a quello di Cagliari, o più somogliante ad una Lucia Stove più grande ??
Hai già prodotto qualche disegno del prototipo da mostrarci ??
presto avremo altri tuoi colleghi ingegneri che potranno esserti d'ausilio per quanto riguarda la parte tecnica, mentre alcuni agronomi e biologi mi hanno dato riscontro dimostrandosi disponibili a partecipare a breve alla discussione per darci il loro apporto relativamente alla componente scarti Biochar e sostanze residue di processo
a presto a tutti
ciao Max
 

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