Nuova PDC Altherma 3 Compact in R32.


grazie a Carlowatt ora riesco finalmente ad avere più dettagli per capire il comportamento della mia macchina.
PDC 22-12-13_1.JPG

qualcuno mi sa dire se dal grafico è possibile capire se le aree gialla, blu e rossa sono sbrinamenti o on-off?

grazie in anticipo!
 
Ciao, mi spighi i passaggi e gli strumenti per ottenere quel grafico...grazie







In questa foto nessuno sbrinamento.

Dall'immagine del tuo post 1767 se ne vedono invece 3.

Negli sbrinamenti la potenza scende quasi a zero, poi risale di poco per circa 1-2 minuti ( fase attiva a circa 600-750 W ) ... ritorna a zero e poi riparte al valore nominale.
 
In questa foto nessuno sbrinamento.

Dall'immagine del tuo post 1767 se ne vedono invece 3.

Negli sbrinamenti la potenza scende quasi a zero, poi risale di poco per circa 1-2 minuti ( fase attiva a circa 600-750 W ) ... ritorna a zero e poi riparte al valore nominale.

ho fatto un ingrandimento di uno degli sbrinamenti.
il solo ciclo di sbrinamento ha una durata complessiva di circa 35 min: è normale?
(è questa durata che mi aveva fato sorgere il dubbio che fosse un on-off.)

Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: PDC 22-12-13_sbrinamento.JPG  Visite: 0  Dimensione: 27.9 KB  ID: 2220420

per esempio ho appena scaricato anche i dati del pomeriggio:
PDC 22-12-13_pomeriggio.JPG
e questo è un dettaglio di quello che dovrebbe essere un sbrinamento, molto più breve di quelli notturni:

PDC 22-12-13_sbrinamento pomeriggio.JPG
 
Ultima modifica:
Ok grazie! In realtà la pdc è già in funzione da un paio di settimane, ed effettivamente il prima riscaldamento dell'acqua è stato fatto tutto con le resistenze.. ieri sera l'ho vista in funzione ma sicuramente non era per quello... non so cosa stesse facendo.. per sbrinare viene usata la resistenza? come si fa a capire che la macchina sta sbrinando?
La cosa della valvola al 12% è piuttosto strana però.. il manuale mi sembra abbastanza chiaro dove dice che quando fa riscaldamento la valvola deve essere a 0%... magari qualcuno ci può chiarire meglio la cosa
Ecco appunto... Oggi, per caso, sono andato nel locale tecnico a vedere cosa stava facendo la PdC, visto che i termostati segnavano 16,1 e 15,0 e la PdC è in modo riduzione da 48h, ma ieri sera stavano a 19,5 e 18,6.
La trovo a fare ACS (setpoint 42°, isteresi a 7° e accumulo a 35°, quindi appena iniziata) con mandata 40° e resistenza che si accendeva e spegneva ogni 3 secondi circa...
Non ho avuto tempo di indagare, ma ho disabilitato subito la resistenza.
Appena ho un po' di tempo cerco di capire la logica, perché non mi torna proprio :bored:

Comunque per gli sbrinamenti non usa la resistenza ma l'acqua del riscaldamento
 
ho fatto un ingrandimento di uno degli sbrinamenti.
il solo ciclo di sbrinamento ha una durata complessiva di circa 35 min: è normale?
(è questa durata che mi aveva fato sorgere il dubbio che fosse un on-off.)

No, non è uno sbrinamento, durata troppo lunga e picco troppo alto.

Quelli dell’altro grafico invece lo sono.
 
