Le "potenze" degli impianti fotovoltaici e loro implicazioni: capiamoci qualcosa


Vipsolar fotovoltaico

Buongiorno a tutti... omissis

Come posso far capire all'installatore che la richiesta di connessione a Enel o E-Distribuzione viene fatta indicando la potenza in uscita AC del'inverter e quindi di 6 Kw.
Dove posso trovare una guida o istruzioni che possano convincere chi deve fare il lavoro, che il tutto è fattibile?

Vi è mai capitato di eseguire un impianto simile?

Grazie a chi può aiutarmi.

Daniele

fagli leggere il contratto con e-distribuzione che trovi qui: https://www.e-distribuzione.it/cont..._produttori/Condizioni_generali_contratto.pdf

si parla chiaramente di potenza in immissione e basta. La potenza in immissione è quella nominale dell'inverter ed è quella che verrà indicata nel preventivo.
Se vuoi esagerare puoi scrivere anche a GSE ed esporre i tuoi dubbi e fargli leggere la risposta scritta del GSE.

buon sole


PS SONO TORNATO ^_^;
 
Grazie mille Dr.Gix

Velocissimo, preciso e diretto.

Informerò l'installatore e se avesse ancora dubbi, cercherò qualcuno di più preparato nella mia zona.


Buona serata a tutti
 
Salve a tutti, se considero un accumulo collegato in alternata tramite un inveter retrofit che si aggiunge ad un impianto fv già esistente, è corretto considerare come potenza nominale totale la somma della potenza nominale dell'impianto esistente (minor valore tra somma potenza dei singoli pannelli e potenza nominale inverter) e la potenza nominale dell'inverter retrofit? Inoltre la potenza in immissione sarà soltanto quella dell'impianto già esistente visto che la potenza prelevata dall'accumulo non verrà immessa in rete ma verrà utilizzata solo per alimentare i carichi utente?
 
La potenza in immissione è quella nominale dell'inverter ed è quella che verrà indicata nel preventivo.
Se vuoi esagerare puoi scrivere anche a GSE ed esporre i tuoi dubbi e fargli leggere la risposta scritta del GSE.

ciao,

ho scoperto oggi questa discussione,

iero ho inviato al GSE questa domanda:

salve, un chiarimento:
nella vostra FAQ COD. KB0014331 a titolo: "Quale potenza viene presa a riferimento in fase di stipula di un contratto di Scambio sul Posto?" fate riferimento alla delibera 578/13 (TISSPC) uscita l'anno 2013 dove la potenza dell'impianto si basa solamente sulle potenze nominali dei pannelli;
mentre io sapevo che questa definizione era stata superata da un aggiornamento del 2016 della norma CEI 0-21,
più precisamente nell'ultimo aggiornamento di aprile 2019 al punto 3.53 definizione di Potenza Nominale è riportato: "Nel caso di generatori FV, la potenza attiva massima erogabile è limitata dalla potenza nominale dell’inverter, qualora questa sia minore della somma delle potenze STC (Standard Test Condition) dei moduli FV."
Quindi Vi chiedo cortesemente di chiarire questo dubbio. Grazie


Vediamo se ci hanno ripensato......
 
da quanto leggo ti dice che a riferimento è presa la potenza minore tra inverter e campo FV, perche in un caso o nell'altro sei limitato ad uno dei due parametri, anche se poi l'inverter con una potenza nominale di 6kw può arrivare anche oltre (pannelli permettendo)
 
ricevuta risposta dal GSE:

Gentile STEFF,
ti informiamo che l'argomento è stato più volte trattato con l'ARERA la quale ha ribadito che, ai fini dello Scambio sul Posto,
la definizione di potenza è quella rilevabile dalla lettura combinata di TISP e TISSPC;
in particolare il TISP allegato alla delibera ARERA 570/2012/R/efr e s.m.i. stabilisce che "ai fini dell'accesso al regime di SSP si fa riferimento al termine di "potenza complessivamente installata", rinviando al TISSPC allegato alla delibera ARERA 578/2013/R/efr e s.m.i. per un necessario coordinamento delle varie disposizioni.
in particolare, il TISSPC, alla lettera cc), definisce la "potenza di un impianto ai fini del presente provvedimento:
- per gli impianti fotovoltaici, la somma delle singole potenze di picco di ciascun modulo fotovoltaico facente parte del medesimo impianto,
misurate alle condizioni nominali, come definite dalle rispettive norme di prodotto".
Saluti


quindi a questo punto non ci sono più dubbi... per il GSE conta solo la somma dei pannelli
 
"quindi a questo punto non ci sono più dubbi... per il GSE conta solo la somma dei pannelli"
Certo

ma questo non è mai stato in discussione tranne che per coloro che insistono nel voler fare dei distinguo che non esistono:
la ragione risiede nel fatto che a GSE interessa la capacità produttiva di un impianto e quindi delle rinnovabili in generale,
al distributore di rete interessa la potenza d'immissione ( inverter)
questa la ragione dei due differenti valori , il primo deve sapere quanti kWh producono potenzialmente le rinnovabili
il secondo ha interesse a conoscere la potenza massima in rete e dimensionarla di conseguenza ( dovrebbe!),
tutto qui.
 
