Cappotto (rivestimento) - INTERNO - : QUI TUTTE LE DOMANDE E DUBBI


purtroppo nella mia zona(brindisi) non sono riuscito a trovare un fornitore al dettaglio di pannelli preaccoppiati, ho provato su internet e il risultato è stato lo stesso quindi ho pensato di montare quelli singoli.
ciao e grazie
 
per quanto riguarda la fornitura di pannelli preaccoppiati ho sempre il problema dell'acquisto visto che sono un privato, al contrario separati riesco a trovarli facilmente.
mi sapete dire se è fattibile l'incollaggio polistirene - cartongesso in opera ed eventualmente il tipo di collante da usare?
ciao e grazie a tutti.
 
Io,in provincia di Treviso,li trovo anche da castorama!!!
Vero, ma carissimi!
Si spende molto meno dai grossisti.
Non metto il link per non fare pubblicità, ma a Treviso (e provincia) c'è la "cidienne", che vende anche a privati, a patto di sapere esattamente cosa si vuole comprare (è un magazzino, non c'è il servizio di "assistenza/consulenza")

Pace!
Gym
 
e comunque ,in qualsiasi magazzino edile...basta trattare e ordinare!!!Anche un privato!!!
 
Un saluto a tutti, dopo aver letto le 4 pagine dell'argomento in oggetto, nella speranza che nulla mi sia sfuggito, pongo il mio quesito.

Nella stanza di mia figlia, in occasione di un lavoro di ripristino dei ferri delle travi perimetrali, ho realizzato un cappotto interno con pannelli di polistirene da 3 cm.
La stanza è piccola (circa 7 mq) ed il lavoro, su indicazioni del geometra del negozio di materiale edile, l'ho eseguito posando uno strato di collante per pannelli (buona marca) steso direttamente sul vecchio tetto per uno spessore di circa 8 mm, pannello da 3 cm, stesso collante di prima con rete plastica (scusate i termini poco tecnici) per lo spessore necessario a nascondere la rete stessa.
La finitura, fatta da un professionista, è stata eseguita con materiale a base di gesso, e verniciatura con idropittura di buona qualità.

Problema: a distanza di circa un anno c'è il presunto distacco di alcune zone del cappotto interno, riscontrato "ad orecchio" con il bastone.

Mi chiedevo se a questo punto poteva rappresentare utile per evitare il possibile crollo dell'intero soffitto una tassellatura dei pannelli.
Se si, con che concentrazione, e se esistono tasselli particolari utili all'applicazione.

Sono discretamente soddisfatto del "risultato termico", ed avrei voluto continuare con altri ambienti, ma questo inconveniente mi ha bloccato.
 
Buongiorno, sono un nuovo utente del forum, saluti a tutti.

Avrei bisogno di un consiglio.

Mi trovo nella situazione di dover coibentare una casa in condominio, villetta a schiera terra-tetto, da escludere il cappotto esterno. Ripiegando per un rivestimento interno, devo fare i conti con la condensa interstiziale.

La struttura, nata nel 2002, è in cls e dovrebbe avere le tamponature in poroton.
La stratigrafia della parete, con la coibentazione, dovrebbe essere:

(dall'interno all'esterno):
1)pannello di cartongesso 12,5mm cond. term. 0,25W/m°K coeff. resist. vap. 34
2)lana di roccia 100mm cond. term. 0,035W/m°K coeff. resist. vap. 1
3)intonaco esistente 15mm cond. term. 0,7W/m°K coeff. resist. vap. 36
4)parete poroton 250mm cond. term. 0,2W/m°K coeff. resist. vap. 19
5)intonaco esistente 15mm cond. term. 0,7W/m°K coeff. resist. vap. 36

In inverno, la situazione peggiore si ha in gennaio:
- interno 18°C U.R. 70%
- esterno 5,8°C U.R. 85% (media giornaliera, dati climatici)
- formazione di condensa intersiziale di ben 2,4litri/mq/mese nell'interfaccia lana di roccia e vecchio intonaco (strati 2-3). INSOSTENIBILE.

Con l'inserimento di una barriera vapore, foglio di polietilene di 0,3mm, fra il cartongesso e la lana di roccia (strati 1-2), si evita questo problema.
La situazione più sfavorevole che si ha è la seguente:
- interno 18°C U.R. 70%
- esterno 5,8°C U.R. 85% (media giornaliera, dati climatici)
- temperatura superficiale parete interna 17,5°C U.R.=70%

Secondo il vostro parere, è accettabile questa seconda soluzione?

