Un condominio, con tutta probabilità, non ha lo spazio necessario per le batterie, perché non avrà mai sufficiente surplus di produzione per accumulare. La batteria andrebbe prevista in quegli appartamenti che ne consentono l'installazione, e l'energia andrebbe contabilizzata e remunerata al condominio. Così come si fa col riscaldamento. Uno produce, poi se c'è chi vuole prendere un po' di energia per se, paga il dovuto. Ma si parla di eccedenze importanti, altrimenti non sarebbe possibile caricare la batteria di tutti.
Immagino una centrale elettrica dove c'è l'inverter che riceve l'energia e la invia in alta tensione alle batterie degli appartamenti. Con il miglioramento delle tecnologie di conversione (inverter batterie e batterie stesse) si potrebbe prevedere tranquillamente un sistema simile. Con l'unico esborso economico da parte del condomino, dell'acquisto batterie.
Nel mio caso, in 19 appartamenti e 48 kWp di potenziale FTV, forse sarebbe possibile accumulare qualcosa, ma sarebbero briciole, forse un 10-15% del fabbisogno annuale di ogni famiglia, con l'effetto che tutte le batterie passerebbero l'inverno scariche. Quindi direi che in condominio la soluzione non c'è.
Con tutte le dispersioni che km di cavi comporterebbero, sarebbe molto più sensato accumulare l'eccesso per immetterlo in rete di notte, e venire pagati il dovuto. Ma è richiesta una rete intelligente.