Vi risulta che in Italia abbiano già prodotto dosi di vaccino anti-covid?
Sono dosi soltanto confezionate nel Lazio, ma credo prodotte altrove. L'Italia ha adottato, con la benedizione della CE, la linea dura contro Astrazeneca sulla base del fatto che quelle dosi non sono dirette a un paese con situazione grave paragonata a quella in Europa. E' il primo frutto della posizione presa da Draghi la settimana scorsa a Bruxelles. In effetti credo sia il momento di togliersi i guanti anche noi.
Purtroppo non sono vaccini prodotti in Italia.
Una notizia comunque molto, molto positiva:
T cell response to virus variants remains potent; Asthma does not raise severe COVID-19 risk (msn.com)
Traducendo e semplificando significa che l'immunità cellulomediata, quella di cui parlavo qualche post fa e che garantirà la trasformazione di questo incubo in un proverbiale "banale raffreddore" (almeno per la maggior parte della popolazione...) è stato confermato che rimane efficace anche nel caso delle varianti. La risposta dei linfociti T è potente sia nei vaccinati Pfizer e Moderna contro la proteina spike e sui frammenti, sia nei guariti. Anzi, in questi ultimi c'è la davvero splendida notizia che i linfociti T riconoscono e memorizzano come antigeni non solo la proteina spike, ma anche altre parti dell'involucro del virus!
La notizia è ottima perchè comporta che la variante può solo sfuggire agli anticorpi circolanti al momento. Ma NON sfugge alla guardia delle cellule T perchè queste ne riconoscono molte più parti antigeniche.
Inoltre si conferma che con ogni probabilità i guariti o negativizzati NON avranno bisogno di una nuova dose vaccinale anche se cala il titolo anticorpale! Avranno una reazione un po' ritardata rispetto ai protetti dagli anticorpi, con sintomi iniziali classici, ma con attivazione ritardata di poche ore della difesa anticorpale. Insomma l'azione del classico raffreddore! Ci ammaliamo tutti di rafreddore, anche se l'abbiamo già fatto magari decine di volte. Ma la malattia non evolve mai oltre i 3-4 giorni e resta con sintomi moderati perchè la reazione del corpo, mediata dalle celule T, è efficacissima seppure leggermente ritardata.
E per il virus è comunque una vittoria perchè anche se solo per 3 o 4 giorni riesce a moltiplicarsi.
Intanto sul fronte vaccini è in corso una specie di rivolta armata dei governi vari contro la iper-prudenza degli esperti che in effetti appare un po' stucchevole in certi casi.
Ora Germania e Svezia hanno deciso di estendere l'ottimo Astrazeneca anche agli over65. L'Italia, al solito, ci pensa un po', ma secondo me se i numeri continuano a salire si procederà sulla stessa strada.
L'EMA, travolta dalle pressioni, ha deciso di mettere sotto esame anche lo Sputnik russo (ma i russi hanno già detto che riusciranno a fornire 50 mil di dosi solo per giugno. Speriamo che possano inviare qualcosa prima). Anche l'approvazione di Johnson&Johnson, prevista per l'11, potrebbe essere accelerata.
Siamo ad una svolta cruciale nella pandemia. Da una parte i vaccini accelerano e tempo una ventina di giorni assisteremo a una vera e propria corsa anche in Italia. Dall'altra il diffondersi delle varianti pone gravi pericoli sul sistema ospedaliero.
Ristori vari cominciano a non bastare più e presto salirà la pressione per riaprire qualcosa. Credo che a quel punto sarà necesasrio fare una seria riflessione su un "certificato di immunità" che permetta a chi è negativizzato o guarito o vaccinato di tornare a dare un po' di ossigeno all'economia!
Ho capito che sà di "discriminazione", ma quando i giochi si fanno davvero pericolosi non è il caso di sfogliare le margherite oltre un certo limite!