Buongiorno.
In questi giorni problematici con in vista potenziali crisi energetiche che mettono a repentaglio la sicurezza energetica nazionale mi chiedo, ma dal 2022 che cosa è stato fatto per diversificare e ulteriormente aumentare la ns autonomia energetica ?, la dipendenza energetica (di fatto idrocarburi petrolio e GN) è un aspetto che rende fragili lo sviluppo e le stabilità geopolitiche, tutti ne siamo coscienti. Vediamo paesi come Spagna per stare in ambito europeo e soprattutto Cina che stanno facendo passi da gigante ed in Italia? Per tornare ai produttori, piccoli e grandi, di energie alternative perchè non si sviluppano strumenti che incentivino i grossi stoccaggi e sfruttino le eccedenze per destagionalizzare la produzione. L'SSP dicono uno strumento non più sostenibile ha comunque permesso di incrementare tantissimo la produzione di EA soprattutto FV. Io quello che mi permetto di proporre ha degli aspetti simili al defunto SSP vorrei un vostro parere.
Lo strumento lo chiamerei Mutuo Energetico per Stoccaggio Interstagionale.
L'italia ha puntato molto sul Gas Naturale e sul ciclo combinato che offre tra l'altro flessibilità di utilizzo simile all'idroelettrico. Abbiamo rete distribuzione, differenziazione approvvigionamenti da estero e sistemi di stoccaggio (i vecchi pozzi in val padana) unici in Europa. Direi che siamo da questo punto di vista in vantaggio per chiudere il ciclo del carbonio con le EA. Il Nucleare se non in funzione di integrazione con aspetti militari lo vedrei un opzione marginale.
Si tratterebbe di mettere a disposizione tramite il GSE tutte le eccedenze che non sono in autoconsumo, i grossi produttori di EA potrebbero vedere anche loro con favore la cosa magari anche in funzione di strutturarsi in modo integrato (anche loro farebbero gli stoccatori o produttori di h2).
La logica comunque di favorire l'autoconsumo sia industriale che privato va incentivato ancora anche tramite gli accumuli chimici in situ per i noti problemi di sbilanciamento della rete ma va cmq incentivata la produzione di EA tramite occupazione di tutti i tetti e strutture non impattanti sul territorio in modo da poter disporre cmq di eccedenze abbondanti da immettere in rete
Si va pertanto a prestare (mutuo) le eccedenze di Energia Elettrica da fonti rinnovabili mettendole a disposizione dell'industria per trasformarla in H2 verde (immediatamente riutilizzabili intraday con blending ch4 eH2 nelle centrali a ciclo combinato) e CH4 stoccabili per lo stagionale. Il prestito ha una durata da definirsi in base a quelli che possono essere gli ammortamenti industriale legati all'installazione di elettrolizzatori e metanizzatori. La restituzione mettiamo possa avvenire dopo 5 anni e potrebbe essere data in conto energia (mutuo) tramite la restituzione alla pari dell'energia immessa (o con valore sotto la pari da definirsi viste i rendimenti negativi della trasformazione ,tasso negativo del mutuo dato dalla natura del bene energia) . La restituzione essendo stata fatta per sviluppare gli stoccaggi deve essere contabilizzata naturalmente nei momenti di picco dei prezzi quando si presume gli stoccaggi intervengano per bilanciare la domanda.
L'energia potrebbe anche essere valorizzata si potrebbero trovare gli strumenti legislativi per inquadrare lo strumento come prestito / investimento utile alla nazione e tassare le eventuali plusvalenze (da definirsi come differenza tra valore energia prestata e valore energia restituita ai valori marginali più alti ) come i BTP.
Lato industriale. Naturalmente l'accesso a tale fonte di energia gratuita deve essere dato a chi intende costruire nuovi impianti destinati allo stoccaggio energetico che prevalentemente devono essere produttori di H2 verde e metanizzano (non escluderei gli idroelettrici e parzialmente incentiverei chi si occupa di intra day co2 liquida aria compressa elettrochimici). Di fatto ritengo che ogni centrale combinata dovrebbe avere a disposizione un struttura di produzione h2 e ch4 (uso cascami di calore e co2 da fumi per la metanizzazione) Un serbatoio polmone di GN + h2 che servirebbe a mantenere bidirezionale le tubature metanifere verso la centrale combinata. Nei momenti di minima produzione della centrale combinata (giornate di alta produzione Fv o Eolico) si dovrebbe poter cedere al sistema metanifero e dunque agli stoccaggi la sovraproduzione. Le industrie devono fare i loro calcoli su un orizzonte temporale di 5 anni dove avranno cqm di fatto alti cash flow con la vendita di energia chimica "preziosa" senza di fatto pagare la materia prima energetica corrente elettrica. La parte industriale avrebbe cmq rischi mitigati dovendo cmq definire il GSE o chi per esso il tasso di trasformazione in fase di restituzione dell'energia tasso di trasformazione che dovrà definire anche un margine industriale per i costi dell'investimento. Lato rete elettrica sicuramente gli investimenti saranno da fare per dimensionarla bene però permettetemi di dire si sono trovati 200 Mld per il super bonus e cosa siamo progrediti in termini di autonomina e risparmio energetico? Possibile non ci siano i margini economico / finanziari per fare questo salto industriale? Penso che se molti in fase di dimensionamento impianto avessero questa opportunità dimensionerebbe impianti al massimo delle potenzialità senza remore, i costi soprattutto per il fv sono veramente crollati molte opportunità si stanno aprendo.