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Discussione: motivazioni dell'attacco al fotovoltaico

  1. #1
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    Predefinito motivazioni dell'attacco al fotovoltaico

    Nella ricezione della Direttiva 2008/28/CE nel DL da parte del Governo Italiano è stata interpretato con particolare brutalità quello che è uno scontro in corso in tutta Europa (anzi, in tutto il mondo).

    Lo sfondo di questa vicenda deriva dalla convinzione della UE che per contenere il cambiamento climatico occorre decarbonizzare l'economia. Che così si migliora anche l'indipendenza energetica che è un gravissimo problema geo-politico ed economico (il problema del secolo). Che, infine, è in gioco la leadeship delle tecnologie dominanti del XXI secolo.

    In questo passaggio epocale. Nel decennio che determina le posizioni e segna le traiettorie, la Germania spinge (con ragionevolezza, anche lei abbassa gli incentivi) sulle rinnovabili e si dota con grandi sforzi di una filiera completa.

    In questo momento il nostro Ministro per lo Sviluppo Economico che fa? Lascia la partita e ne gioca un'altra. Il nucleare e il sostegno alle industrie energivore.


    Ora. Dobbiamo essere consapevoli che la partita è grande. Quando Stern (cfr. "Rapporto Stern") ipotizza che per combattere i cambiamenti climatici sia necessario investire l'1% del PIL mondiale per i prossimi anni, di che sta parlando? Ovviamente dei nostri soldi. Dello spostamento dell'1 % della ricchezza da alcune cose ad altre.

    Guardando dal piccolo buco della serratura del mondo energetico, ad esempio, la conseguenza è che ENEL ed ENI vengono costrette a farsi carico di qualche esternalità in più (obbligo di acquisto dei CV, tassazione sulla CO2 emessa, etc.). Lo scaricano quindi sulla bolletta. Quindi la bolletta costa di più. Tutta, non solo la parte "FER" e "risparmio" (vantaggi secondari non da poco: i nostri impianti se questo si verifica vendono l'energia ad un prezzo maggiore, e non pagando la tassa sulla CO2 riducono il gap; inoltre si riduce in percentuale il costo in bolletta delle nostre componenti).
    Naturalmente il consumatore, trovandosi a spendere di più per l'energia, o compra qualche bene o servizio in meno (es. va a tagliarsi i capelli meno volte all'anno) o aumenta il risparmio energetico per compensare (o tutte e due).

    In definitiva alcuni settori (i nostri) ricevono il trasferimento di ricchezza perchè i loro "beni e servizi" sono ciò che serve per combattere il riscaldamento globale.

    Se va tutto (molto) bene, la dinamica genera crescita e vincono tutti. Se va male è solo una ridistribuzione e alcuni sono più poveri.
    Ma "nessun pasto è gratis". Chi sta facendo questo casino sulla bolletta (e quindi ci attacca) lo sa bene e mette le mani avanti. Ciò che combatte non è il fotovoltaico, ma le politiche di lotta al cambiamento climatico che considera insostenibili. Se vi ricordate alcune parti sociali e politiche lo hanno sempre detto (andate a rileggere le polemiche intorno all'adesione dell'Italia al Protocollo di Kyoto e quelle alla sua entrata in funzione quando aderì la Russia).
    Ma le considera insostenibili perchè ad esserlo è il suo business.

    Prendiamo, ad esempio, "Assocarta" che ha attaccato sui giornali il fotovoltaico e i suoi costi. Produce la carta, un processo incredibilmente energivoro, altamente inquinante (probabilmente la prima fonte di emissioni di diossina), indispensabile ma perfetta espressione della società dei consumi. Se a loro (che sono nell'elenco dei processi tenuti a pagare per le emissioni di CO2 e quindi in quello delle aziende a cui l'Italia ha deciso di regalare una "quota di emissioni") l'energia costasse di più non farebbe che bene. Se la carta costasse di più sarebbe un bene (trasferimento dei giornali su internet, meno riviste inutili a prezzi bassissimi, meno spreco di carta ovunque, lungo la filiera meno trasporti per lunghe percorrenze, meno consumo di suolo per ceppaie, l'unico svantaggio maggior costo dei libri, ma anche qui non conta tanto il numero ma la qualità -Kant aveva 200 libri-).

