2024 Sara' la fine dello SSP ? Prospettive e strategie future per i proprietari di impianti Fotovoltaici


Vipsolar fotovoltaico

Grazie per le info.
Sono un gran bel prodotto ma poco adatto a ciò che ci servirebbe.
Ma sono fiduciosa: magari un domani arriveremo ad una tecnologia di accumuli che consenta di avere una lunga vita, pochi rischi e capacità adeguata a rendere più “programmabili” le risorse rinnovabili.
 
Il pacco dei condensatori sarà installato in parallelo con le batterie al litio (240 amp) , a loro volta collegate all' inverter ed al carica batterie solare.

I picchi delle ricariche e quelli delle scariche saranno "assorbiti" prima dai condensatori e poi dalle batterie.

Il mio amico ing. mi diceva che per picchi si devono intendere picchi di assorbimento dell' ordine dei 50 ms o 100ms ovvero ogni ciclo di lavoro dell' inverter che nel caso dei victron arriva a 9 kva.

3000 F su 24 condensatori messi in fila sono 125 Farad effettivi su un delta di 8-10 volt sono nulla.

Ma sono tantissimo se riferiti a 1 secondo o come nei ns calcoli a 10 secondi.

J= 0,5 x C x V^2 dove V1= 48 volt e V2=40 volt

In 10 secondi dovrebbero essere 4,4 kwh, quello che mi serve per avviare il compressori delle pdc.

Non è farina del mio sacco, ma quanto mi è stato spiegato, grossolanamente del mio amico.
Questo in teoria, poi vediamo come funziona. come già scritto mettero' uno shunt sull' ingresso del condensatore specifico e diverso da quello delle batterie per misurarne il "lavoro".


victron multiplus.JPG


Per il resto il mio inverter ha ben pochi condensatori al suo interno !!
 
Grazie per le info.
Sono un gran bel prodotto ma poco adatto a ciò che ci servirebbe.
Ma sono fiduciosa: magari un domani arriveremo ad una tecnologia di accumuli che consenta di avere una lunga vita, pochi rischi e capacità adeguata a rendere più “programmabili” le risorse rinnovabili.

ma perchè domani? c'è già oggi. le lifepo 4 sono sicure. non vanno a fuoco, hanno elevate correnti di spunto, garantiscono elevata affidabilità e lunga vita. anche solo 4000 cicli sono più di 10 anni di vita (ma si arriva anche oltre con i dovuti accorgimenti)....e i super-cap sono inutili.

non capisco sinceramente cosa si va cercando. magari il prezzo...ma allora è un altro discorso .

il vero problema è piuttosto la gente che sbaglia completamente i dimensionamenti e i campi di utilizzo...
 
Il mio amico ing. mi diceva che per picchi si devono intendere picchi di assorbimento dell' ordine dei 50 ms o 100ms ovvero ogni ciclo di lavoro dell' inverter che nel caso dei victron arriva a 9 kva.
se questo è lo scopo vanno benissimo, anzi se adeguatamente dimensionati puoi usarli anche per 100 volte il tempo che descrivi senza il minimo problema neè teorico nè pratico
l'ho già scritto ma ci tengo a ripeterlo: attenti a non scherzare con le batterie
sia sul piano tecnico, sono pericolose davvero
sia sul piano normativo, per ora i pompieri sono costretti dalla politica a stare zitti ma tra un po' non sarà più così, già gli Svizzeri si stanno ponendo seri dubbi ma ultimamente c'è chi sostiene, peraltro giustamente, che alle auto elettriche dovredde essere vietato anche il tunnel del monte bianco, prevedo che tra qualche mese non si potrà più tenere la batterie al litio di potenza significativa in casa, peraltro condivido
nel settore industriale ho già detto ai miei clienti che è una minch***ta assurda tenere i trasformatori vecchi in olio tra le pareti in calcestruzzo mentre si mette gli UPS in cantina .... comunque la casa è vostra ........

aggiungo un aspetto per i "fai da te incalliti",
acquistate gli specifici moduli, non azzardatevi ad acquistare i soli supercap e collegarli da soli perchè all'inserzione si comportano come un cto/cto, fino a quando sono carichi il che avviene in qualche secondo devono essere messi in linea con parzializzazione elettronica delle correnti, gli IGBT sono la soluzione ideale
 
Il prezzo e la durata saranno fattori decisivi per la diffusione delle batterie.