Buonasera a tutti, dopo 8 giorni al freddo la PDC ieri si è riavviata senza CAT, purtroppo però le disavventure non sono ancora finite.
Oggi, primo giorno dopo il riavvio è rimasta accesa tutto il giorno con consumi arrivati a 50kW e 24 gradi in casa, normalmente consumavo 20/24kW al giorno.
Questa sera ho scoperto che forse il problema adesso è l'ACS.
La PDC ha cercato tutto il giorno di portare a temperatura l'ACS (sul display la temperatura indicata era sempre di 37°C). Toccando la sonda all'interno del PIT improvvisamente la temperatura sul display è balzata a 87°C e la macchina è andata in errore (EC-00) poi rientrato quando è scesa a 70°C (la temperatura misurata sui rubinetti era comunque 37°C).
Inoltre le valvole 3 vie sul PIT mi sembrano bloccate, tant'è che, secondo me, la PDC buttava l'acqua calda per scaldare il PiT nel circuito di riscaldamento (e per questa ragione avevo 24°C in casa).
In attesa del CAT esiste un modo per verificare le valvole (Honeywell UC4013-44) sul PIT?
Ad esempio fare un azionamento forzato con qualche funzione sulla PDC ...

Una volta estratta dal PiT la sonda indica 66°C potrebbe essere rotta, anche qui esiste un modo per verificarla?

Al momento ho disattivato l'ACS sperando che domani il riscaldamento funzioni normalmente.

Grazie mille a chi mi vorrà consigliare.
 
Prova a vedere da questa schermata (gira la rotella 3 volte a dx) lo stato delle valvole:

Screenshot_2022-12-16-23-19-36-786-edit_com.google.android.apps.docs.jpg

E vedi se c'è qualcosa di anomalo.
La mia, mentre è in riscaldamento, è B1=12% e DHW=0%

Inoltre, prova a vedere il dettaglio degli errori, se presenti.

Infine, prova ad eseguire un test relè:

Screenshot_2022-12-16-23-23-22-746-edit_com.google.android.apps.docs.jpg

Non l'ho mai eseguito, ma fossi in te ci proverei, magari ottieni qualche info in più.
 
Prova a vedere da questa schermata (gira la rotella 3 volte a dx) lo stato delle valvole:



E vedi se c'è qualcosa di anomalo.
La mia, mentre è in riscaldamento, è B1=12% e DHW=0%

Inoltre, prova a vedere il dettaglio degli errori, se presenti.

Infine, prova ad eseguire un test relè:



Non l'ho mai eseguito, ma fossi in te ci proverei, magari ottieni qualche info in più.

Oggi ho provato a verificare ma il mio menu è diverso purtroppo non posso fare le prove di azionamento grazie mille lo stesso.
La disattivazione dell'ACS per oggi ha funzionato. Ho scaldato la casa con 16 kWh con temperatura esterna intorno ai 3/4°C
Mi sembra proprio però che la valvola a 3 vie non funzioni infatti l'acqua che serve per il riscaldamento entra nel PIT, scalda l'acqua sanitaria e poi va ai termosifoni.
(L'acqua nel PIT ha la stessa temperatura dell'acqua di riscaldamento).
Ho provato diverse volte a chiamare Daikin ma nessuna risposta...nel weekend i clienti si devono arrangiare.
 
Sapevo che l'interfaccia grafica era differente, ma non pensavo cambiassero anche le funzionalità... Peccato.

Però mi sembra strano quello che dici. Dovrebbe esserci un unico circolatore collegato allo scambiatore e la valvola non fa altro che deviare il flusso all'accumulo oppure al circuito. Ma non può succedere che siano in serie.
Forse è rimasta bloccata in mezzo, in quel caso una certa quota di energia andrebbe all'accumulo e il resto al circuito.

Da quanto ho letto sembrerebbe un problema abbastanza comune e per fortuna sembrerebbe semplice sbloccare o sostituire la valvola
 
Sapevo che l'interfaccia grafica era differente, ma non pensavo cambiassero anche le funzionalità... Peccato.

