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Octopus dà in pegno tutte le attività italiane
Il gruppo inglese offre gli asset italiani in garanzia al fornitore tedesco Uniper
di
Cheo Condina
6 marzo 2026
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Il business italiano del colosso inglese dell’energy tech
Octopus è in pegno alla tedesca
Uniper e quindi, seppur indirettamente, allo Stato tedesco, visto che la società di Dusseldorf è stata salvata e nazionalizzata da Berlino nel 2022, nel pieno della crisi del gas russo-ucraina.
Quello che potrebbe apparire un dettaglio di poco conto in realtà non lo è, visti i tempi burrascosi che corrono nel settore dell’energia, con i
prezzi di elettricità e gas
tornati sull’ottovolante, ma anche alla luce delle ambizioni di espansione della stessa Octopus in Europa e in Italia.
Nel nostro Paese, a poco più di tre anni dal lancio, il marchio inglese – sempre più conosciuto grazie al polpo rosa e alle offerte competitive, troppo secondo alcuni addetti ai lavori - ha raggiunto
800mila clienti, accumulando tuttavia
perdite per oltre 50 milioni (ripianate dalla casa madre).
L’incrocio internazionale di quote e pegni ha origine nel maggio 2025, quando Uniper e Octopus hanno annunciato un accordo per la fornitura di energia elettrica e gas, nell’ambito dell’espansione del gruppo britannico sui mercati di Ge
L’intesa aveva per oggetto un’ampia gamma di prodotti, e di fatto consentiva a Octopus di approvvigionarsi da Uniper per soddisfare la domanda dei propri clienti; il tutto prevedeva anche possibili accordi di supporto creditizio nei tre Paesi.
Il valore dell’accordo è rimasto coperto dal riserbo come pure il documento firmato dalle parti più di recente, ovvero un atto di pegno, sostanzialmente a garanzia di Uniper per le obbligazioni contratte da Octopus.
In particolare Octopus Energy EU TradeCo Limited, che è una società di diritto inglese, ha costituito in pegno a favore della tedesca Uniper Global Commodities il 100% di Octopus Energy Italia, che controlla tutto il business nel nostro Paese.
Interpellata, Octopus evidenzia che «crescere
in un mercato dominato da grandi operatori storici richiede molto capitale: in questo contesto il pegno rappresenta uno strumento utile».
A livello globale, va ricordato, il gruppo Octopus, che è fortemente focalizzato sulle rinnovabili, nell’ultimo round d’investimento è stato valutato 9 miliardi di dollari.
Si tratta tuttavia di un dato che risale al 2024 e che è sicuramente lievitato. Basti pensare che la sua piattaforma tecnologica proprietaria Kraken, imperniata sull’AI, a gennaio è stata scissa e ha visto l’ingresso di nuovi soci a fronte di una valorizzazione di 8,65 miliardi di dollari.