    Chiaramente ci sarebbe un impatto sul settore. Una piccola decrescita locale a favore di qualcun altro (cioè noi )

    La politica del MISE, in questo contesto può essere accusata sostanzialmente di due cose:
    - Miopia e
    - travisamento.

    Travisamento perchè il nucleare non è una FER. E' una tecnologia di transizione, a tempo. In un anno ogni mq riceve dal sole oltre 1,5 MWh.
    Più plausibile come tecnologia ad alta intensità, e di massa, è il carbone con cattura della CO2 (molto difficile e costoso, ma in prospettiva interessante). Se non altro è meno pericoloso stoccare la CO2 che l'uranio.

    Miopia perchè per difendere il presente (l'assocarta) esaurisce il futuro. Da un Ministero per lo Sviluppo Economico ci si aspetterebbe una politica industriale pensata meglio.


    Un paese che:
    - è al 30° posto in rapporto al PIL per le spese di ricerca e sviluppo (dopo Taiwan) ed al 9° in assoluto (dopo la Corea del Sud); che è al 12° posto dall'ultimo per lo sviluppo negli ultimi 10 anni; che ha una spesa per l'istruzione in % sul PIL inferiore al Botswana, al Burundi, alla Tunisia ed al Kenya: che ha il 3° saldo negativo dei pagamenti dopo USA e Spagna,
    - ma che ha la 5° industria manifatturiera del mondo; il 7° commercio di beni; e la 7° economia per PIL assoluto.

    DEVE fare uno sforzo maggiore.

  2. #2
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    Predefinito alcuni documenti utili

    allego alcuni documenti utili:
    - il testo originale della Direttiva 2009/28/CE
    - il riepilogo del "pacchetto 20-20-20" di cui la Direttiva fa parte.
    Ultima modifica di alvisal61; 26-05-2011 a 17:59

  3. #3
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    Dato per scontato che è un errore limitare le FER per qualsiasi altra cosa, non credi che il nucleare sia una buona soluzione per traghettarci alla data in cui le FER ce la faranno da sole?
    Essendo ottimisti il periodo di tempo potrebbe essere giusto la vita di una centrale moderna.
    Permetterebbe anche il rispetto dei vincoli di emissione di CO2 rispetto ad altre fonti non FER, sbaglio?

  4. #4
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    può darsi. nel senso che se ne può parlare (anzi si deve parlare di tutto).

    in un altro post ho proposto (a titolo strettamente personale) questa piattaforma:
    - se il nucleare costa, "all inclusive", al massimo la metà delle altre tecnologie industriali da fossili (considerando a suo vantaggio un costo della CO2 di 20,00 €/t oggi e di 100,00 €/t al 2050);
    - se non assorbe risorse pubbliche (economiche, ovviamente assorbirà risorse di autorità -capitale politico e sociale-);
    - se si costruisce contestualmente un deposito per le scorie affidabile (non eterno, almeno per un paio di secoli; presupponendo che in questo lasso si possa essere dotati della tecnologia per utilizzarle meglio).

    Allora si porti avanti il programma nucleare (scegliendo bene i siti, non con criteri politici o di consenso ma tecnici, cioè di sicurezza, principalmente dal punto di vista geologico e territoriale).

    Ma se questo è tutto vero non c'è alcuna ragione di frenare le rinnovabili. Bisogna solo dosarne lo sviluppo, in funzione dell'evoluzione tecnica ed economica, naturalmente.

  5. #5
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    Leggevo nel web le affermazioni dell'IdV e vorrei avere getilmente delle delucidazioni da chi ne sa più di me sul nucleare..
    Tralasciando (per favore..) le opinioni politiche personali di ognuno..secondo voi le loro sono affermazioni reali ed attendibili?
    Leo

    "Le centrali nucleari costruite negli ultimi 30 anni sono circa 450 e rappresentano meno del 4% della produzione elettrica totale. Se fossero realmente questo miracolo di cui parla il premier, dal momento che è una tecnologia nota da ormai 50 anni, le centrali nucleari avrebbero dovuto soppiantare quelle convenzionali e non essere un’irrisoria quantità della potenza elettrica installata nel mondo"..

