Le Auto elettriche , sono davvero convenienti per l'ambiente?


Valam non ho scritto che l'auto elettrica è responsabile della crescita dei consumi ,a che essendoci stato un aumento dei consumi da energia fossile ed essendo aumentate le vetture elettriche è facile immaginare che le loro ricariche abbiano inciso più sul consumo di fossili che di rinnovabili, ovvero è meno vantaggioso per l'ambiente di chi invece fosse "costretto" a caricare da un proprio FV.

Sui consumi non sono per nulla d'accordo con i vostri dati, che non voglio negare, anch'io sono arrivato a fare 63km con 8KW guidando da tassista, ma i consumi ordinari di mia moglie su brevi percorsi 3/5km sono a 30KWh/100km con riscaldamento e AC sempre in funzione e su 2500KM in solo elettrico e comprendendo le perdite di ricarica, senza fa 20kWh/100km; mentre a benzina la media è stata di 21,7km/l su percorso 85% autostradale a 130kmh, in autostrada a 120kmh con 8kW domenica mattina 10° temp. ho fatto 37 km, unico viaggio ( poi passato a benzina)
però fatti 200km senza alcuna ansia da ricarica.

Ha 60 Plug-in di ultimissima generazione e il loro consumo medio è di 33kWh/100km, l'azienda madre le ha fornite di un software specifico da cui raccolgono dati di prestazione /consumi, si ricaricano a 22KW.

Insomma le vostre auto sono tutte da record, non posso che complimentarvi con il vostro stile di guida.
Dolam, per l'impatto ambientale bisogna guardare il mix energetico nazionale per capire l'incidenza. Se uno guarda l'impatto puntuale si vedrà che alcune auto usano esempio 100% rinnovabile ed altre l'opposto.. Stesso discorso vale per qualsiasi utenza del territorio nazionale.

Come ti avevo già detto non puoi prendere in esame un PHEV e confrontarla con una BEV.. Hanno una gestione diversa dell'accumulo e gli accumuli stessi sono più piccoli avendo così C-rate di carica/scarica più elevati andando ad inficiare l'efficienza... Molto probabilmente la tua plug-in in inverno deve per forza riscaldare il pacco batteria visti i C-rate di carica/scarica; oppure guardando il caso del tuo amico noleggiatore.. Se carica a 22 kW una batteria esempio da 10 kWh è chiaro che deve essere per forza riscaldata in inverno dato che il C-rate è molto elevato (2C circa).
Se hai acceso il riscaldamento e A/C in un tragitto di soli 3/5 km è chiaro che consuma così tanto (specie se il riscaldamento è a resistenza)... Poi immagino con clima auto così da richiedere maggiore energia e forse neanche il ricircolo. Su una termica in 3/5 km si riusciva ad avere aria calda fin da subito o dopo 1 km? No.. Forse solo quei motori che hanno doppio circuito separato, ovvero blocco motore e testata con ognuno una valvola termostatica.. Dove lo scambiatore dell'abitacolo era collegato diretto al circuito della testata e faceva prima a riscaldarsi. Perciò non c'è da stupirsi dei consumi di un'elettrica viste le diverse condizioni e la risposta istantanea non solo del powertrain ma anche e soprattutto del riscaldamento.
Io se devo fare spostamenti così corti il riscaldamento non lo accendo a maggior ragione quando metto la BEV in garage dove ho dai 11 ai 14°C mediamente... Inoltre se devo fare viaggi più lunghi valuto se accendere il riscaldamento e quando.. L'A/C, pur abitando in prov. di Modena, l'accendo solo in estate se serve o in inverno in caso di necessità del resto sempre spenta. Prima con il termico si faceva senza di certe comodità vista la non disponibilità, ma ora che l'elettrico ne ha introdotte alcune si usano e poi ci si stupisce dei consumi e si parla di inquinamento... Se si usasse l'elettrica come si usava la termica prima, allora si che l'ambiente ringrazia.
Ho fatto la prova con la mia 500e in autostrada e con temperatura esterna di 10°C, auto fuori, 2 persone, circa 60-70 kg nel baule, ruote 205/45, non è carenata nella parte posteriore, quasi mai in scia, quasi pianeggiante tranne ponte sul Po e altri cavalcavia, velocità media 134 km/h con diverse punte e qualche km ai 150 km/h il consumo da cdb è stato di 22,7 kWh/100km. Se andassi ai 120 km/h il consumo si attesta sui 18 kWh/100km e con batteria carica riesco a fare circa 200-210 km a velocità costante citata prima... E che la mia non nasce per l'autostrada e di certo non è aerodinamica come altre BEV.
Altro dato.. 209 km (A/R bassa Modenese-Garda), senza fare autostrada, 2 persone, temperatura esterna media di 11°C (partito con 6°C e tornato a casa con 13°C), velocità media di 57 km/h (passando per il centro di Mantova, Gonzaga, Castelnuovo del Garda ed altri di minor importanza).. Consumo "alla presa" di 8,03 km/kWh (12,45 kWh/100km, rilevati con misuratore certificato MID e potenza di carica 2,8 kW monofase), la temperatura della batteria ad inizio carica era di 6°C (auto lasciata fuori a termine viaggio) ed era al 39%; usata solo la one pedal mode senza toccare il pedale del freno e mai veleggiato, effettuati 2 sorpassi e circa 26 km ai 95 km/h.
I consumi medi annui che ho citato, specificando per le BEV e non per le PHEV, sono pressochè realistici se guardiamo "alla presa" o fin sovrastimati se guardiamo da cdb (quello da 21 kWh/100km).
 