Però mi sembra strano quello che dici. Dovrebbe esserci un unico circolatore collegato allo scambiatore e la valvola non fa altro che deviare il flusso all'accumulo oppure al circuito. Ma non può succedere che siano in serie.
Forse è rimasta bloccata in mezzo, in quel caso una certa quota di energia andrebbe all'accumulo e il resto al circuito.
Da quanto ho letto sembrerebbe un problema abbastanza comune e per fortuna sembrerebbe semplice sbloccare o sostituire la valvola

Si esatto, il circolare è unico, la valvola devia solo il flusso, spero sia solo questo il problema. Al momento, come scritto, ho l'accumulo con la stessa temperatura dei termosifoni perché l'acqua del riscaldamento entra nell'accumulo e poi va ai termosifoni. Speriamo bene...
 
Al momento, come scritto, ho l'accumulo con la stessa temperatura dei termosifoni perché l'acqua del riscaldamento entra nell'accumulo e poi va ai termosifoni...
Successo anche a me, pur con macchina diversa (compact R410). Tre vie inchiodata e semi aperta sull'accumulo, 300 litri di volano termico in più per il pavimento radiante. Sgravata dal fardello della acs, la macchina andava che una meraviglia in "solo" riscaldamento, soprattutto con temperature sotto 0.

Dopo una settimana arrivato il CAT e per "soli" 180 € sostituita 3 vie.
 
Successo anche a me, pur con macchina diversa (compact R410). Tre vie inchiodata e semi aperta sull'accumulo, 300 litri di volano termico in più per il pavimento radiante. Sgravata dal fardello della acs, la macchina andava che una meraviglia in "solo" riscaldamento, soprattutto con temperature sotto 0.

Dopo una settimana arrivato il CAT e per "soli" 180 € sostituita 3 vie.

Purtroppo la data di fine garanzia era il 30/11/2022... spero di poterne usufruire ancora considerando i 2 mesi di tempo per comunicare il difetto.
 
E ho una domanda per voi che avete molta più esperienza di me: una volta arrivati a regime, sarebbe conveniente a livello di consumi abbassare il dT inseguito dalla macchina dai 5° di default a 3°?

Mi viene da pensare che il circolatore aumenterebbe la portata e il compressore lavorerebbe a regime ancora più basso, assorbendo meno nel complesso.
D'altra parte però, sarebbe più "instabile" se aumentasse la T-esterna facendo diminuire il dT effettivo prima che la macchina riesca ad adattarsi, facendola spegnere.

Sbaglio?

Mi autoquoto.
Il test mi sembra perfettamente riuscito.
La PdC è sul canale 1 (R) e segna negativo perché il TA è montato al contrario... Ma a parte il segno, il valore dovrebbe essere giusto.

IMG_20221222_015112.jpg
Screenshot_2022-12-22-01-50-09-266_com.android.chrome.jpg
 
Ho preso la nuova Daikin altherma 3 R da 11kw ech2o splittata abbinata al madoka e a solare termico drain back , ora però arriva la.parte più difficile, trovare la soluzione impiantistica più funzionale ed efficiente. Ho casa di circa 240 mq in classe a4 con VMC e fotovoltaico da 20kw. La casa ha radiante per riscaldamento e fancoil per il raffrescamento. Avrei in mente di fare lavorare la macchina diretta su radiante in riscaldamento a questo punto cosa fare? Creare un circuito parallelo escludibile con valvola manuale per i fancoil che verrebbero utilizzati solo in raffrescamento, escludendo a quel punto il radiante. Un altra ipotesi che mi frulla nella mente é quella di mettere i fancoil in serie prima del radiante, in questo modo non mettendo alcuna valvola sui fancoil in riscaldamento l'acqua calda circolerebbe solamente ma essendoci le ventole spente non avrebbe nessun effetto, quindi sarebbe il radiante ad occuparsi del riscaldamento, in raffrescamento invece farei andare i fancoil in deumidifica mandando acqua a 15 gradi che andrebbe poi nel radiante ad una temperatura sicuramente maggiore, evitando quindi la condensa. Mi pare che qualche utente molto preparato qui sul forum abbia già proposto una scelta impiantistica del genere ma non ricordo il nome.

Avrei poi delle esigenze a cui però penso non si possa ovviare utilizzando la stessa PDC, ma le butto lì comunque, magari ne esce qualche spunto interessante.