    Nucleare, un’avventura senza senso

  6. #6
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    i punti deboli:


    Il nostro governo vuole tornare al nucleare nonostante gli italiani, con il referendum del 1987, abbiano detto no a larghissima maggioranza a questa energia.
    I 3 referendum avavno domande limitatissime. In prarica si vietava di dare contributi agli enti locali per ospitarle e si vietava a Enel di farle all'estero.
    Le ns centrali furono chiuse dal governo con decisione autonoma (3 perchè erano comunque da chiudere). Ne restava una, che probabilmente non era getsibile in modo economico da sola..senza una filiera..


    l’uranio fossili, è in via di esaurimento e, secondo stime affidabili, è destinato ad esaurirsi entro i prossimi 40 anni.
    L'Onu lo stima in 100 anni..


    La necessita di stoccarle fa lievitare i costi di questa energia.
    Lievitare si,..ma se restano comunque più bassi di altre fonti?


    A chi conviene tutto questo? Certamente non ai cittadini.
    Se pagassero energia come in Francia, il vantaggio sarebe dei cittadini e delle loro imprese.

    nessun paese occidentale ha messo in cantiere nuove centrali da quasi 20 anni. L’ultimo impianto è stato costruito nel 1979 (32 anni fa) negli Stati Uniti.

    NUCLEAR POWER PLANTS INFORMATION

    Under Construction Reactors by Country
    Under Construction
    CountryNo. of UnitsTotal MW(e)
    ARGENTINA1692
    BRAZIL11245
    BULGARIA21906
    CHINA2727230
    FINLAND11600
    FRANCE11600
    INDIA53564
    IRAN, ISLAMIC REPUBLIC OF1915
    JAPAN22650
    KOREA, REPUBLIC OF55560
    PAKISTAN1300
    RUSSIAN FEDERATION119153
    SLOVAK REPUBLIC2782
    UKRAINE21900
    UNITED STATES OF AMERICA11165
    Total:6562862

    Mi pare chedi Paesi occidentali c'è ne siano.. 1 impianto è in costruzione anche Negli USa (ovvio, ne hanno 104 attivi, non è che ne servano poi tanti..anche noi se ne avvessimo 10 non ne faremmo certo altri, ma non li abbiamo..)
    Aggiungi che dal 2004 si sono connessi 3 impianti in Giappone e 1 in romania...insomma se conti dal 2004 CEE+Giappone+ Argentina e Brasile, sono 13 impianti
    e poi la distinzione fra Paesi occidentali e Altri..ormai..che senso ha? non è che quando i prodotti viageranno con la carta di identità della CO2 che si portano dietro..quelli cinesi e Indiani e koreani saranno più "VERDI" dei nostri?

    marco
    “Through the release of atomic energy, our generation has brought into the world the most revolutionary force since prehistoric man's discovery of fire.” Albert Einstein

  7. #7
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    Va detto che tutti gli esperti stranieri, interpellati in proposito, si sono detti stupefatti che nel 1987 si sia deciso sul nucleare per mezzo di un referendum popolare. (Gli Italiani non erano, e non sono, tutti laureati in Fisica o in Ingegneria, e far loro prendere una decisione su cose che non sanno sarà democratico ma è idiota). Premesso, questo, rimane il fatto che ormai il nucleare, come riconosciuto ormai da tutta la comunità scientifica mondiale, è una tecnologia datata e non più sviluppabile. E poi, avessimo l'uranio, ma non ne abbiamo... Il sole per fortuna sì.

  8. #8
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    Quote Originariamente inviata da fmdl Visualizza il messaggio
    Va detto che tutti gli esperti stranieri, interpellati in proposito, si sono detti stupefatti che nel 1987 si sia deciso sul nucleare per mezzo di un referendum popolare.
    Ma infatti erano questioni AMMINISTRATIVE e non FISICO-NUCLEARE.. tipo, volete evitare che il CIPE decida i compensi agli enti locali in caso di disaccordo? volete evitare che sia posibile dare compeni territoriali? volete evitare che enel investa in centrali estere?

