Credo che il loro problema non sia non potersi vaccinare, semmai per il loro sistema immunitario (meno efficiente) 2 dosi potrebbero non essere sufficienti per ottenere la giusta protezione.
Sono un po' arrugginito in materia, ma quasi 50 anni fa ho fatto un corso per collaboratore dell'associazione AVIS e grazie a quel corso rispondevo alle obiezioni delle persone che fermavo intorno all'autoemoteca e titubavano riguardo alla necessità del dono del sangue. L'impresa di convinzione era più difficile per me, perché non avevo ancora l'età per donare e quindi avevo solo la mia preparazione a supportarmi e non la forza dell'esempio che avevano i miei compagni del gruppo giovani già maggiorenni.
Il problema degli immunodepressi, come potrai immaginare, era uno dei punti di forza sia per spingere i sani a donare, sia per giustificare gli affetti a rinunciare alla donazione, ma aiutarci a sensibilizzare le persone al dono del sangue.
Più di recente ho assistito all'intervista di immunologi che hanno ribadito quanto ho scritto qui sopra, cioè che non tutti possono essere vaccinati (del resto lo avrai letto anche nel modulo del consenso informato che avrai firmato prima della vaccinazione).
Il discorso della terza dose, invece di solo due, è diverso e riguarda una risposta modesta allo stimolo del vaccino, invece il problema vero è quando la risposta è eccessiva e il corpo reagisce anche contro le proprie cellule. Non si può dare risposte generali, a un problema che è specifico solo per alcuni soggetti.
Comunque non è questo il succo del mio intervento precedente. Chi ha problemi con il vaccino, ce li ha con tutti i vaccini e quindi la sua situazione è sicuramente conosciuta da lui/lei e dal suo medico, che potrà certificare che non può essere vaccinato/a. Solo queste persone, a mio parere, sono giustificate a non vaccinarsi, ma ovviamente c'è la necessità di proteggersi comunque dal contagio. Per questi e solo per questi trovo giusto puntare a una immunità di gregge. Immagino che comunque queste persone avranno avuto la compiacenza di evitare di intraprendere una carriera nel campo sanitario e quindi non rientrano nel gruppo ristretto dei sanitari renitenti alla vaccinazione che dovranno essere ricollocati, o licenziati, se rifiuteranno la vaccinazione. (Non capisco l'atteggiamento di questi operatori sanitari, perché per svolgere la professione hanno dovuto fare vaccini a gò-gò, questo sarebbe stato solo uno in più rispetto a tutti gli altri!)
matador0975, non è una follia, sia Vaxzevria (AstraZeneca) che Janssen (Johnson&Johnson) sono stati autorizzati dall'EMA perché ritenuti sicuri ed efficaci, senza limitazioni di età (a partire dai 18 anni). I fatti recenti che hanno coinvolto i vaccini a vettore virale rientrano nei rari casi che portano a controindicare la somministrazione a determinati soggetti. Da noi si decide di porre delle limitazioni di età su scala nazionale, giusto perché abbiamo delle alternative, ma stai sicuro che se vi fosse stato solo quel tipo di vaccini, avrebbero solo raccomandato di seguire attentamente la raccolta di dati pre-vaccinazione, per escludere solo i soggetti a rischio. Questo modus agendi è tuttora la normalità per qualsiasi farmaco, visto che il rischio per i non vaccinati è enormemente superiore al rischio per le reazioni avverse di chi si vaccina.