-Riscaldare con un fancoil una pergola bioclimatica di 40 mq saltuariamente che ha grosse dispersioni, la soluzione che vedo io é uno split ad espansione diretta. Utilizzare la stessa P.d.c richiederebbe una complicazione impiantistica ( separatore idraulico, pompe di rilancio, valvola miscelatrice sul circuito a bassa temperatura), inoltre lavorando con sonda ambiente (madoka) immagino che verrebbero meno tutte le logiche di modulazione, correggetemi se sbaglio e sarei costretto a lavorare con i termostati di zona

- Questa è la CHICCA! riscaldare costantemente una piscina al chiuso e ben coibentata di circa 22 m3 alla temperatura di 26 gradi. In questo caso la soluzione più semplice, utilizzare una pompa di calore dedicata per piscina. Soluzione più complessa fare lavorare la pdc di casa su uno scambiatore a piastre per piscine alla stessa temperatura del radiante. Il problema sarebbe che anche in questo caso la sonda ambiente (madoka) modulerebbe solo in base alla temperatura interna di casa, come potrei predisporre il tutto impiantisticamente ? Sarei costretto anche in questo caso ad inserire separatore idruaulico e pompe di rilancio?

Insomma tanti dubbi mi attanagliano e nessun tecnico e installatore della mia zona riesce darmi una soluzione valida.
 
Ho preso la nuova Daikin altherma 3 R da 11kw ech2o splittata abbinata al madoka e a solare termico drain back , ora però arriva la.parte più difficile, trovare la soluzione impiantistica più funzionale ed efficiente. Ho casa di circa 240 mq in classe a4 con VMC e fotovoltaico da 20kw. La casa ha radiante per riscaldamento e fancoil per il raffrescamento. Avrei in mente di fare lavorare la macchina diretta su radiante in riscaldamento a questo punto cosa fare? Creare un circuito parallelo escludibile con valvola manuale per i fancoil che verrebbero utilizzati solo in raffrescamento, escludendo a quel punto il radiante. Un altra ipotesi che mi frulla nella mente é quella di mettere i fancoil in serie prima del radiante, in questo modo non mettendo alcuna valvola sui fancoil in riscaldamento l'acqua calda circolerebbe solamente ma essendoci le ventole spente non avrebbe nessun effetto, quindi sarebbe il radiante ad occuparsi del riscaldamento, in raffrescamento invece farei andare i fancoil in deumidifica mandando acqua a 15 gradi che andrebbe poi nel radiante ad una temperatura sicuramente maggiore, evitando quindi la condensa. Mi pare che qualche utente molto preparato qui sul forum abbia già proposto una scelta impiantistica del genere ma non ricordo il nome.
Dubito fortemente che il circolatore interno ce la possa fare a spingere l'acqua su fancoil e su radiante in serie, ma potrebbe essere possibile, e se lo fosse sarebbe un'ottima soluzione sia in inverno che in estate.
Hai un progetto dettagliato della distribuzione, comprensivo delle perdite di carico?
Se sì, è facile confrontarlo con la curva della prevalenza del circolatore e capire se ce la fa oppure no e in caso di quanto sta fuori.
Anche la soluzione con valvola a 3 vie che esclude il radiante in estate e i fancoil in inverno potrebbe essere praticabile, ma se possibile sceglierei la prima.
Ma per scegliere quale delle due devi necessariamente sapere a priori le perdite di carico.
A casa mia (300 mq) il circolatore da solo ce l'avrebbe fatta a malapena d'inverno per il solo radiante e non ce l'avrebbe fatta invece in estate, quando entra in gioco anche il deumidificatore che aumenta di parecchio le perdite di carico.
Nota a margine, sinceramente non comprendo la contrarietà diffusa verso separatori e gruppi di rilancio... Sono strumenti e come tali devono essere utilizzati quando necessario, senza stare per forza a inventare compromessi per non utilizzarli. Consumano energia, certo, ma davvero ci stiamo preoccupando di 20-30 Wh in più?? Boh...