In estate, considerando di climatizzare l'ambiente, la presenza della barriera di vapore potrebbe creare condensa sulla faccia esterna?

Ringrazio tutti anticipatamente per le risposte.

Ciao, redef.
 
4)parete poroton 250mm cond. term. 0,2W/m°K coeff. resist. vap. 19
La cond. termica è sbagliata, una muratura in poroton non arriva a 0,30
5)intonaco esistente 15mm cond. term. 0,7W/m°K coeff. resist. vap. 36
Sicuro del tipo di intonaco? Quando si fa l'analisi delle condense non ci si può affidare a valori standard, ma bisogna esser sicuri che si tratti dello stesso intonaco.

Con l'inserimento di una barriera vapore, foglio di polietilene di 0,3mm, fra il cartongesso e la lana di roccia (strati 1-2), si evita questo problema.
La barriera al vapore è una buona soluzione, ma se ti bastano 0,3 mm allora potresti risolvere il problema usando pannelli in eps anziché la lana di roccia.
In questo modo probabilmente non avresti problemi di condensa e ti basterebbero "solo" 8 cm per ottenere le stesse prestazioni.


Secondo il vostro parere, è accettabile questa seconda soluzione?
Sì, ma il problema è più complesso, con una soluzione simile otterresti una U circa 0,32 (ho fatto un calcolo a mente), con una muratura così prestante quindi diventano importanti gli studi dei ponti temici (paradossalmente molto di più di una casa non isolata).
Per me è fortemente consigliabile sentire un tecnico per un lavoro così complesso.

In estate, considerando di climatizzare l'ambiente, la presenza della barriera di vapore potrebbe creare condensa sulla faccia esterna?
Dipende dalle temperature in gioco, comunque, lo reputo improbabile e anche se si dovesse formare sarebbe di ordine così limitato che evaporerebbe spontaneamente.

Per curiosità, in che fascia climatica sei?
 
Ciao Mr Clark,
grazie della risposta.

La mia futura casa è in zona climatica E.

Ho controllato, il poroton ha mediamente 0,3 W/m°K di conducibilità.

Pannello di EPS va bene per la tamponatura in poroton ma sul ponte termico creato da "telaio" in cls si forma condensa perchè il valore tipico di resistenza al vapore, da 30 a 70, non è in grado di frenare il flusso di condensa.

I ponti termici diventano certamente il problema ed una barriera al vapore diventa quasi sempre indispensabile.

L'idea che mi è venuta è quella di bloccare completamente il vapore.

Analiziamo questa situazione con i diagrammi di Glaser, tipico ponte termico, trave in cls:

1)pannello di cartongesso 12,5mm cond. term. 0,25W/m°K coeff. resist. vap. 34
2)barriera vapore 3mm coeff. resist. vap. > 200000
3)lana di roccia 100mm cond. term. 0,035W/m°K coeff. resist. vap. 1
4)intonaco esistente 15mm cond. term. 0,7W/m°K coeff. resist. vap. 36
5)cls 250mm cond. term. 1,2W/m°K coeff. resist. vap. 100
6)intonaco esistente 15mm cond. term. 0,7W/m°K coeff. resist. vap. 36

Conducibilità termica parete 0,302 W/mq°K.

La situazione più sfavorevole che si ha è la seguente:
- interno 18°C U.R. 70%
- esterno 5,8°C U.R. 85% (media giornaliera, dati climatici)
- temperatura superficiale parete interna 17,3°C U.R.=73%
- Pressione di vapore alla barriera verso l'interno 1444Pa saturazione a 1973Pa U.R. 73%
- Pressione di vapore alla barriera verso l'esterno 747Pa saturazione a 1973Pa U.R. 38%
-Pressione di vapore parete esterna 741Pa saturazione a 881Pa U.R. 84%

In questa situazione non si forma condensa... il dubbio è l'estate!

In questa situazione le caratteristiche (incerte) dell'intonaci non pesano.

Grazie ancora a tutti per commenti ed opinioni.

Redef
 
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Cappotto (rivestimento) INTERNO: QUI TUTTE LE DOMANDE E DUBBI

ho notato che su questo forum c'è una concordia assoluta nel ritenere il cappotto esterno superiore a quello interno, essenzialmente per due motivi:
1 il cappotto interno può fare condensa, quello esterno no;
2 il cappotto interno impedisce di sfruttare l'inerzia termica.

ebbene, entrambi gli inconvenienti possono essere rimossi, con alcune piccole accortezze, che vengono a costare assai circa quanto si spenderebbe realizzando il cappotto esterno.