"I consumi medi annui che ho citato, specificando per le BEV e non per le PHEV, sono pressochè realistici se guardiamo "alla presa" o fin sovrastimati se guardiamo da cdb (quello da 21 kWh/100km)."

Ora ci siamo, quello è il consumo vero 21 kWh/100km, la mia ne fa uguale 20,7kWh/100 ( escludendo le perdite). quelle del mio amico sono 60PHEV e 20 BEV
non posso dirti il brand che lo danneggerei ma ha consumi medi su queste 20 che vanno da 22 a 25 kWh/100km ma considerato che sono a noleggio ci può stare

Valam non voglio parlare di differenze BEV PHEV, non mi interessa , interessa solo che c'è molta dispersione nel processo.
 
I 21 kWh/100km medi all'anno sono inclusi di perdite per le BEV.

Dolam, non si può parlare contemporaneamente di BEV e PHEV, come ho già detto ci sono differenze sostanziali sotto quasi ogni aspetto.. Perciò bisogna considerare i mezzi separatamente specie sui consumi.
Se io dovessi avere consumi da cdb dei 22-25 kWh/100km significherebbe che: o faccio solo autostrada oltre i 130 km/h oppure uso il riscaldamento su tragitti brevi (anche di 12-17 km) quando ne potrei fare a meno oppure uso l'acceleratore in modo on-off e freno all'ultimo così da ridurre l'efficienza della frenata rigenerativa.

... Perchè ora c'è questa intolleranza sulle dispersioni dell'elettrico, commercializzato da poco, mentre fino a circa 10-15 anni fa non ci si lamentava del termico e relative perdite dopo più di 100 anni di sviluppo? Lasciamo il tempo che si sviluppino le tecnologie... Come al solito si è partiti tardi poichè tutto ruota attorno al denaro; e come si sa la tecnologia ha una resa economica molto maggiore se fornita a poco a poco.
Per ora i fattori su cui si può intervenire sono utilizzo del riscaldamento simile al termico e sperare che tutte le BEV adottino le pdc, migliorare lo stile di guida con la one pedal mode, evitare accelerazioni vigorose, utilizzare la trifase per la carica e potenze tali da massimizzare l'efficienza dell'OBC durante la carica.
La tecnologia degli accumuli è quella che è e l'R&D ha preso il volo pochi anni fa; per ora non si può fare altro.
 
Certo 21kWh /100, sull’anno ci sta, in estate le perdite di sistema scendono al 10/15%, la batteria riacquista efficienza, il consumo si riduce, l’AC consuma un quarto del riscaldamento , il problema è che consuma di più proprio quando le rinnovabili sono meno produttive.
Non parliamo più di termiche ti prego non è con esse che dobbiamo confrontarci
ma con l’ambiente
 
Dolam.. Quello che io voglio far notare è che non si è molto coerenti.. Ora non vanno bene le perdite dell'elettrico (nato da poco), forse perchè a casa riusciamo a rilevarle con una certa approssimazione e ci facciamo caso, mentre fino a pochi anni fa con le termiche (con più di 100 anni di sviluppo alle spalle) non ci si faceva tanti problemi tranne se non valutare il consumo al distributore o nella miglior delle ipotesi da OBD.. Del resto non si poteva calcolare con buona approssimazione le perdite; si sapeva solo che indicativamente le perdite del solo termico erano almeno del 70% nell'utilizzo reale.
Ripeto, lasciamo tempo al tempo e non incaponiamoci sulle perdite delle BEV attuali... Sono passati solo 10-11 anni dalla prima BEV di serie commercializzata, bisogna aspettare almeno altri 8-10 anni.
Penso che oltre ai consigli che ho dato per ridurre i consumi e le perdite delle BEV, allo stato attuale, non si possa fare altro...
Nel mio piccolo faccio il possibile per mettere in pratica quanto ho scritto nel commento precedente (mi manca solo di caricarla con la trifase a potenze superiori, cosa che avverrà ben presto non appena acquisterò un caricatore trifase o wallbox, e attendere che mi installino il ftv da 11 kWp), dunque a livello ambientale faccio già il possibile nelle mie possibilità per ridurre l'impatto della BEV durante l'utilizzo.
 
