No, non ce l'ha. Essere libertari non rientra nei principi e nei valori di quel movimento. Darsi quell'appellativo per loro è solo funzionale al loro scopo.
Il termine "libertà" risente essenzialmente della sfera in cui lo vogliamo intendere.
Il termine "libertario" visto da destra è diverso da quello visto da sinistra. La cosa riflette, appunto, la sfera sociale vista dalla "destra pura" che di solito valorizza l'individuo e la sua libertà personale in contrapposizione alla sfera sociale della "sinistra pura" che ha un'attenzione più centrata sulla tribù sociale.
E' la solita contrapposizione tra chi esalta il ruolo del cacciatore-raccoglitore che porta il cibo alla tribù e il ruolo di chi si occupa di suddividere il cibo con equità e giustizia all'interno della tribù!
La visione di "libertà" per forza di cose diverge.
Ma sono entrambe visioni libertarie del tutto realistiche e dignitose. Scopo della politica è quello di contemperare le due visioni.
Nel caso della pandemia c'è stata per un anno una forte compressione delle libertà individuali allo scopo di proteggere una libertà collettiva di essere protetti.
L'etica del "libertario di destra" si vede facilmente nelle parole del tipo del filmato. Che ha le sue ragioni, per carità, ma ha una visione che si capisce benissimo dalla scritta che porta sul cappellino! Le tasse sono un crinale divisorio fondamentale fra la visione libertaria di destra e di sinistra!
Ma non è che l'etica della parte opposta abbia poi così brillato. Infatti sono (siamo...) in molti ormai a porre ampi dubbi sulla gestione etica della pandemia adottata da Speranza. Lui, Conte e i tecnici a parere di molti hanno di fatto "distorto" le basi scientifiche e mediche su cui si basa la risposta medica ad un'epidemia per "adattarle" ad una visione appunto ETICA! Tipicamente italiana, spacciata un anno fa come la luminosa "prima la salute del lucro", ma che alla prova dei fatti ci ha finora garantito un tasso di decessi che è fra i più elevati al mondo, anche sopra a paesi come UK con la sua crisi da variante inglese, agli USA iper-libertari di destra o al Brasile del pazzoide negazionista!
E questa anomalia tipicamente italiana secondo me non potrà essere messa da parte facilmente col solito "vabbè noi abbiamo fatto del nostro meglio, se davamo retta a Salvini avevamo il triplo dei decessi", o tentando come sempre di "appaltare" le colpe del fallimento alla popolazione, specie giovane, che in realtà è stata in Italia particolarmente disciplinata e paziente.
Un po' tardi ora sbertucciare i "riaperturisti" da parte di coloro, anche scienziati, che a ottobre (alcuni pure ora!) davano la colpa della terza ondata alle discoteche di Rimini a luglio!!
Come sempre succede in guerra, il giorno dopo che i cannoni tacciono chi può festeggia, chi ha perso tutto cerca di sopravvivere, ma comincia a guardarsi attorno cercando i colpevoli della sua sfortuna! E di solito non ci va tanto per il sottile!
Quindi io non mi sento di sottoscrivere in alcun modo le teorie di quel leghista, ma vedo e condivido appieno molte critiche che prima o poi verranno fuori alla gestione politica della cosa!
Allacciandomi all'articolo di Repubblica citato da B_N_ sottolineo che ci sarà anche molta propaganda, ma la nozione che un "fine pandemia" si tradurrà in un rimbalzo delle aspettative e richieste della gente mi pare perlomeno garantito! Succede sempre alla fine di un grave periodo di crisi. La rinascita post-guerra, post-carestia, post-epidemia è da sempre un motore molto potente.
Resto convinto anch'io che la storia (che è fatta dall'umore della gente) spesso si comporta come un pendolo. Se spingi il peso troppo da una parte... otterrai come conseguenza che appena la situazione cambia e l'oscillazione muta direzione... non si fermerà in posizione di equilibrio. Ma "sconfinerà" ben oltre dall'altra parte!
La fortissima compressione economica e di libertà individuali messa in atto da un governo di chiara matrice politica non resterà senza conseguenze! Ribadisco che a mio parere al momento il 90% della gente ancora non si rende conto della vera portata della crisi economica e delle conseguenti mutazioni sociali. Ma alla riapertura (che non credo sarà davvero graduale e con attenzione alla sicurezza come sognano Speranza, Crisanti ed altri) avremo da una parte una fortissima domanda di "liberà individuale" espressa da chi ha mantenuto o rafforzato lo status economico privato e dall'altra gli effetti devastanti della crisi che taglieranno fuori dal processo produttivo e obbligheranno all'assistenza sociale ampie fasce di popolazione che un anno e mezzo fa si consideravano "tranquille".
A mio parere le forze di "libertà sociale" farebbero molto bene a prevedere fin d'ora gli strumenti (patrimoniale in primis) per drenare un po' di ricchezza accumulata e rimetterla in circolo, intervenendo anche sui meccanismi di "protezione sociale" garantiti solo ai cosiddetti "inseriti", riducendoli ed estendendoli a tutti.
Ma le prime decisioni della nefanda corte costituzionale che ci tocca pure pagare in tema di ritorno ai privilegi sindacalistici non promettono bene.
Vedremo! Per me ne vedremo delle belle. E delle brutte. Temo che la preoccupazione della polarizzazione dei redditi che viene sempre citata come "i ricchi sempre più ricchi i poveri sempre più poveri" subirà una decisa e difficilmente arrestabile accelerazione nei prossimi 3-4 anni in Italia.