    Che poi senza compensi territoriali per 30 anni nesuno abbia proposto una centrale è pur vero..ma non perchè fosse vietato o illegale..ma perchè il Comune di turno non beccava una Lira..il vecchio conio..

    Infatti per farle (forse) domani..non serve nemmeno una Legge particolare..mi pare abbiano solo rimesso in piedi il discorso delle compensazioni..che vale per tutti..termonucleare , eolico, carbone, megasolare, etc..
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  9. #9
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    quanto tempo ci vuole a costruire una centrale nucleare diciamo da 1600 MW?
    Impianto 10,12 kW - 44 pannelli Ningbo Qixin 230W - Inverter PowerOne 10.0 OUTD FS - Località Bari - Tilt 20° - Azimut 0° SUD

  10. #10
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    nel post 1069 (p. 43) del "Nuova bozza rinnovabili) ho messo un presentazione di Bolognini dell'Associazione Italiana Nucleare. Stima in 54 mesi il tempo per costruire il reattore EPR di Flamanville.

  11. #11
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    Premetto che non sono ingegnere e che invito chiunque più preparato a ragionare con me.
    ieri facevo qualche considerazione sui fabbisogni energetici dell'Italia e sulle relative fonti di approvvigionamento. traendo i dati da wiki, il consumo di energia elettrica nel 2009 è stato di circa 337.601 GWh. la potenza media richiesta ammonta a 38,5 GW con picchi di circa 57 GW. considerato che la produzione attesa dal FV sarà di circa 9.000 GWh (all’allaccio dei 7 GW) il FV produrrà diciamo il 3% del fabbisogno. Ma occorre considerare anche che il FV produce in gran parte nei momenti della giornata in cui l'energia elettrica serve di più (ad esclusione di sabato e domenica). I 7 GW installati costituiscono quasi il 20% della potenza media richiesta. Consideriamo anche che non avremo mai in ogni momento i valori nominali di potenza installata, ma sicuramente il peso di questi 7 GW è ben superiore al 3%. Le centrali idroelettriche che pompano di notte per produrre maggiormente di giorno ne sono un esempio, producono il 16% del fabbisogno, ma in GWh non in GW di potenza.
    Non sono stato molto chiaro, ma credo che chi è del settore abbia capito.

  12. #12
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    io non ero contrario al nucleare, perchè ritenevo che potesse coesistere con le rinnovabili le quali non potevano da sole fornire la spina dorsale dell'approvvigionamento di energia elettrica nazionale. Ma se devo rinunciare da subito alle FER che in realtà si sono dimostrate tali da spaventare le lobby (perchè a livello di potenza installata in 12 mesi abbiamo installato 2 centrali nucleari), allora no

    Però è anche vero che non voglio + sentire gli ambientalisti che manifestano contro le pale eoliche, i moralisti che sono diventati tutti agricoltori che i terreni agricoli non si possono toccare ecc...
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  13. #13
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    [QUOTE=marcober;119187307.....
    Se pagassero energia come in Francia, il vantaggio sarebe dei cittadini e delle loro imprese.
    [/QUOTE]
    Nel 2005 oltre il 5% delle spese dello Stato, in Ucraina e Bielorussia, era assorbito dalle vittime di Chernobyl.
    Il prezzo dell'energia elettrica in Francia è POLITICO non reale.

  14. #14
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    Etnaland..guarda che valori elevati della potenza li raggiungi solo per 2-3 ore centrali della giornata e per 4-5 mesi all'anno.
    Mentre il picco di consumo avviene piuttosto verso le 17-18, quando il solare ha già dato..
    Inoltre la discontinuità di alcune fonte è considerata un distrurbo per la rete (Terna) che deve spendere più soldi di prima per inseguire il carico in ogni zona di dispacciamento..il disturbo spesso di tramuta in problema, come in Germania dove hanno avuto 2 pesanti black out dovuti alla instabilita dell'eolico (crollo improvviso).
    Quindi un sistema equilibrato ha una fonte continua che fa il base load (la piu economica possibile), un insieme di rinnovabili difficilmente modulabili ma equilibrate da fonti facilmente modulabili (gas)



    Citazione:
    Originariamente scritto da everywhere
    Il prezzo dell'energia elettrica in Francia è POLITICO non reale.


