Detto questo potrebbe essere interessante "la comunità di autoconsumo" ma non capisco in quale modo dovrebbe funzionare.
Qualcuno che lo spiega in parole semplici?
Un impianto usato in modalità "comunità di autoconsumo" non può servire direttamente un singolo utente ma deve servire una comunità di utenti appartenenti ad uno stesso edificio.
A differenza del classico impianto privato che viene collegato prima del contatore di scambio facendo in modo che il contatore (fiscale) di scambio non misuri l'energia autoconsumata (=risparmio immediato in bolletta) nella comunità l'impianto viene collegato subito a valle dei contatori dei membri della comunità. Di conseguenza il contatore di produzione diventa contatore di produzione ed immissione dato che in questa configurazione tutta l'energia prodotta viene scambiata con la rete elettrica (tutto ciò che è a valle dei contatori fiscali fa parte della rete elettrica pubblica). I contatori delle singole utenze invece misureranno solo l'energia prelevata, esattamente come per qualsiasi utenza che non fa parte di una comunità.
A differenza delle normali utenze residenziali dove le misure vengono fatte su base mensile e nelle tre fasce tutti i contatori (sia produzione che scambio) coinvolti devono fare le misure su base oraria, quindi daranno ben 24 valori per ogni giorno, 365 volte all'anno.
A questo punto c'è la parte economica. L'energia ceduta, che in questa configurazione è appunto tutta quella prodotta dal FV, verrà pagata col meccanismo del ritiro dedicato, quindi al prezzo zonale orario. Sta al responsabile della comunità dividere i proventi secondo il criterio concordato. In condominio tipicamente i millesimi ma potrebbe anche essere in parti uguali, tipicamente in quote corrispondenti alla partecipazione individuale alla spesa sostenuta per la realizzazione dell'impianto.
Sempre in base alle misure di tutti i contatori partecipanti alla comunità il GSE determina la quantità di energia "autoconsumata" da incentivare con un ulteriore incentivo che si aggiunge al valore di mercato dell'energia prodotta che, ricordo, viene comunque pagato per
tutta l'energia prodotta anche se autoconsumata. In pratica si considera quindi energia "autoconsumata" il minimo fra energia prodotta dall'impianto e somma dell'energia prelevata da tutti gli utenti nello stesso intervallo e per ogni intervallo di misura, quindi ogni 60 minuti.
Faccio un paio di esempi.
Fra le 10:00 e le 11:00 impianto produce (e immette) 3,5 kWh. Nello stesso intervallo tutti gli utenti della comunità consumano 4,5 kWh. Risultato 3,5kWh prodotti e pagati al prezzo zonale orario, 3,5kWh incentivati con l'incentivo all'autoconsumo perchè autoconsumati in toto (3,5 < 4,5).
Fra le 13:00 e le 14:00 impianto produce (e immette) 11,0 kWh. Nello stesso intervallo tutti gli utenti della comunità consumano 3,5 kWh. Risultato 11,0kWh prodotti e pagati al prezzo zonale orario, 3,5kWh incentivati con l'incentivo all'autoconsumo perchè autoconsumati in toto (3,5 < 4,5).
Il principio è che non si può autoconsumare ne più di quanto si produce ne più di quanto si consuma (collettivamente). Non potendo fare misure ogni secondo si considera sufficientemente breve l'intervallo di 60 minuti e si considera autoconsumato il minimo fra produzione e consumo.
Alcuni svantaggi evidenti rispetto al defunto SSP:
- bisogna essere almeno 2 e nello stesso edificio quindi tutte le villette singole sono escluse. Per le villette a schiera si potrebbe fare ma dato che ognuno è proprietario della propria porzione di tetto ha poco senso fare un unico impianto e di solito mancano i locali comuni dove mettere inverter e quadri elettrici. Restano solo i classici condomini dove la litigiosità e lo scarso interesse per queste iniziative sicuramente freneranno molto la diffusione.
- si perde il beneficio del risparmio immediato in bolletta. Sia il valore di mercato che l'incentivo per l'energia autoconsumata arrivano dal GSE a scadenze prestabilite e meno immediate. La bolletta elettrica del singolo non cambia.
- la componente valore di mercato va tassata (non l'incentivo perché esente).