Se risparmia 3 kWh al giorno (spero ce lo confermi tra qualche settimana, visto che non puo' misurarlo con precisione adesso) e' un buon passo avanti (spero che anche altri lo seguano spegnendo o riducendo di molto la mandata di notte, quando e' inutile nelle case isolate), ma comunque ha consumi maggiori non solo rispetto ai miei in proporzione, ma rispetto a quello che la sua casa dovrebbe richiedere. I circa 7 kWh che mi pare avevamo calcolato valgono per una casa disabitata, senza apporti solari e nessun consumo elettrico interno, nemmeno quello del circolatore del riscaldamento, mentre qui stiamo parlando di una casa con 4-5 persone che immagino anche cucinano e si lavano con acqua calda, ampie vetrate a sud e consumi elettrici (esclusa pdc) comunque consistenti.
Poi, consideriamo una cosa: le norme tecniche (e anche la legge) prevedono temperature interne di 20 gradi nelle abitazioni, quindi se c'e' qualcuno che si discosta da questa temperatura, non sono io (i miei valori sono ricavati da un termometro a 1m e 20 da terra in salotto nell'unica zona non direttamente influenzata dal radiante, sotto la scala; alla scrivania dove lavoro di solito sono almeno +0.5 gradi). Le dispersioni in una casa sono lineari rispetto alla differenza di temperatura con l'esterno, quindi per il mese di febbraio che abbiamo preso un po' a riferimento con T esterna di 8 gradi abbiamo (21.5-8)/(19.5-8) che significa 17% di consumo in piu' (nel post prima avevo scritto circa il 15%, scusa se non ti ho fatto il calcolo al centesimo a mente!).
Riguardo al discorso che fai sul comfort del radiante a soffitto/parete, mi pare evidente che tu non ne abbia esperienza pratica e anche la teoria abbia problemi, dimostrato anche dal fatto che il tuo argomento e' logicamente contraddittorio: se uno deve tenere la temperatura di 2 gradi superiori con il riscaldamento a pavimento per avere comfort, rispetto ad un sistema radiante a soffitto/parete, non puoi dire che quest'ultimo e' meno confortevole!
Passiamo adesso dall'esempio pratico alla teoria. E' vero che la temperatura in alto con un riscaldamento a soffitto sia' leggermente piu' alta che in basso? Certo! Quanto e' rilevante questo fatto? Poco o niente. Il motivo e' che la differenza di temperatura nella pratica e' bassa. La norma prevede come riferimento la temperatura a 10 cm e a 110 cm da terra e che la differenza sia inferiore a 3 gradi (sperimentalmente hanno trovato che 3 gradi di differenza danno disagio al 5% della popolazione). Ho aspettato una mezz'oretta per assicurarmi che la temperatura rilevata si stabilizzasse e ho rilevato 0.9 gradi di differenza tra 20 cm e 120 cm da terra (i punti in verticale dove mi era comodo appoggiare il termometro), ampiamente entro i limiti. Notare che il mio e' uno dei casi peggiori, visto che ho il pavimento controterra non isolato! Dal grafico della ricerca si trova che meno dell'un per cento della popolazione si troverebbe a disagio in questa situazione, immagino corrisponda alla percentuale di rompi***** patologici;-).
Come aneddoto: quando un idraulico veniva a casa per il sopralluogo per il preventivo e mi diceva "Eh, ma il calore va in alto...", perdeva automaticamente un punto di valutazione, perche' se e' scusabile che lo dica un uomo della strada che non ha studiato, non e' accettabile da un professionista.
Ma c'e' un altro motivo per cui un impianto a soffitto/parete e' maggiormente confortevole: la temperatura media radiante e il fattore di vista. Normalmente si misura solo la temperatura ambiente, perche' e' facile, ma la temperatura di comfort e' definita dalla temperatura operativa che semplificando e' data dalla media tra temperatura ambiente e temperatura media radiante. In pratica, maggiore e' la superficie radiante effettiva (a T superiore rispetto alla T ambiente), minore puo' essere la temperatura ambiente a parita' di comfort. E' importante notare che per l'effetto radiante, non ha nessuna importanza alto o basso, la radiazione viaggia in modo lineare (per quanto riguarda questi scopi).
Ora consideriamo una stanza in pianta: a meno che non sia vuota, e' facile capire che la superficie del soffitto e' molto piu' ampia di quella del pavimento, perche' non e' ostacolata dai mobili. Nel mio caso specifico, per esempio in salotto dove viene trascorsa la maggior parte del tempo, ci sono 29 mq, di cui 3+ mq non potrebbero avere il radiante a pavimento (scale) e in altri 6 ci sono il divano, le librerie, le piante, mobile TV etc; in tutto circa 20 mq di superficie radiante. A soffitto invece ci sono 24 mq di superficie radiante (29 - vano scale) a cui si aggiungono 6 mq a parete, in totale il 50% di superficie radiante in piu' (sarebbe comunque il 20% senza la parte a parete)! Chi non e' abituato a correlare i numeri con gli effetti fisici dira' che sembra poco, ma se lo provate di persona... Faccio un esempio pratico: abbiamo un grande divano a L e quando ci stai spaparanzato sopra, se l'impianto fosse a pavimento, avreste 4-5 mq radianti con un grande angolo di incidenza (basso fattore di vista, quindi minor effetto radiante), mentre con il radiante a soffitto avete 24 mq di calore avvolgente, alto fattore di vista, con una sesazione impareggiabile.
Prima di provarlo di persona ero abbastanza neutro nel confronto tra radiante a pavimento e a soffitto: il primo ha certamente il vantaggio di costare meno quando si costruisce e non c'e' nessun bisogno che Gigetto l'idraulico che ha fatto la prima elementare debba coordinarsi con Maurino il cartongessista che ha fatto la seconda. Ma se uno ha la disponibilita' economica e bravi artigiani, per quanto riguarda il comfort, senza dubbio sceglierei il radiante a soffitto, eventualmente con qualche piccola integrazione a parete, come ho fatto a casa mia in bagno e in punti strategici del salotto. Per non parlare della parte relativa al raffrescamento che nessuno mette in dubbio sia migliore con il radiante a soffitto: di questo vedro' con l'esperienza pratica la prossima estate. Il problema economico e tra Gigetto e Maurino, puo' anche essere risolto con il fai da te, per chi vuole anche una soddisfazione aggiuntiva rispetto al comfort in casa;-)