Buongiorno, sto ristrutturando un appartamento di circa 180 m2 al 2° e ultimo piano di una casa colonica in Toscana. I soffitti sono a travi di legno con travicelli e mezzane e l’altezza media è di 3,5 m.
Sono previsti interventi di coibentazione al tetto, al pavimento e cappotto interno alle pareti Ciò porterebbe la classe energetica a B/C. Finora era usato come soffitta non riscaldata per cui non esiste uno storico dei consumi. Avrei anche intenzione di installare un FV da 4,5 o 6kw, a seconda della scelta dell’impianto di riscaldamento.
Da semplice consumatore mi sono rivolto al mio idraulico di fiducia e poi ho chiesto anche ad altre termoidrauliche per avere più preventivi oltre che più tipi di soluzioni. Sono uscite soluzioni interessanti per me, neofita, ma piuttosto disomogenee fra loro. Mi sono reso conto che molti lavorano "per abitudine", ossia suggeriscono ciò che fanno da anni, non conoscono nuovi prodotti e fin che la barca va...
Altri hanno proposto soluzioni più moderne, ma tutti sono ancorati alle marche che trattano e quindi tendono a proporre sempre e comunque il loro catalogo adattando per il meglio ma, a mio parere, non sempre per la soluzione migliore.
Fra le proposte c’è una tipologia che mi piacerebbe. Ed è quella di mettere una VMC termodinamica, quindi trattamento dell’umidità, condizionamento, riscaldamento e ACS. Il riscaldamento sarebbe sufficiente per gran parte dell’anno fin quando non dovesse essere molto freddo. In questo caso, come integrazione invernale sarebbe stato proposto o un riscaldamento elettrico a pavimento o un riscaldamento idronico a PDC sottodimensionato proprio perché la sua funzione sarebbe solo quella di integrare la VMC. In entrambi i casi il riscaldamento a pavimento, a detta dei proponenti, entrerebbe in funzione solo con basse temperature esterne, quindi si limiterebbe a pochi giorni l’anno.
Che dite? Ha un senso?
Grazie.