Riscaldare con un fancoil una pergola bioclimatica di 40 mq saltuariamente che ha grosse dispersioni, la soluzione che vedo io é uno split ad espansione diretta. Utilizzare la stessa P.d.c richiederebbe una complicazione impiantistica ( separatore idraulico, pompe di rilancio, valvola miscelatrice sul circuito a bassa temperatura), inoltre lavorando con sonda ambiente (madoka) immagino che verrebbero meno tutte le logiche di modulazione, correggetemi se sbaglio e sarei costretto a lavorare con i termostati di zona
Visto che l'uso è saltuario, anch'io sono per lo split.
Complicare l'impianto introducendo un circuito secondario, a T diversa, quindi con miscelatrice dedicata, mi sembra più onere che onore.
Discorso diverso però se sei obbligato a mettere già un separatore per fancoil e radiante, allora a quel punto due o tre circuiti non fa molta differenza.

Questa è la CHICCA! riscaldare costantemente una piscina al chiuso e ben coibentata di circa 22 m3 alla temperatura di 26 gradi. In questo caso la soluzione più semplice, utilizzare una pompa di calore dedicata per piscina. Soluzione più complessa fare lavorare la pdc di casa su uno scambiatore a piastre per piscine alla stessa temperatura del radiante. Il problema sarebbe che anche in questo caso la sonda ambiente (madoka) modulerebbe solo in base alla temperatura interna di casa, come potrei predisporre il tutto impiantisticamente ? Sarei costretto anche in questo caso ad inserire separatore idruaulico e pompe di rilancio?
Anch'io sto pensando a come collegare la PdC alla piscina, ma la mia è esterna.
Nel tuo caso direi che dipende dalle tue esigenze e priorità: se vuoi che la piscina sia costantemente a 26° estate e inverno, non vedo altre soluzioni se non una PdC dedicata. 22 m3 per quanto coibentata bene, disperderà comunque parecchia energia.
E anche qui, in ogni caso, sarebbe utile avere il calcolo delle dispersioni per capire se con 11 kW ce la fai sia per casa che per la piscina.
Vale anche in questo caso il discorso del separatore, da valutare se aggiungere un quarto circuito, se già ce l'hai per altri motivi.
E inoltre c'è un altro problema: d'estate quando la PdC fa il freddo per la casa non potrebbe mandare in continuo il caldo per la piscina. Dovrebbe funzionare a fasi alterne con inversioni di ciclo che consumano un po' e hanno tempi di attesa, ossia ti cala il comfort sia della casa che della piscina.
Io ho in mente di usare l'energia in eccesso del solare-termico in estate per riversarla in piscina, così di alzare di qualche grado (forse)... Ma la mia è più un'ottimizzazione che un'esigenza vera e propria
 
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Ho preso la nuova Daikin altherma 3 R da 11kw ech2o splittata abbinata al madoka e a solare termico drain back , ora però arriva la.parte più difficile, trovare la soluzione impiantistica più funzionale ed efficiente. Ho casa di circa 240 mq in classe a4 con VMC e fotovoltaico da 20kw. La casa ha radiante per riscaldamento e fancoil per il raffrescamento. Avrei in mente di fare lavorare la macchina diretta su radiante in riscaldamento a questo punto cosa fare? Creare un circuito parallelo escludibile con valvola manuale per i fancoil che verrebbero utilizzati solo in raffrescamento, escludendo a quel punto il radiante. Un altra ipotesi che mi frulla nella mente é quella di mettere i fancoil in serie prima del radiante, in questo modo non mettendo alcuna valvola sui fancoil in riscaldamento l'acqua calda circolerebbe solamente ma essendoci le ventole spente non avrebbe nessun effetto, quindi sarebbe il radiante ad occuparsi del riscaldamento, in raffrescamento invece farei andare i fancoil in deumidifica mandando acqua a 15 gradi che andrebbe poi nel radiante ad una temperatura sicuramente maggiore, evitando quindi la condensa. Mi pare che qualche utente molto preparato qui sul forum abbia già proposto una scelta impiantistica del genere ma non ricordo il nome.