Rispondo solo ora perchè in settimana faccio fatica, ma i post di Valam sono sempre molto interessanti e val la pena continuare la discussione

janvaljan Le motivazioni contro allo battery swap sono già state affrontate se non qua in altri topic... E la motivazione principe rimane la standardizzazione. Questa non fa riferimento solo alle dimensioni meccaniche, alla capacità, tensione dell'accumulo ma anche vano ricavato nel pianale e sistemi di fissaggio, tecnologia delle celle, numero di celle, produttore delle celle, produttore del BMS, sistema di bilanciamento delle celle, buona parte dei parametri di gestione della batteria comuni, sensoristica, interfacce/bus con l'ECU, gestione della climatizzazione, climatizzazione stessa ed altro che di certo non ho citato.. In sostanza tutto tranne il motore elettrico, trasmissione, gestione motore, design esterno ed interni deve essere standardizzato.
Secondo te le case automobilistiche (almeno il 50-60% di esse) sono disposte a ciò? Sono disposte a fare joint-venture fino a quel punto di condivisione? Per me, guardando da dipendente di una multinazionale del settore, la risposta è no. Posso capire la joint-venture tra 2-3 case e solo su alcuni modelli (di esempi se ne hanno diversi ad oggi), ma non diverse case automobilistiche e sulla loro quasi totalità di mezzi a listino.
Esempio, certamente la triade tedesca, alcuni jap e coreani non saranno disposti a ciò specie su certi modelli.

Vero ne abbiamo già parlato però per me non è una motivazione abbastanza forte per affossare una tecnologia. Anche 20 anni fa le "case automobilistiche" dormivano sull'auto elettrica, poi è arrivata Tesla e tutti ora si affannano a rincorrere.
Se una tecnologia è forte abbastanza e con vantaggi innegabili, a mio parere non c'è lobby che tenga, specie nell'economia moderna. Investitori se ne trovano in quantità, basta la start-up giusta e il business vola. E ripeto, è un business dalla "doppia faccia": vendo sia un servizio di leasing batteria che uno di accumulo e regolazione rete, ed entrambi saranno ricercatissimi nel prossimo futuro

In merito alle colonnine.. Io proverei prima a ragionare sui numeri attuali delle termiche, delle stazioni di servizio e quanto tempo è passato dall'introduzione della prima stazione di servizio. Nel 2019 c'erano circa 38 milioni di autoveicoli immatricolati (circa il 60% tra Euro 0 e Euro 4), circa 23.000 stazioni di servizio comprese quelle autostradali, prima stazione di servizio in Italia negli anni '20 (100 anni fa circa). Mentre per la mobilità elettrica in Italia solo nel 2015 si vede la prima colonnina (fast) pubblica (non esclusiva Tesla), ad oggi ci sono circa 22.500 punti di ricarica pubblici funzionanti... In meno di 10 anni la crescita è stata notevole. Fra altri 10 anni penso si vedranno colonnine in diversi luoghi di lavoro e almeno altrettante colonnine pubbliche.
Altro punto è che i km medi percorsi all'anno sono sugli 11.000 km perciò il più delle volte basta una carica alla settimana specie se la batteria permette un'autonomia di almeno 300 km, inoltre non tutti usano l'auto tutti i giorni e senza contare coloro che hanno anche 2-3 mezzi dove almeno 1-2 rimangono fermi (vedi collezionismo, puro piacere di possedere più auto di proprio gradimento e poter scegliere quale usare o altre motivazioni). Non tutti, pur abitando nei grandi centri abitati, parcheggiano in strada.. Hanno un box privato o addirittura hanno una casa indipendente.. Chiaro sono una minoranza, ma questi andrebbero tolti dal conteggio dei fruitori abituali delle colonnine.
Ritengo che spesso venga dipinta una situazione più drastica di quella che è realmente, specie se non si tiene conto della variabile tempo.. Si pensa che il cambiamento debba avvenire dall'oggi al domani, ma la stessa storia dell'autoveicolo termico ce lo insegna che non è possibile.. Chi 100 anni fa pensava che l'auto e relativa infrastruttura si espandessero così tanto? Credo nessuno.

Ma infatti non ho detto che non sia fattible raggiungere certi numeri di colonnine, è che si tratta di un lavoro enorme a liello di investimenti, materiali, adeguamenti delle reti...e andrebbe confrontato con le alternative prima di darlo per scontato.