Per il GSE è da sempre che vale la potenza nominale dei moduli, sia per il Conto Energia, sia per lo SSP che per il RID.
Differente il discorso con il Distributore, che giustamente applica la CEI 0-21.

saluti
 
Se accetti un consiglio, visto che probabilmente resterai in monofase dentro casa chiedi solo 6KW trifase in prelievo in modo da non invalidare la dichiarazione di conformità dellimpianto elettrico di casa (immagino che tu la abbia altrimenti non sei perfettamente in regola) . Dai 10KW in prelievo in su serve un "progetto" fatto da un ingegnere ed una nuova dichiarazione di conformità e senza amicizie nel settore non spendi meno di 2500 euro senza dover fare adeguamenti...

ho già un impianto FV in IV° CE e vorrei aggiungere un secondo impianto SSP 50% e un terzo impianto RID 110%

A) 4 kWp SSP (con minime eccedenze e distacchi occasionali per supero)
B) 6 kWp SSP (al servizio di futura PdC)
C) 6 kWp RID con accumulo (al servizio di futura Wallbox)

- Attualmente ho tutto monofase con "potenza disponibile in prelievo" = "potenza in immissione richiesta" = 3,3 kW.
- Pensavo di richiedere sin d'ora connessione in trifase con "potenza disponibile in prelievo" = 6,6 kW.
- Non posso assolutamente toccare l'impianto elettrico esistente (con "dichiarazione di conformità" risalente a 25 anni fa)
- Non posso redistribuire i carichi di A).

■ Con queste premesse, realizzando B) e C) in tempi successivi, basteranno i progetti della ditta installatrice FV?
■ E' corretta la mia idea di attestare due inverter monofase (da 6 kW) sulla fase B e sulla fase C (con immissione 6,6)?
■ Prendo una PdC monofase attestata su B, oppure una trifase attestata su A-B-C?
■ Dato che i singoli sistemi sono inferiori a 11,08 kW potrò fare senza SPI? O dovrò installare tre SPI?
 
kaladiluna

Mettiamoci d'accordo sui termini: vuoi realizzare (in tempi successivi) altre due SEZIONI di impianto. Non si tratta di due impianti FV nuovi che richiederebbero, per essere tali, due nuovi contatori di produzione e due nuovi contatori di immissione/prelievo. Il tuo progetto implica 1 singolo contatore di prelievo/immissione (da 6kw + 10% di prelievo e da almeno 16kw + potenza inverter dell'accumulo se lato AC).
Il mio dubbio riguarda la sezione in rid che presumo venga realizzata con gli incentivi del superbonus e che potrebbe farti perdere il diritto agli incentivi delle altre due sezioni se la normativa viene applicata ad litteram. Su questo punto ti conviene scrivere direttamente a GSE dal portale e chiedere delucidazioni perché gli orientamenti su questo punto sono in continua "evoluzione".
Venendo alle tue domande, ricordandoti che sono un medico e non un installatore/elettricista, credo che per essere in regola servano:
A) 2 dichiarazioni di conformità alla norma cei-0-21 delle due nuove sezioni di impianto fatte da chi installa/progetta le due nuove sezioni.
B) Contatore trifase in immissione/prelievo con ciascun inverter collegato ad una fase diversa.
C) pdc monofase attestata sulla fase della sezione di impianto RID (con accumulo da come scrivevi sopra).
D) singolo SPI trifase.

My2cents
 
kaladiluna
Il tuo progetto implica 1 singolo contatore di prelievo/immissione (da 6kw + 10% di prelievo e da almeno 16kw + potenza inverter dell'accumulo se lato AC).
l'accumulo dell'impianto C) è previsto sul lato continua. Operativamente, è corretto applicare in successione queste tre diverse modifiche "amministrative" al contratto di connessione?

• variazione da monofase a trifase, con immissione che resta ai 3,3 correnti e prelievo che passa a 6,6. Questa modifica pensavo di richiederla sin d'ora per conto mio indipendentemente da tutto il resto. Il prelievo resterebbe poi per sempre fermo a 6,6 (salvo che si dimostrino insufficienti per la pompa di calore).

• variazione con incremento potenza di immissione, per cui ai 3,3 si aggiungono i 6 forniti dal secondo inverter (e siamo a 9,3). Questo in occasione della registrazione della sezione di impianto B) da 6 kWp in SSP 50%

• variazione con incremento potenza di immissione, per cui ai 9,3 si aggiungono i 6 forniti dal terzo inverter (e siamo a 15,3). Questo in occasione della registrazione della sezione di impianto C) da 6 kWp in RID 110%

E' così che funzionano le cose? e quali sono i tempi di espletamento da parte di e-distribuzione?
 
