1) Scusa kathy ma lo Stato non investe milioni in SSP, lo fanno le imprese che lo finanziano in bolletta. Se investisse lo Stato non avrei nulla da ridire, come ho già detto.
2) SSP c’è da 15 anni, ed è un contratto annuale. In principio posso anche essere d’accordo sul fatto che sia garantito per un certo numero di anni, ma qui si ha la pretesa che duri per sempre… un contratto annuale… dai su….
3) Non è un tema che SSP mette a posto, come già detto
4) Può essere, oppure basta solo accontentarsi di rientrare in 10 anni anziché 7.
Io invece non capisco perché ci si debba incaponire per mantenere una roba che non fa nessuno al mondo e non ha alcun criterio di sostenibilità economica (con tutto il rispetto per gli sforzi di Vercinge di dimostrare il contrario, che è come dimostrare che esiste il moto perpetuo)
Vedo che cominci a ragionare sul fatto che in qualche modo bisogna dare una maggior stabilità contrattuale (come era del resto per i CE) per i nuovi impianti FV e la remunerazione dell'immesso. In ogni caso i dati contabili sono chiari ed invito tutti a leggerli alle pagine 153 e 174 del rapporto annuale 2021 del GSE L'ssp ha devoluto 602 mln a fronte di incassi per la vendita di 466 mln c'è un deficit di 138 mln che va in qualche limato della metà per le considerazioni che ho già fatto e sulle quali eventualmente si possono fare considerazioni e critiche non sull'impianto generale dei conti . Per esempio io non ho considerato i costi del servizio SSP ma francamente non saprei come valutarli si potrebbe proporre un quota di costi generali in rapporto ai contributi erogati sul totale si tratterebbe di cifre comunque molto basse. Semmai si potrà obbiettare sull'eccezionalità del 2021 (e nel 2022 ?) dove la remunerazione media del MWh è passata da 37 (2020) a 117/€ MWh (2021)su questo eventualmente si potrebbe ragionare è un sistema che può avere un equilibrio se no per quale motivo?.Insomma non mi sembra di stare ad arrampicarmi sugli specchi. All fin fine non ho capito bene la posizione dei no SSP, una completa deregulation del settore Fv domestico? dopo il tutto gratis con super incassi RID di agosto 2022 per gli eletti del superbonus all'arrangiatevi del 2024, non saprei cosa dire forse qualcosa di mediano si potrebbe tirare fuori a mio parere. Un'altro discorso merita il FV industriale quello che il CE avrebbe dovuto lanciare e che evidentemente non ha fatto. Perchè in Portogallo si parla di costruzione di impianti industriali senza incentivi ed in Italia sembra impossibile anche solo parlarne, non siamo alla stessa latitudine ? Penso che il CE (parlo dei grossi impianti non dei privati per i quali va dato atto del loro impegno pioneristico ma che poco hanno inciso sulla produzione generale)forse ha imposto una gabbia burocratica e di di pigrizia imprenditoriale dalla quale si fa fatica ad uscire spero che questo shock energetico aiuti ad uscire da questa impasse.
Le mie proposte per rilanciare il FV domestico a privati sono queste e hanno con un costo molto basso per lo stato:
-Ritorno all'aliquota del 65 % per qualunque tipologia di intervento legato al Fv su tetto ( da considerarsi a tuttti gli effetti operazione per risparmio energetico a basso consumo di territorio) possibilità per chi lo volesse di portare la detrazione al 80 % ma su un arco di 15 aa ed al 100 % su un arco di 20 aa.
-deburocratizzazione completa;se ho il tetto libero il comune deve permettermi di fare l'operazione senza troppi vincoli paesaggistici. iIl comune deve redigere un piano dei tetti fotovoltaici per il quale ogni cittadino possessore di immobili ha un un impianto predeliberato a sua disposizione senza passaggi e spese accessorie di tecnici geometri etc etc, nessun bisogno di avere certificazione tecnica relativa al calcolo dell'efficientamento nè bisogno di perizie ingegnieristiche per questi piccoli impianti, basteranno:
-la fattura del tecnico istallatore abilitato (sotto i 6Kw di inverter)
-l'ok all'allaccio di e-distribuzione che avrà anche l'onere di comunicare i dati ad ENEA.
- Per chi optasse per durate ultra decennali clausola di salvaguardia del credito fiscale che può essere riportata agli anni successivi.
- possibilità per i meno abbienti e da rapportare a fasce isee di cedere il credito una sola volta e solo e ad istituti di credito, possibilità di fare sconto in fattura solo per chi ha i requisiti per la cessione del credito. La cessione potrà essere fatta solo dopo 1 anno dall'accensione del FV e su segnalazione automatica di corretto funzionamento da parte di e-distribuzione dell'impianto. Le operazione di finanziamento-cessione saranno standard e saranno fatte per chi lo volesse con un prefinanziamento garantito da Consap La richiesta del prefinanziamento-finanziamento Consap potrà essere portata avanti solo se coinvolte aziende operanti da almeno 3 aa nel settore e con determinati requisiti di fatturato.
-remunerazione FV a prezzi di mercato dello scambiato (senza aggravi per la collettività) non tassate,le eccedenze dovranno essere devoluto ad un fondo per la destagionalizzazione delle EA per le quali il GSE provvederà ad erogare un ritorno in termini energetici (per chi volesse monetario ma da tassare)a decorrere dal 10 anno di cessioni gratuite.
Per chi non volesse questi incentivi a queste condizioni rimane il 50% a dieci anni con RID tassati.
Per i condomini su cui c'è un grosso vantaggio per il sistema elettrico perchè hanno potenzialmente alti tassi di autoconsumo bisogna intervenire tramite norme standard per poter permettere anche a quote minoritarie di condomini di sfruttare il lastrico solare con eventule determinazione di canoni molto agevolati non negoziabili per uso FV dello stesso. Obbligo per i grossi condomini di prediporre un piano fotovoltaico che preveda pertanto anche adesioni minoritarie alllo stesso. Viste le difficoltà condominiali si può prevedere un ritocco del +5% delle aliquote di detrazione per i singoli condomini.
Tutte queste agevolazioni devono almeno avere una durata di 5 anni per permettere un stabilità al sistema e permettere un corretto sviluppo della domanda-offerta di impianti FV.