In conclusione, io lascerei batteria integrata e colonnine per la media-alta gamma, mentre per le utilitarie aspetterei che la start-up di turno porti modelli semplici, economici (potenzialmente può costare 15.000 € o anche meno) basati sul leasing della batteria
 
La questione delle colonnine è complessa, e non confrontabile con la realtà delle pompe di benzina.
Una singola pompa di benzina può "servire" centinaia di veicoli al giorno, ipotizzandone per assurdo un servizio a tempo pieno è in grado di fare il pieno ad almeno 32 auto l'ora con 4 pompe funzionanti (ammettendo che tutti si presentino nella stessa giornata, parlo per esempi massimi eh).
Che al netto dell'esempio (assurdo eh) farebbe oltre 700 veicoli al giorno, che non tornerebbero alla pompa di servizio almeno per 10 giorni, nel mio caso per esempio faccio mediamente un pieno ogni 45 giorni.
Una stazione elettrica con 4 colonnine quanti veicoli potrebbe servire al giorno, 24? 40 se ricarica "rapida"? qualcuna in più? e ogni quanto questi veicoli dovrebbero tornare in stazione, 2 volte a settimana?
Cioè, il paragone con le pompe lascia il tempo che trova, perchè hanno natura e usufruibilità differenti nonostante il medesimo fine.
Ipotizzando che l'intero parco circolante fosse totalmente elettrico non dico servirebbe una colonnina ogni auto, ma almeno ogni 3 si, quindi per offrire un servizio con efficienza simile alle attuali stazioni di servizio servono milioni di colonnine, non migliaia, anche considerando quanto possano effettivamente installarle nella propria abitazione ovviamente.
Personalmente parlando, per mia visione la rivoluzione della mobilità elettrica potrà essere tale solo quando i produttori si accorderanno tra loro per adottare un unico tipo di batteria uguale per tutte le vetture, differente unicamente per le taglie di potenza in base al tipo di veicolo.
Le attuali stazioni potranno essere convertite in punti di stoccaggio e ricarica, il "benzinaio" viene, ti sostituisce al volo la batteria dandotene una carica, tu paghi la ricarica e lui rimette la tua a caricare.
Utopia? Probabilmente, eppure tecnicamente sarebbe non solo possibile ma anche vantaggioso per tutti.
Tutto i clienti, almeno.
Poi non so, magari scrivo solo un sacco di fregnacce
 
Vero ne abbiamo già parlato però per me non è una motivazione abbastanza forte per affossare una tecnologia. Anche 20 anni fa le "case automobilistiche" dormivano sull'auto elettrica, poi è arrivata Tesla e tutti ora si affannano a rincorrere.
Se una tecnologia è forte abbastanza e con vantaggi innegabili, a mio parere non c'è lobby che tenga, specie nell'economia moderna. Investitori se ne trovano in quantità, basta la start-up giusta e il business vola. E ripeto, è un business dalla "doppia faccia": vendo sia un servizio di leasing batteria che uno di accumulo e regolazione rete, ed entrambi saranno ricercatissimi nel prossimo futuro

Ma infatti non ho detto che non sia fattible raggiungere certi numeri di colonnine, è che si tratta di un lavoro enorme a liello di investimenti, materiali, adeguamenti delle reti...e andrebbe confrontato con le alternative prima di darlo per scontato.

In conclusione, io lascerei batteria integrata e colonnine per la media-alta gamma, mentre per le utilitarie aspetterei che la start-up di turno porti modelli semplici, economici basati sul leasing della batteria
Un conto è Tesla dove ha creato il suo pianale, la sua batteria, gestione della batteria, motori elettrici, sistema di climatizzazione dell'abitacolo e batteria, infotainment, rete di colonnine HPC... Un altro conto è avere autoveicoli che condividano pianali, batterie, sistema di climatizzazione, gestione batteria etc.
Nessun costruttore vuole perdere una certa esclusività e dunque ricavi dai potenziali ricambi fatti ad hoc.
Non si può pensare che gruppi come VAG, Toyota, Daimler, Nissan-Renault, Stellantis, gruppo BMW, GM, Hyundai poi tutti gli altri non conosciuti sul mercato europeo mettano in comune pianali etc... L'unico vantaggio è la condivisione del costo R&D e produzione ma del resto niente. A quel punto l'esclusività di ogni brand va persa e dunque tanto vale prendere, per estremizzare, una Fiat come una BMW o Audi o Mercedes.. E a quel punto il cliente si chiederà, esempio, il perchè Mercedes applica un prezzo superiore a parità di segmento pur avendo praticamente tutta l'auto condivisa con tutti gli altri brand.. Non si può giustificare il divario di prezzo solo con il design, interni e qualche opt in più.
Per me valuti il battery swap solo su aspetti favorevoli secondo il tuo punto di vista... Ma ci sono anche i contro come ti ho fatto notare ed essendo dentro al settore e lavorando a contatto con parte di questi gruppi da più di 20 anni ho un po' capito come ragionano.. E solo per portare una testimonianza diretta, quando siamo andati a presentare un prodotto di alta gamma in BMW per il Serie 5 ci siamo sentiti dire "Cerchiamo un prodotto medio gamma, il Serie 5 è un progetto economico".

Prima o poi la rete nazionale deve essere adeguata non solo per le BEV ma anche, esempio, per le case gas free (induzione, pdc, VMC etc etc)... Potenzialmente è più fattibile come costi la colonnina che un centro battery swap altamente automatizzato dove comunque ogni centro deve essere presieduto da almeno 2-3 addetti; vantaggio per l'occupazione, svantaggio sotto altri aspetti.
 