Si funziona così in linea di massima ma non è implicito che ti vengano autorizzate tutte le pratiche perché dipende anche dallo "stato di salute" della linea in bassa tensione a cui sei collegato e soprattutto da quanti altri impianti FV si trovano già collegati al momento della richiesta. Bisognerebbe chiedere se è possibile avere un'autorizzazione in immissione da 16kw già quando attivi la seconda sezione in modo da tutelarsi... per i tempi dipende dalla zona e dal periodo dell'anno e da eventuali "solleciti". In linea di massima le tempistiche sono indicate sul sito del tuo distributore ma possono volerci anche mesi se per portarti la trifase devono fare scavi su strada.
 
Alle vostre considerazioni ed alle vostre esigenze aggiungete che da qualche giorno è stato finalmente risolto il problema della valutazione della potenza generatrice di un pannello fotovoltaico "bifacciale".

il CEI si è espresso per considerarlo di potenza effettiva pari a quella nominale di targa , quindi escludendo il plus del bifacciale, ovvero un pannello di 450W (560 bifacciale) sarà considerato da 450W:

Questo avrà un impatto fortemente positivo per chi li monta su pergolati o su terrazzi , un pò meno per gli altri ma sarà comunque un plus sfruttabile in occasione ad esempio di un revamping di impianti in conto CE che a fronte di una medesima potenza installata potranno godere di una produzione aumentata dal 5 al 15/20 % o anche più in caso di installazione su terrazzi.
Una buona notizia che consentirà a molti la sostituzione dei pannelli obsoleti con altri che si ripagheranno in breve della spesa sostenuta a fronte di una capacità di produzione certamente aumentata.
 
Il mio dubbio riguarda la sezione in rid che presumo venga realizzata con gli incentivi del superbonus e che potrebbe farti perdere il diritto agli incentivi delle altre due sezioni se la normativa viene applicata ad litteram. Su questo punto ti conviene scrivere direttamente a GSE dal portale e chiedere delucidazioni perché gli orientamenti su questo punto sono in continua "evoluzione".
trovo scandaloso che a un anno e mezzo dall'introduzione del superbonus, e a dieci mesi da quando ARERA ha dato mandato a Terna e GSE di adeguare le normative pertinenti, ancora non ci sia una risposta eci si debba porre queste domande. Grandi lamentele non ne sento... ma come diavolo fanno le ditte a presentare uno straccio di analisi economica ai clienti che sono già in Conto Energia? E cosa diavolo hanno firmato con GSE quelli che del Superbonus hanno già usufruito? Ed è mai possibile che ognuno, per il medesimo dubbio, debba interpellare il GSE? Che poi magari finirà per dare risposte diverse all'uno e all'altro...
 
...e il dubbio dovrei pormelo anche per il potenziamento dell'impianto SSP IV° CE con nuova sezione SSP? Chiedo, poiché un operatore con cui ho parlato non era sicuro neanche riguardo a tale caso, e mi ha suggerito di interpellare sia GSE che il distributore (peraltro mi sembra che a e-distribuzione si dovrebbe chiedere solo riguardo alle immissioni, e a GSE solo riguardo alla perdita di incentivi....)
 
kaladiluna se non ti affidi ad un professionista i tuoi dubbi resteranno sempre tali.
non c'è alcun problema a fare una nuova sezione di impianto su uno già incentivato in CE soltanto che perdi l'incentivo se lo fai con il 110%
Diverso il caso se puoi avere un altro contatore oppure , c'è un terza soluzione, ma ripeto va valutata da un installatore esperto, l'impianto in CE può anche essere trasferito su altra abitazione ma qui intervengono molti fattori da valutare ma in 10 mesi avresti risolto.
 


di professionisti ne ho in ballo due: quello per impianto 110% dice che non sa se perdo l'incentivo CE, quello per impianto 50% dice che per essere sicuri di mantenerlo è meglio interpellare GSE. Tu mi sembri sicuro che nel primo caso lo perderei, e sicuro che nel secondo caso lo manterrei senza tanti interpelli. Ligabue per il primo caso sta aspettando chiarimenti, e per il secondo probabilmente concorda con te. Junp non saprei...
 
L'incentivo in Conto Energia NON si perde, tranquilli.
Il dubbio rimane solo se con una prima sezione in SSP, si può effettuare la seconda in RID. Per quella che è la mia esperienza si può fare, dato che il V CE funziona come il RID ed ho già effettuato potenziamenti in V CE con prima sezione in SSP.

Settimana scorsa è stata allacciata la seconda sezione di un impianto in RID (110); la prima sezione era in VCE. A breve effettuerò la pratica RID sul portale GSE per la seconda sezione e avrò l'ufficialità...

Saluti
 
A proposito di RID con superbonus 110%, è vero che il corrispettivo che il GSE eroga al cliente per ogni kwh immesso in rete verrà rimborsato dal cliente stesso in quanto non può usufruire di altri bonus al di la del superbonus stesso?
 
Domanda da profano: ho già un impianto FV da 4.14 kW con IV conto energia, ora dovrei installare un nuovo impianto, autonomo dal primo per non perdere il conto energia, con una potenza di 9 kW con accumulo da 24 e inverter monofase da 6 kW, devo passare al trifase?
 

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