Per la PWW mi hanno chiesto 13,500€.
Su un orizzonte di 10 anni è uno sproposito, su uno di 20 o 25 ci ragionerei.
 
Le batterie nel mio impianto finiranno al 100% all' esterno, dentro un box in cemento o armadio metallico, con isolante interno in ceramica e sistema di termoregolazione.

Ho messo all' esterno della casa la caldaia a biomassa 15 anni fa (prima avevo in casa 3 caldaie a gpl, e le notizie su esplosioni per perdite di gpl o metano non sono proprio rare!! ma si continua a mettere la caldaia nell' armadio in cucina!) ed ora finiranno anche le batterie, in fondo al giardino a 5 mt dalla mini centrale elettrica e 40 mt da casa.

Per tutto il resto bisogna essere pragmatici: i condensatori non sono un sistema idoneo ed economico per l' accumulo di energia, meglio le batterie, per ora al litio, ma vengono utilizzati su qualsiasi inverter industriale per ovvi motivi.

Soldi ed idee sono miei, ma mi da una grossa mano uno del mestiere... non preoccupatevi!
 
In realtà i supercap sarebbero veramente una buona alternativa, attualmente non competitiva economicamente. Dalle simulazioni sul mio impianto mi sarebbe sufficente un accumulo di 3kWh per portare l'autosufficenza dal 44 al 73%, con 5kWh passerei all'80%, con 10kWh all'84%... Insomma penso che abbiate capito. Non serve un accumulo immenso, bensì che possa fare molti cicli perchè quello da 3kWh verrebbe sfruttato praticamente al 100% quasi tutti i giorni dell'anno e se fosse al litio lo uccideresti in poco tempo.
Ma come ci siamo arrivati dalla discussione sull'SSP? :spettacolo:
 
... appunto, cerchiamo di sostituire lo SSP nazionale, con uno piccolo, casalingo!

Non credo che l' autoconsumo possa arrivare sopra il 50%, anche con sistemi di accumulo.

I dati ottenuti sui kwh scambiati in un anno, sono diversi di quelli ottenuti sommando gli scambi di 24 ore.

2 gg di pioggia e saltano tutti i calcoli.

Come già scritto inseriro' un contatore di energia (uno secondo shunt) per differenziare le quantita di kwh che "circolano" sulle batterie al litio e sul condensatore.

I numeri diranno se ha avuto senso l' operazione.... ma lo sapro' solo dopo.
 
La mia simulazione era proprio su base giornaliera considerando le immissioni come possibilità di ricarica e i prelievi come possibilità di scarica, impostando come limite la capacità accumulo. Si può vedere come con 3kWh lo riempio e lo scarico tutto per molti giorni dell'anno, mentre con 7kWh il miglioramento è molto inferiore. E guardate soprattutto il numero di cicli stimati...

simulazione accumulo.png - Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: simulazione accumulo.png  Visite: 0  Dimensione: 184.4 KB  ID: 2226834

PS: non ho considerato le perdite di ricarica...
 
Infatti sarebbe utile capire da chi ha dati consolidati quanta autonomia da rete ha effettivamente guadagnato.

Chissà se anche nelle batterie “domestiche” è indicata (tipo nell’i-phone) la % di capacità massima per capire che degrado annuo hanno…
 
La mia simulazione era proprio su base giornaliera considerando le immissioni come possibilità di ricarica e i prelievi come possibilità di scarica, impostando come limite la capacità accumulo. Si può vedere come con 3kWh lo riempio e lo scarico tutto per molti giorni dell'anno, mentre con 7kWh il miglioramento è molto inferiore. E guardate soprattutto il numero di cicli stimati...

Come hai considerato i cicli?