La questione delle colonnine è complessa, e non confrontabile con la realtà delle pompe di benzina.
Una singola pompa di benzina può "servire" centinaia di veicoli al giorno, ipotizzandone per assurdo un servizio a tempo pieno è in grado di fare il pieno ad almeno 32 auto l'ora con 4 pompe funzionanti (ammettendo che tutti si presentino nella stessa giornata, parlo per esempi massimi eh).
Che al netto dell'esempio (assurdo eh) farebbe oltre 700 veicoli al giorno, che non tornerebbero alla pompa di servizio almeno per 10 giorni, nel mio caso per esempio faccio mediamente un pieno ogni 45 giorni.
Una stazione elettrica con 4 colonnine quanti veicoli potrebbe servire al giorno, 24? 40 se ricarica "rapida"? qualcuna in più? e ogni quanto questi veicoli dovrebbero tornare in stazione, 2 volte a settimana?
Cioè, il paragone con le pompe lascia il tempo che trova, perchè hanno natura e usufruibilità differenti nonostante il medesimo fine.
Ipotizzando che l'intero parco circolante fosse totalmente elettrico non dico servirebbe una colonnina ogni auto, ma almeno ogni 3 si, quindi per offrire un servizio con efficienza simile alle attuali stazioni di servizio servono milioni di colonnine, non migliaia, anche considerando quanto possano effettivamente installarle nella propria abitazione ovviamente.
Personalmente parlando, per mia visione la rivoluzione della mobilità elettrica potrà essere tale solo quando i produttori si accorderanno tra loro per adottare un unico tipo di batteria uguale per tutte le vetture, differente unicamente per le taglie di potenza in base al tipo di veicolo.
Le attuali stazioni potranno essere convertite in punti di stoccaggio e ricarica, il "benzinaio" viene, ti sostituisce al volo la batteria dandotene una carica, tu paghi la ricarica e lui rimette la tua a caricare.
Utopia? Probabilmente, eppure tecnicamente sarebbe non solo possibile ma anche vantaggioso per tutti.
Tutto i clienti, almeno.
Poi non so, magari scrivo solo un sacco di fregnacce

Per me esempi massimi sono appunto massimi ed assurdi... Non trovano luogo nella realtà e falsano tutti gli ipotetici scenari, perciò anche questi lasciano il tempo che trovano...
Esempio se guardiamo il pendolare medio non fa tanti km al giorno... Esempio nel mio caso se facessi solo casa-lavoro (circa 18+18 km), con la 500e mi basterebbe una carica ogni 2 settimane lavorative.. Ma con i km extra circa ogni settimana, però avendo possibilità di caricare a casa non mi costa nulla mettere in carica il mezzo ogni sera ed avere sempre la massima autonomia ogni giorno. Se nel tuo caso ti basta il pieno ogni 45 gg le ipotesi sono: percorri poca strada o serbatoio generoso o consumi bassi (almeno 4-4,2 L/100km di media).. Se fosse la prima ipotesi o la terza il discorso sulla ricarica ogni 3-4 giorni viene confutata.
Il tempo di ricarica è una variabile dipesa da tanti fattori dunque non si può neanche fare una media...
Il tuo discorso sulle colonnine può essere valido per i grandi centri, ma appena si esce da questi il discorso cambia vista la maggior diffusione delle case singole o villette a schiera con possibilità di ricarica oppure dei condomini con box privato dove si potrebbe installare una wallbox o portare una linea dedicata per la BEV.
Non si può pensare ad oggi di avere tutto il parco veicolante elettrico da un giorno all'altro... La percentuale di BEV crescerà negli anni, di pari passo anche l'infrastruttura di ricarica e soprattutto la tecnologia di accumulo e gestione migliorerà sotto ogni aspetto.
Oltretutto con l'avanzamento della tecnologia di accumulo perde anche valore la tesi del battery swap; inoltre troverei alquanto scomodo fare un battery swap ogni 2-3 gg in quanto non si possono avere batterie da 300-600 kg da movimentare.. Certo si può fare tutto con l'automazione ma a che costi?
Ribadisco nuovamente "siamo solo agli albori delle BEV".
 
Il discorso è chiarissimo e da insider quale sei posso ben immaginare che conosci a menadito il modo di pensare dei costruttori. Io partivo però da un'idea diversa: così come per l'auto elettrica, non è dai costruttori "tradizionali" che può partire un'innovazione del genere. Sarà una società ex-novo, che dovrà "purtroppo" occuparsi sia delle auto che delle stazioni di ricarica. Questo è quello che è successo in Cina dove la NIO ha sviluppato entrambe le tecnologie.

