2024 Sara' la fine dello SSP ? Prospettive e strategie future per i proprietari di impianti Fotovoltaici


Vipsolar fotovoltaico

Se CER saranno, salteranno fuori i “facilitatori”, si può star tranquilli: chi fa business se lo vede lo fa.

Il RID comunque è la cosa più facile che ci sia, basta accontentarsi di quel che è giusto.
 
C’era qualcosa che mi sfuggiva: le CER con impianti FV finanziati dal superbonus non riceveranno 11 cents di finanziamento ma solo il RID e 0,873 cents/kWh.
La carotona (incentivo) da 11 cents è solo per chi fa l’impianto FV col 50%.
 
Considerando che il RID lo prendevano già conviene comunque entrare in una CER ai 110%
 
Ma è cambiata la legge? Perché io vedo ancora scritto che gli impianti incentivati col superbonus non possono avere accesso ad alcun ulteriore incentivo e l'incentivo all'autoconsumo della CER è, appunto, un incentivo e quindi vietato per loro...
 
Considerando che il RID lo prendevano già conviene comunque entrare in una CER ai 110%

A parte le considerazioni di cui sopra, ammesso che glie lo permettessero in futuro, il titolare dell'impianto ha l'autoconsumo diretto e su quello non prende nessun incentivo ma ha solo il risparmio immediato in bolletta. Se fa una CER deve cercare altre persone a cui cedere l'incentivo di 11 cent/kWh su quanto da loro autoconsumato indirettamente. Il tutto gratis e deve pure fare lui i conti, praticamente fa della beneficenza ad altri che non ci mettono nulla di loro se non dire "sì grazie" e i 4 Euro/anno di contributo al GSE.
 
Ma è cambiata la legge? Perché io vedo ancora scritto che gli impianti incentivati col superbonus non possono avere accesso ad alcun ulteriore incentivo e l'incentivo all'autoconsumo della CER è, appunto, un incentivo e quindi vietato per loro...

A pagina 49 parla di chi è escluso dalla tariffa premio ventennale di 10 o 11 cents https://www.gse.it/documenti_site/Do...0condivisa.pdf

Cito integralmente la parte per chi è interessato:


6.1.4 Tariffa premio (TP) ai sensi del Decreto
L’energia elettrica condivisa (EAC) ha diritto, per un periodo di 20 anni a decorrere dalla data di entrata in esercizio commerciale di ciascuno degli impianti la cui energia elettrica rileva per la configurazione, a una tariffa premio pari a:
  • (TPAC) - 100 €/MWh nel caso in cui l’energia dell’impianto di produzione rilevi per una configurazione di gruppo di autoconsumatori;
  • (TPCE) - 110 €/MWh nel caso l’energia dell’impianto di produzione rilevi per una configurazione di comunità di energia rinnovabile.
La tariffa premio non spetta sull’energia elettrica condivisa ascrivibile:
  • alla quota di potenza di impianti fotovoltaici che hanno accesso alla detrazione Superbonus 110%;
  • alla quota di potenza quota d’obbligo Po;
  • agli impianti fotovoltaici per i quali vige il divieto di accesso agli incentivi statali, ovvero con moduli collocati nelle aree definite al paragrafo 1.5.3.
Resta fermo il diritto al corrispettivo previsto dalla Delibera per tutta la potenza dell’impianto di produzione e la facoltà di cedere l’energia elettrica immessa dall’impianto al GSE.
 
Ultima modifica:
intanto vi anticipo che i tanti attesi decreti attuativi stanno per essere pubblicati e forse, dico forse, conterranno anche delle variazioni sugli accumuli delle CER ,
staremo a vedere cos'altro partoriranno queste menti.................
 
Se CER saranno, salteranno fuori i “facilitatori”, si può star tranquilli: chi fa business se lo vede lo fa.

Il RID comunque è la cosa più facile che ci sia, basta accontentarsi di quel che è giusto.

Ma sicuro che usciranno i "facilitatori" che si mangeranno la loro parte.
ma è folle fare una cosa complicata per incentivare i facilitatori e non chi investe sul fotovoltaico.
che il rid sia la cosa più semplice non ho dubbi
 
Matador…. ripeto…. SSP non era - anzi è - meglio da questo punto di vista.
 
A parte le considerazioni di cui sopra, ammesso che glie lo permettessero in futuro, il titolare dell'impianto ha l'autoconsumo diretto e su quello non prende nessun incentivo ma ha solo il risparmio immediato in bolletta. Se fa una CER deve cercare altre persone a cui cedere l'incentivo di 11 cent/kWh su quanto da loro autoconsumato indirettamente. Il tutto gratis e deve pure fare lui i conti, praticamente fa della beneficenza ad altri che non ci mettono nulla di loro se non dire "sì grazie" e i 4 Euro/anno di contributo al GSE.