Perchè una cosa è il "teorico" cioè la batteria scarica al mattino viene prima caricata (come col surplus del prodotto? Con tutta l' energia solare disponibile?) poi mantenuta (sole alto e consumi gestiti dal surplus ) ed infine la sera utilizzata in parte o completamente per il fabbisogno notturno.

La realtà è spesso diversa. La batteria potrebbe essere caricata a step e scaricata a step nell' arco della giornata.

Si potrebbe puntare a ridurre i cicli della batteria per allungarne la vita, oppure massimizzare l' utilizzo della batteria per avere piu' autoconsumo.

Victron tramite il cerbo utilizza delle strategie per mantenere piu' o meno cariche le batterie.... ma è un argomento che affronterò al momento della sua programmazione.

Credo che ci sia ancora molto da imparare, anzi quasi tutto, sull' argomento!
 
Come detto ho lavorato giornalmente sui kWh immessi e prelevati e ovviamente sul residuo batteria del giorno precedente per valutare quanta capienza ho disponibile. Diciamo che cambia poco se si è caricata un po' la mattina ed un po' il pomeriggio. L'importante è che se ho immesso 3kWh l'avrei sicuramente ricaricata tutta. Viceversa la scarica che avviene la sera o la notte successiva ma la vanno a svuotare, anche se con la mia approssimazione uso la notte precedente, ma non la simulazione mi sembra piuttosto attendibile. Comunque basta considerare i kWh erogati dalla batteria diviso la sua dimensione ed hai i cicli interi che ha fatto
Ps: ridurre i cicli per allungare la vita della batteria è una cavolata, semplicemente avrai sfruttato alla fine gli stessi kWh erogati da lei, ma in un tempo più lungo! A che pro?
 
Faccio un ragionamento ad alta voce anche se in un settore diverso.
Gli i-phone hanno un buon software di gestione per preservare la durata (numero di cicli) e la capacità residua della batteria.
Nonostante tutti gli accorgimenti, dopo oltre 5 anni di uso (intenso) mi trovo con il 75% di capacità residua.
Diciamo che perdo un 4-5% l’anno di capacità.

Seguendo la stessa logica, se voglio che la mia batteria continui ad essermi sufficiente per un lungo periodo, oggi dovrei sovradimensionarla.

Tesla garantisce il 70% di capacità residua dopo 10 anni, con questa logica, il progressivo calo dei consumi dovuto alla sostituzione degli elettrodomestici più datati e i ragazzi che crescendo staranno meno a casa, potrebbe coprire buona parte del mio fabbisogno per 15 anni.

Il problema rimangono i costi.

L’alternativa sarebbe prendere una batteria piccola da far ciclare anche più volte al giorno con la consapevolezza che durerà meno e la speranza che quando si sarà degradata ci siano accumuli più efficienti e a costo più basso.

Il mio inverter però non è ibrido e intendo sfruttare fino in fondo il mio ABB che va una meraviglia.
 
in questa fase una soluzione potrebbe essere il noleggio a lungo termine, come per le automobili. Dopo 5 anni scegli se comprare a prezzo abbattuto o se riconsegnare alla casa, che certamente avrà interesse a riciclare correttamente. Prima o poi qualcuno ci penserà.
 
Comunque basta considerare i kWh erogati dalla batteria diviso la sua dimensione ed hai i cicli interi che ha fatto
Ps: ridurre i cicli per allungare la vita della batteria è una cavolata, semplicemente avrai sfruttato alla fine gli stessi kWh erogati da lei, ma in un tempo più lungo! A che pro?

più che ridurre i cicli in numero (che se non doversamente specificato si considerano da batteria completamente scarica a completamente carica) è opportuno ridurre la percentuale di scarica. e verificare che le correnti di ricarica non siano eccessive.
è così che si masimizza la durata utile della batteria.

quelle dei telefoni spesso durano poco proprio per la troppa fretta che abbiamo a caricarle...
 
In termini di necessità: i supercap non hanno problema di cicli, possono essere scaricati fino allo 0% e rimanerci senza problemi, possono sopportare alte correnti di carica scarica. L'unica nota negativa è il costo e li spazio occupato :)
 

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