Tu mi dirai...e i soldi chi ce li mette per un investimento del genere che chissà quando comincia a produrre utili? Anche qui c'è la risposta (o almeno la mia opinione): i big delle auto si stanno lentamente riciclando all'elettrico per cui hanno un'idea di futuro, mentre i big dell'oil in cosa si potranno riciclare quando i consumi di benzina e diesel caleranno drasticamente? Ok, stanno creando la loro divisione "green" che forse permetterà di sopravvivere con un certo ridimensionamento, ma tutte le stazioni di servizio che andrebbero dismesse? Non sarà forse meglio che investano il loro cash attuale in una riconversione delle stesse a battery swap, magari collegandolo al "green" col messaggio: facciamo l'energia verde e la mettiamo nelle vostre auto?

Guarda caso lo scorso Novembre Shell ha avviato una collaborazione proprio con NIO per delle stazioni di battery swap in Cina. Sotto le loro intenzioni:
  • Both NIO and Shell will intensify efforts in research and development and battery swapping technologies to further improve the technology and business model.
  • NIO and Shell will develop a network of co-branded battery swap stations. Cooperation in China will start with two pilot sites and aim to reach 100 sites by 2025, as well as additional co-branded battery swap stations at Shell EV charging hubs and Shell Recharge fast chargers at NIO locations. Cooperation in Europe will start from exploring pilots in 2022 and scaling rapidly subject to success.
  • In Europe, Shell and NIO will collaborate on integrating the Shell Recharge Mobility Service Provider (MSP), providing customers access to one of Europe’s largest roaming EV charging networks through Shell Recharge Solutions (formerly NewMotion).
Per cui il paradigma sta cambiando: prima big dell'automotive e big dell'oil andavano a braccetto, ora il sistema potrebbe spingerle alla competizione, e a quel punto sono ben curioso di chi l'avrà vinta.
 
a parte che si sta parlando di tutt'altro ma realmente pensate che la soluzione sia lo Swap o come ha scritto qualche altro il leasing batterie?

I veicoli elettrici si svilupperanno realmente con la seconda, terza generazione di accumuli, fino ad allora resteranno una nicchia pagata al 20% con incentivi statali e senza speranza per il futuro se restassero gli attuali accumulatori ma per fortuna questo pericolo non c'è, i nuovi sono già realtà , leggi tesla nuove batterie 4680, già realtà con efficienza migliorata del 16%, Toyota che esce a fine anno con le prime a stato solido e infine si spera di poter vedere presto, quelle che promettono di più, al grafene.

L'auto elettrica crescerà quando smetterà di "consumare energia" nella ricarica, quando il riscaldamento sarà esclusivamente a PDC o altre proposte future e soprattutto quando caricarle diventerà una cosa facile e veloce, a quel punto nemmeno più il problema del distributore esisterà più anzi ne occorreranno molto meno perchè i veicoli elettrici hanno un grandissimo vantaggio rispetto alle termiche
si può fare il pieno anche a casa, senza occupare stalli pubblici e soprattutto sfruttando energia "autoprodotta" in alcuni casi, nemmeno tanto rari in futuro, almeno lo si spera.

Perciò la rete distributiva mi preoccupa meno, è fattibilissima, basta che le batterie divietino:
-rapide , e già ci siamo su quella strada,
-più capienti ed anche li si progredisce
-ma soprattutto più stabili e meno energivore ed è qui la sfida principale dell'industria automobilistica.

Anche la generazione di energia non sarà più un problema, con la nuova fusione nucleare ne avremo in abbondanza, a costi molto contenuti e finalmente con rischi molto minori .
Insomma quella che oggi è una macchina non troppo ecologica lo diventerà presto se non c'illudiamo che il risparmio sia il piede leggero o il cappotto in auto al posto del riscaldamento,
non ha caso Henry Ford diceva :

C'è vero progresso solo quando i vantaggi di una nuova tecnologia diventano per tutti, dove tutti significa che si continuerà ad "usare" l'auto non ad esserne usati, anche se qui ci sarebbe da discutere su altro.

In pratica si torna sempre a bomba, il problema della mobilità elettrica è tutto nel sistema "accumulatore" , il resto ha già tante soluzioni possibili, anche di "breve" periodo ma la sfida è:
fare presto!
Far danni all'ambiente richiede pochissimo tempo ( vedi Chernobyl ) recuperare i danni fatti richiede invece secoli ma se ci muoviamo da subito i nostri nipoti torneranno ad avere un ambiente sano e soprattutto a rivedere le stelle in cielo.

Si può fare solo se non si continua a dire che le auto di oggi sono efficienti perchè non lo sono affatto, se non solo per essere un pò meglio delle termiche che hanno creato questo disastro che è sotto i nostri occhi ma l'errore più grave sarebbe quello di "accontentarsi".
 
Aggiungo un ulteriore spunto in risposta all'altro messaggio di Valam, che si ricollega anche all'idea originale del topic: nei prossimi 10-20 anni avremo bisogno di x capacità di accumulo per gli autoveicoli e y capacità di accumulo stazionario. x può essere calcolata abbastanza facilmente moltiplicando una capacità media (50 kwh?) per il numero di BEV. Fossero ad esempio 20 milioni (in Italia le auto sono 37 milioni) avremmo 1000 GWh.
Quanto varrà y è più difficile da stimare, considerando che abbiamo un picco di potenza consumata di 55 GW, con 10 ore di accumulo siamo a 550 GWh.