Ottima idea.
Il circolatore della 11 e la stessa 11 kW è largamente sovradimensionata per una casa A4 da 240 mq.
Ovviamente il circolatore sarebbe piu' che sufficiente a consegnare l'energia necessaria alla sua abitazione, sia in riscaldamento che in raffrescamento.

Io farei senza dubbio il sistema serie che ha ipotizzato; eventualmente puo in centrale termica mettere un sistema id valvole per spostare da serie a parallelo il circuito ( ..nel caso che abbia qualche dubbio e che voglia un sistema che escluda il radiante ).

Ottima idea comunque...

F.
 
Ultima modifica:
Dubito fortemente che il circolatore interno ce la possa fare a spingere l'acqua su fancoil e su radiante in serie,
...

Nota a margine, sinceramente non comprendo la contrarietà diffusa verso separatori e gruppi di rilancio... Sono strumenti e come tali devono essere utilizzati quando necessario, senza stare per forza a inventare compromessi per non utilizzarli. Consumano energia, certo, ma davvero ci stiamo preoccupando di 20-30 Wh in più?? Boh...

Io invece non capisco proprio come fai ad aumentare la prevalenza del circolatore di una PDC mettendo un separatore idraulico + circolatore ( pergiunta di soli 30 Watt ).

Il separatore idraulico azzera la prevalenza del circolatore interno alla PDC, che nel caso di PDC da 8-11 kW si parla di potenze di almeno 100 Watt.. quindi si mette un separatore idraulico, che azzera la prevalenza di un circolatore da almeno 100 Watt, per aggiungere poi un secondo circolatore da 30 Watt.. e facendo questa operazione magicamente la prevalenza aumenterebbe.

Boh.. ;)
 
Io invece non capisco proprio come fai ad aumentare la prevalenza del circolatore di una PDC mettendo un separatore idraulico + circolatore ( pergiunta di soli 30 Watt ).

Il separatore idraulico azzera la prevalenza del circolatore interno alla PDC, che nel caso di PDC da 8-11 kW si parla di potenze di almeno 100 Watt.. quindi si mette un separatore idraulico, che azzera la prevalenza di un circolatore da almeno 100 Watt, per aggiungere poi un secondo circolatore da 30 Watt.. e facendo questa operazione magicamente la prevalenza aumenterebbe.

Boh.. ;)
Forse mi sono spiegato male, ho semplificato troppo.
Non è solo questione di prevalenza, ma di curva caratteristica, quindi di una certa portata a una certa prevalenza.

Prendi il mio impianto, ho 3 circuiti, di seguito i dati di progetto:

1. Circuito radiante, perdita di carico = 6.6 kPa, portata nominale = 734 l/h

2. Circuito radiante, perdita di carico = 8.0 kPa, portata nominale = 759 l/h

3. Circuito deumidificatore, perdita di carico = 25.0 kPa, portata nominale = 1330 l/h

Questa la curva caratteristica del circolatore della 8 kW:

Screenshot_2023-01-02-00-36-29-334-edit_com.google.android.apps.docs.jpg - Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: Screenshot_2023-01-02-00-36-29-334-edit_com.google.android.apps.docs.jpg  Visite: 0  Dimensione: 136.9 KB  ID: 2223395

Ora, le perdite di carico non si sommano se sono su circuiti paralleli, si prende la maggiore, nel caso 25 kPa.
Al 100% il circolatore interno riesce a mandare, a 25 kPa, circa 1700 l/h.

Peccato, però, che a me servono 2823 l/h.

Se hai idea di come fare senza separatore-collettore e i 3 circolatori dedicati, ci metto un attimo a toglierli e a rivenderli :spettacolo:

Scherzi a parte, se ho commesso qualche errore sono sempre pronto a imparare :D
 

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