Caspita faccio fatica a star dietro a tutti i messaggi, peccato perchè ci sono molti spunti interessanti e finalmente numeri.
Parto però da un punto che Valam da esperto del settore auto continua a riproporre contro lo swap, che è quello della difficoltà di standardizzazione per i produttori attuali. Ma chi l'ha detto che i produttori attuali saranno gli stessi fra 10 anni? Tesla è nata nel 2003 da poco più che un'idea (e ok, anche un bel capitale iniziale) e tra lo scetticismo di tutti ora è il leader delle EV e ha costretto gli altri a seguirla. Per cui se i produttori attuali fanno fatica a trovare una batteria standard, nulla vieta che una NIO, magari con i capitali della Shell invada il mercato europeo mentre gli altri stanno a guardare.
Per cui lascerei da parte le difficoltà tecniche che l'uomo ha ampiamente dimostrato di poter superare, se il business sta in piedi.
Il tema vero che finalmente stiamo raggiungendo è l'integrazione dell'EV con le rinnovabili, che sarà un must per la transizione. L'idea di Valam (FV su tutte le aziende e dipendenti che ricaricano) ci sta tutta e l'avevo pensata anch'io, ma è veramente attuabile? Serve un accordo tra due soggetti (dipendente e lavoratore) che hanno altre priorità che salvare l'ambiente, e potrebbe funzionare solo dietro forte spinta dei governi.
E il punto focale dell'integrazione non è solo ricaricare le batterie con sole e vento,
ma anche che le batterie delle auto cedano alla rete quando sole e vento non ci sono
Ci sarebbe il V2G ma come ammesso anche da Valam non è realistico, e per un semplice motivo:
come posso compensare l'usura della batteria della mia auto per servizi alla rete? Servirebbe contratti complessi e sistemi di garanzia tutti da inventare.
Invece nel battery swap
il proprietario delle batterie è lo stesso che fornisce i servizi di regolazione alla rete, per cui sta solamente a lui ottimizzare il sistema per garantire lunga durata e massime prestazioni.
Sul sovraccarico della stazione, o le problematiche se una stazione non funziona non vedo sinceramente il problema. Abbiamo 22.000 stazioni di servizio in Italia, basterebbe equipaggiarne una buona parte con una piattaforma di swap per garantire un servizio capillare e affidabile.
Ripeto, a parte il V2G e queste colonnine+fv sui luoghi di lavoro, non vedo una soluzione chiara e realistica per l'integrazione tra EV e rinnovabili di livello paragonabile allo swap...ma aspetto proposte
dolam e
matador0975 mi spiace ma Polonia a parte non sta in piedi un qualunque discorso che non porti già da oggi a passare all'EV qualunque esso sia. A parte il beneficio in CO2, piccolo quanto si vuole ma pur sempre beneficio, ci stiamo dimenticando di smog, particolato, rumore
che è tutto nelle città dove viviamo e io ne farei volentieri a meno anche a costo di pagare incentivi a chi cambia auto. Questo in risposta anche a
serman