Risposta di Massimo di Templari:
"il consumo elettrico è dovuto alla resistenza del
compressore, la quale ha la funzione di tenere sempre più caldo il
compressore rispetto gli altri componenti del circuito frigo di una pompa di
calore.
Altrimenti una volta arrestata la pdc, il gas che presente presente nel
circuito frigo condensa nel punto più freddo (fenomeno che vediamo con
l'umidità della casa e la comparsa di muffe nel punto più freddo), se il
punto più freddo è il compressore ( visto che è esterno rispetto allo
scambiatore gas / acqua che è interno e più al caldo) avremo del gas che
condensa nel compressore.
Alla riaccensione il compressore macina liquido e olio, fino a quando in
aspirazione (ingresso) del compressore arriverà il gas che verrà compresso
che farà evaporare tutto il liquido presente.
Ci sono più filosofie di pensiero:
La soluzione economica : nessuna resistenza elettrica, quindi nessun costo
aggiunto per il costruttore ne di componente ne di logica di funzionamento,
durata del compressore, tra i 5 e i 10 anni.
La soluzione con resistenza dalla parte della sicurezza ( avere il
compressore di 20°C superiore rispetto alla altre temperature, aria ,
condensatore ecc.. e questo comporta il consumo che vedi)
La soluzione con temperature inferiori di 20°C che la puoi impostare tu
entrando nella maschera Hfc49 - 20° --15° che significa portare da 20 a 15,
oppure anche a 10 o 5, queste sono impostazioni che puoi farti a tuo rischio
e pericolo perché non ci sono studi precisi in materia delle temperature
minime da impostare.
Con 20° stai sereno.
Allora, tutto il tempo che la macchina è in funzione non vedo spreco, quelli
del forum dovrebbero calcolarlo. Dovrebbero anche chiedersi come si comporta
lo loro macchina in stand by, è una di quelle che non prevede niente? Fin
che va, va? Oppure ha la resistenza elettrica? Che funziona quando?"