1 inconveniente condensa
è sufficiente realizzare il cappotto in materiale in grado di assorbire l'umidità latente nell'aria (uno tra tutti il "mitico" celenit), e installare una pompa di calore aria-aria nella stanza dove l'umidità si produce (la cucina), che sia in grado anche di deumidificare.

2 inconveniente volano termico
questo inconveniente viene meno laddove la struttura sia fornita di impianto di riscaldamento che per sua natura debba stare continuamente in funzione, per cui l'assenza della "riserva di calore" costituita dai muri non affliggerebbe i consumi. l'impianto di cui parlo è ovviamente l'impianto a pavimento.

ora due cifre (un pò a occhio), relative ad una abitazione di 100 mq

costo soluzione esterna
costo cappotto esterno: € 55 x 140 mq di sup. esterna= € 7.700
a tale prezzo si aggiunga il costo dei ponteggi (facciamo € 1.300), per un totale di € 9.000.

costo soluzione interna
costo cappotto interno: € 12 x 130 mq sup. interna= € 1560
costo pompa+istallazione= € 1.000
costo rimozione massetto, realizzazione impianto a pavimento, rifacimento massetto € 80 x 100 mq= € 8.000
il costo complessivo è 10.560

quindi, con soli € 1560 in più, ci si ritrova con un impianto nuovo e più redditizio e una pompa aria-aria che può essere usata pure per rinfrescare l'ambiente o riscaldarlo rapidamente.

aspetto opinioni più autorevoli della mia, dato che sono un perfetto ignorante in materia.
 
cutturru...non è proprio cosi'..altrimenti lo farebbero tutti ;O)
1) l'inerzia termica te la danno anche soffitti e pavimenti, o strutture interne in CA ..non è un motivo limitante
2) Il cappotto FA condensa interna..non ci piove
Il Silicato di calcio, fibra di legno, ecc... riescono ad assorbirne una certa quantità per rilasciarla poi ... ma entro certi limiti. E' infatti piu' indicato per uffici ecc..
I regolatori di umidità non funzionano bene su strutture igrometriche tipo i mattoni, percio' devono essere accoppiati con barrire e ti assicuro mettere una barriera al vapore integra non è uno scherzo..richiede molta perizia

Col cappotto interno non riesci ad eliminare molti ponti termici lineari e qualche volta nemmeno i geometrici, avendo quindi linee fredde in grado di fare muffe e condensa....
Un cappotto inerno assolutamente si puo' fare ma solo con una attenta valutazione termo igrometrica sulla stratrigrafia e un'indagine dinamica dei flussi termici

Il problema di questi interventi è che gli effetti si manifestano negli anni...e non subito..
 
Nel nord Italia un cappotto deve avere minimo ( a normativa) 8/10 cm di spessore con i materiali più isolanti.
Se lo fai interno, oltre ad avere inevitabili ponti termici, perderesti 10+10 cm minimo ( senza contare l'eventuale tavelletta di altri 6+6 cm) .. dovresti quindi calcolare il costo della perdita di superficie utile, l'inutilizzo dei locali interni per parecchio tempo, gli inevitabili imprevisti nella demolizione dei pavimenti ecc.
Il costo di 80 euro al mq mi sembra molto ottimistico ( se consideri anche le piastrelle o parquet...)
Il cappotto eserno da 10 EPS con grafite lo trovi a 44/50 Euro al mq., compresa la finitura ( hai quindi anche la facciata nuova).
 
Quoto tutto quello che è stato detto prima di me (tranne per il doppio isolamento ;) )
Aggiungo una cosa:
installare una pompa di calore aria-aria nella stanza dove l'umidità si produce (la cucina), che sia in grado anche di deumidificare

Se per pdc intendi un impianto multi split ti voglio far presente che la capacità deumidificante di in tale impianto è molto bassa, la cosa è dovuta principalmente alla temperatura della batteria di scambio che non essendo troppo bassa non consente di far condensare molta acqua.
 
bisogna ricordarsi ke in qulke caso è necessario eseguire il cappotto interno...per esempio nelle ristrutturazioni dove si vuole lasciare a vista il materiale....
io ho fatto una tesi su una ristrutturazione e la docente, molto competente in materia, c ha consigliato di inserire il cappotto interno, che non ha nulla da togliere a quello classico esterno....(e viceversa ovviamente)

sulla rivista casa e clima (una delle migliori sulla materia) è stato redatto un articolo dove, per esigenze storico achitettoniche, è stato eseguito un cappotto sia interno che esterno, con una sovrapposizione di circa 2 metri nei punti d'incontro....
appena riesco vi rimando al numero della rivista...ke si può sfogliare anche on line...
 

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