Entrambi sono numeri enormi, con ricadute su materiali e ambiente tutte da verificare. Il concetto è che con il modello "batteria integrata" le due variabili x e y sono virtualmente indipendenti, a meno del v2g che è un'idea tutta da sviluppare.
Con il modello "battery swap" posso:
- ridurre x perchè potenzialmente non ho bisogno di 4-500 km di autonomia quando ho stazioni di swapping ogni 20 km
- a x va aggiunta una certa percentuale (avevo stimato 5% in un altro post, ma facciamo 10%) per coprire le batterie che sono in ricarica
- questa stessa percentuale va a sottrarsi a y perchè diventa a tutti gli effetti un accumulo locale

Il concetto è che bisogna ragionare a livello di sistema e non solo a livello di BEV. Poi se il v2g prende veramente piede e si dimostra in grado di avere un ruolo importante nella penetrazione delle rinnovabili, allora si può ragionare sul modello "batteria integrata"
 
intanto io direi che 20/22 kwh per fare 100 km è un dato pessimo , ma prevedibile da autoradio climatizzatore fari ecc ... mettere colonnine se non c'è elettricità in rete e non c'è , direi che sarebbe bizzarro . Perciò o ci infiliamo nella testa che i passi realistici di decarbonizzazione sono pdc x riscaldamento e non acs , causa punte di consumo alte non gestibili , e auto ibride , come transizione ,alcuni cogeneratori in punti strategici , nel frattempo centrali nucleari , direi almeno 2 per ogni regione , generazione 4 sarebbe meglio ovvio . Ecco che allora se ne può anche parlare . Infine la strada corretta per adoperare le auto elettriche in modo simile alle altre sarebbe il sistema cinese , ossia una batteria uguale per tutti staccabile da sotto e sostituibile al distributore con 1 piena di energia , e fare il conto della differenza , una cosa automatica quindi . Non vedo altre strade su scala che abbia un senso ecologico ampio e non di nicchia di tizio e caio che sono mosche bianche .
 
intanto io direi che 20/22 kwh per fare 100 km è un dato pessimo , ma prevedibile da autoradio climatizzatore fari ecc ... mettere colonnine se non c'è elettricità in rete e non c'è , direi che sarebbe bizzarro . ..... sono pdc x riscaldamento e non acs , ....... auto ibride , ........ cogeneratori in punti strategici ....... centrali nucleari , direi almeno 2 per ogni regione , generazione 4 sarebbe meglio ovvio . ........... Non vedo altre strade su scala che abbia un senso ecologico ampio e non di nicchia di tizio e caio che sono mosche bianche .

esatto Bowen , questa è la futura mobilità elettrica senza se e senza ma e se dobbiamo realmente salvare l'ambiente si deve partire da Riscaldamento e raffreddamento delle case dando i soldi non al Superbonus ( leggi truffe ) ma ai cittadini che devono semplicemente acquistare e certificare regolare montaggio delle pompe di calore.
OPS , anche qui occorrerebbe aumentare la produzione elettrica , e come facciamo?
 
a parte che si sta parlando di tutt'altro ma realmente pensate che la soluzione sia lo Swap o come ha scritto qualche altro il leasing batterie?

I veicoli elettrici si svilupperanno realmente con la seconda, terza generazione di accumuli, fino ad allora resteranno una nicchia pagata al 20% con incentivi statali e senza speranza per il futuro se restassero gli attuali accumulatori ma per fortuna questo pericolo non c'è, i nuovi sono già realtà , leggi tesla nuove batterie 4680, già realtà con efficienza migliorata del 16%, Toyota che esce a fine anno con le prime a stato solido e infine si spera di poter vedere presto, quelle che promettono di più, al grafene.

dolam, d'accordissimo che sugli accumulatori ci sia molto da fare e che sicuramente si farà con tutta la ricerca e gli investimenti in gioco. Il battery swap con leasing delle batterie mira esattamente a questo: non legare la batteria all'auto, di modo che quando esce un modello nuovo di batteria non devo buttare via tutto

L'auto elettrica crescerà quando smetterà di "consumare energia" nella ricarica, quando il riscaldamento sarà esclusivamente a PDC o altre proposte future e soprattutto quando caricarle diventerà una cosa facile e veloce, a quel punto nemmeno più il problema del distributore esisterà più anzi ne occorreranno molto meno perchè i veicoli elettrici hanno un grandissimo vantaggio rispetto alle termiche
si può fare il pieno anche a casa, senza occupare stalli pubblici e soprattutto sfruttando energia "autoprodotta" in alcuni casi, nemmeno tanto rari in futuro, almeno lo si spera.