Non seguo il discorso. Se fai 110% hai solo il RID. Se appartieni anche ad una CER avrai RID più una quota rimborso dell'energia condivisa. Quindi è un vantaggio per definizione. Faccio un esempio reale: un condominio di un mio amico sta facendo 12 impianti ftv da 2.8kWp con 10kWh di accumulo, ftv che potrebbe essere piccolo per alcuni e giusto/grande per altri. Creando un gruppo di autoconsumatori è come se avessero un unico mega impianto da 33,6kWp e 120kWh che potrà soddisfare meglio i bisogni di tutti oltre a prendere il rimborso della quota trasporto per l'energia condivisa. Inoltre l'incentivo dell'energia condivisa a mio avviso va spartita 50 e 50% tra i produttori e i consumatori, ma questo va deciso caso per caso nello statuto della cer. Comunque per quanto possa essere complicato, far parte di una comunità gratuitamente porterà solo maggiori remunerazioni
 
Parlo di 110%, caso reale. Impianti piccolini perché il tetto è quello che è diviso 12. Sono 7 moduli da 400W cadauno
 
Se ho capito il meccanismo non prenderanno il bonus di 11 cents ma solo RID e poco meno di un cent per kWh condiviso.
Magari ho capito male ma c’è il link dove si possono leggere le regole…
 
Non mi tornavano gli 8,37 cent/kWh infatti c'è un errore solo di un fattore 10. Da tenere presente comunque due cose:

- il fatto che la restituzione degli oneri di trasporto non costituisca un incentivo è un'interpretazione del GSE che non è vincolante per l'Agenzia delle Entrate. Senza una risposta ad un interpello vincolante che confermi che anche l'AdE condivide quest'interpretazione si rischia di vedersi negato il 110. Peraltro anche lo scambio sul posto restituisce solo componenti di trasporto e oneri di sistema ma l'AdE non accetta lo SSP su impianti incentivati al 110 perché considera qualsiasi cosa aggiuntiva al RID come incentivo e quindi vietato. Non si capisce perché in caso di adesione ad una CER dovrebbe avere una posizione diametralmente opposta.

- se anche l'AdE dovesse dire OK agli impianti col 110 nelle CER se già forse non vale la pena entrare in una CER per 10-11 cent/kWh direi che per 0,837 cent/kWh non vale nemmeno la pena di parlarne.
 
Non seguo il discorso. Se fai 110% hai solo il RID. Se appartieni anche ad una CER avrai RID più una quota rimborso dell'energia condivisa. Quindi è un vantaggio per definizione. Faccio un esempio reale: un condominio di un mio amico sta facendo 12 impianti ftv da 2.8kWp con 10kWh di accumulo, ftv che potrebbe essere piccolo per alcuni e giusto/grande per altri. Creando un gruppo di autoconsumatori è come se avessero un unico mega impianto da 33,6kWp e 120kWh che potrà soddisfare meglio i bisogni di tutti oltre a prendere il rimborso della quota trasporto per l'energia condivisa. Inoltre l'incentivo dell'energia condivisa a mio avviso va spartita 50 e 50% tra i produttori e i consumatori, ma questo va deciso caso per caso nello statuto della cer. Comunque per quanto possa essere complicato, far parte di una comunità gratuitamente porterà solo maggiori remunerazioni

Questo è un caso particolare di membri che sono tutti prosumer e quindi partecipando ad una CER hanno tutti la possibilità di averne un vantaggio, comunque da valutare se conveniente a fronte di maggiori costi. Nella maggior parte dei casi l'impianto è uno solo e il proprietario dovrebbe quindi cercare dei consumer puri con cui fare una CER per regalare a loro i 10-11 cent/kWh sul loro autoconsumato senza averne alcun vantaggio personale. E' chiaro che se già con 10-11 cent/kWh 99 persone su 100 diranno di no figuriamoci se avanzi pretese come di dividere 50/50 l'incentivo già misero allora non riuscirai nemmeno a convincere 1 su 1000 a farlo.
 
Scusa dove sta scritto che gli 11cent vanno tutti regalati al consumatore??? A mio avviso la corretta ripartizione è ALMENO il 50% al produttore, dato che lui ha sostenuto una spesa mentre il consumatore "gratis" (4 euro/anno) beneficia di un ritorno economico. Credo che la cosa più semplice sia appunto fare 50 e 50 degli introiti da corrispettivo unico (0,837 euro/kWh) e tariffa incentivo (11 cent/kWh) e lasciare il RID al singolo produttore. Comunque ogni cer può avere una sua gestione degli incentivi, quindi ognuno sceglierà quella a lui più congeniale (ammesso che ci sarà da scegliere)
 

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