Perciò la rete distributiva mi preoccupa meno, è fattibilissima, basta che le batterie divietino:
-rapide , e già ci siamo su quella strada,
-più capienti ed anche li si progredisce
-ma soprattutto più stabili e meno energivore ed è qui la sfida principale dell'industria automobilistica.

non credo che il "consumare energia" nella ricarica sia il problema attuale dei veicoli elettrici, almeno non quello sentito dai consumatori. Su altre migliorie generali alle BEV, di sicuro ce ne saranno così come ce ne sono state in un secolo di termiche.
Non capisco però come vuoi coniugare il discorso ricarica "rapida" col "fatta in casa". Delle due l'una, altrimenti veramente dobbiamo rivedere tutta la rete distributiva per portare 100 e passa kW a casa di tutti

In generale il danno permanente all'ambiente non lo fai buttando via un 10, 20 o anche 30% in ricarica...il sistema lo assorbe e al massimo brucerai un po' di gas in più. Il danno vero può derivare dalla scelta delle batterie. Come ho scritto prima stiamo parlando di 1000 GWh, per 20 milioni di auto, ma a livello globale parliamo di svariati TWh. Avremo i materiali per tutte queste batterie?
 
"Non capisco però come vuoi coniugare il discorso ricarica "rapida" col "fatta in casa". Delle due l'una, altrimenti veramente dobbiamo rivedere tutta la rete distributiva per portare 100 e passa kW a casa di tutti"

Innanzitutto non è quasi mai necessaria una ricarica rapida se non in fase di viaggi lunghi e/o urgenze, quindi il veicolo deve avere questa possibilità ma l'uso sarà in emergenza o solo per alcuni.
La ricarica a casa garantisce invece sempre quella disponibilità mattutina che consente viaggi di almeno 200 KM è questo è un grosso vantaggio per la rete e per l'utente oltre che consentire un importante mezzo di autoconsumo da rinnovabile.

Sulla disponibilità dei materiali non mi preoccupo poichè la diffusione sarà progressiva come la crescita della produzione e la riconversione delle fabbriche, altra cosa è la disponibilità di energia che invece deve venire dalle rinnovabili, ma troppo altalenante, e dal nucleare, imprescindibile dalla rivoluzione elettrica.

"il danno permanente all'ambiente non lo fai buttando via un 10, 20 o anche 30% in ricarica."
infine qui il danno c'è ed è alto ma come detto cambierà l'accumulo, cambierà la produzione quindi si risolverà anche questo negli anni a venire e il motore elettrico passerà dal 90 al 100% di efficienza.

Unica cosa che continua a preoccuparmi è il problema del riscaldamento globale che non so se risolveremo con la conversione al "Full Electric" in realtà anche se con macchine sempre più efficienti il riscaldamento degli edifici è di per se "inquinante" e per quanto saranno sempre più efficaci energicamente cresceranno nel mondo gli edifici riscaldati e raffreddati, che genereranno sempre più calore nell'atmosfera, pensa solo a tutta la Cina che amplierà sempre più i suoi consumi, oggi è a un decimo di quelli occidentali, all'India e a tutta l'Africa che è ancora tutta da sviluppare.

Insomma il lavoro davanti a voi è ancora molto, tantissimo da fare nel campo delle nuove strategie di sviluppo ambientale per non parlare dei trasporti via aria e via mare, per cui la domanda iniziale resta immutata e senza una risposta certa diciamo che è solo l'inizio, un piccolo doveroso inizio.
 
l’unica soluzione che appoggerei perché meno energivora è un’auto elettrica + FV.
ma l’FV deve essere installato sul posto di lavoro per i lavoratori “di giorno” e a casa per chi fa i turni di notte. Meglio ancora direttamente sull’auto, se fosse possibile!

Non penso che lo swap sia la strada giusta. Ricordate quanto avete aspettato l’ultima volta che vi hanno cambiato la batteria di accensione e servizi dell’auto? E quel tipo di batteria è alloggiata per essere ben affrancata e in più, facilmente accessibile e removibile (per non dire che anche le dimensioni contenute contano)

credo di si faccia prima a cambiare auto alla stazione di servizio, come i cavalli nel lontano far west.
basterebbe comprare un servizio di trasporto al posto dell’auto di proprietà, un po’ come i noleggi giornalieri, arrivi parcheggi, prendi un modello equivalente e riparti

compriamo auto che usiamo relativamente poco, stanno più ferme che in movimento e normalmente stanno parcheggiate per ore in 2 posti, a casa o al lavoro

Non è una soluzione, solo una riflessione “scritta” ad alta voce
 
ci sono dei video di come funziona lo swap, il tempo di un pieno ad una macchina termica e tutto automatico.
è una soluzione anche quella, ma non credo che sia la soluzione.
Può essere utile su percorsi lunghi, ma per percorsi cittadini o comunque di qualche decina di km giornalieri secondo me le batterie attuali sono già una tecnologia sufficiente.
 
Ultima modifica:
Belli, mai visti prima! Ma credo funzionino solo con auto nuove ed intonse..
dopo qualche utilizzo li sotto non vedi neanche più i perni di centraggio!
 

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