    Questa frase , perdonami, non ha senso...dire che un bene o un servizio sono venduti a pezzo "politico" significa che sono venduti sotto costo e il delta lo mette lo Stato con trasferimenti o i cittadini con aggravi di costo (ad esempio in bolletta).
    Questo in Francia non mi pare avvenga:
    - non ci sono finanziamenti a fondo perduto per la costruzione
    - non ci sono incentivi per la produzione.

    Direi che il settore "a prezzo politico" in tutta Europa è proprio quello delle rinnovabili, che ancora a un gap rispetto al mercato da colmare.
    Infatti la critica maggiore alle rinnovabili sono gli aiuti pubblici decisi dalla politica, non certo altri argomenti..
    Mentre l'argomento forte del nucleare è i baso costo di generazione complessivo..se manca questo cade il discorso.

    Se poi in un Paese hanno costruito una centrale civile con scopi militari e questo ha comportato che non fosse posibile avere il mantello di sicurezza (Chernobil)..direi che è un porblema di un Paese Comunista che come sempre specula sulla pelle dei sudditi..che poi vengono messi in situazoione di gestire impianti pericolosi senza preparazione.

    Inoltre, se ora il Giappone risarcisse tutti i morti del crollo della diga, penso che l'idroelettrico sarebbe la fonte piu cara in Giappone pe ri prossimi 50 anni..e quindi? dovremmo asciugare tuti i ns bacini?
    Un pò di coerenza non guasta alla discussione..




    Citazione:
    Originariamente scritto da ricjet
    Però è anche vero che non voglio + sentire gli ambientalisti che manifestano contro le pale eoliche, i moralisti che sono diventati tutti agricoltori che i terreni agricoli non si possono toccare ecc...


    E' probabile che, checche ne dica la Prestigiacomo, con la nuova ondata emotiva il nuke in Italia non si farà mai (certo che il Berlusca porta pure s****..torri gemelli, Aquila, crisi 2008, ora tzunami nuclearizzato..)..però il far west rinnovabile mi preoccupa..ad esempio l'uso dei crinali appeninici per l'eolico a me fa ribrezzo e tristezza...come pure il FV a metà collina, magari fra vigneti o nocciolleti..

    Se parliamo di eolico nele zone industriali e di FV su tetti e discariche o zone agricole non di pregio..va bene..ma allora normiamo bene questi punti..ad esempio basta pale a cavallo dei crinali e piu discariche coperte da pannelli e obbligo di FV minimo piu elevato sulle nuove costruzioni (che oggi viene largamente dribblato)

    M
    Ultima modifica di marcober; 15-03-2011 a 15:05
    “Through the release of atomic energy, our generation has brought into the world the most revolutionary force since prehistoric man's discovery of fire.” Albert Einstein

  15. #15
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    Se parliamo di eolico nele zone industriali e di FV su tetti e discariche o zone agricole non di pregio..va bene..ma allora normiamo bene questi punti..ad esempio basta pale a cavallo dei crinali e piu discariche coperte da pannelli e obbligo di FV minimo piu elevato sulle nuove costruzioni (che oggi viene largamente dribblato)

    M
    Pienamente d'accordo!
    Faccio mie anche le considerazioni di Etnaland

    Vorrei proporre anche un'altra angolazione da dove prendere in considerazione i costi/benefici dell'energia fotovoltaica per l'utente finale.
    Porto l'esempio della Scuola Elementare del mio paesello.
    Consumi di Energia elettrica 2010 = kWh 48.914 spesa totale 8196.62 euro
    Costo al kWh 0.160 + IVA al 10%.
    Questo nonostante il PUN sia sceso quest'anno a 0.056 al kWh (è già due mesi che ci avvisano che dovrà crescere, anche prima dei problemi in Libia).
    Fortunatamente abbiamo sul tetto 17 kWp che diminuiscono di un terzo il fabbisogno.
    Personalmente avrei raddoppiato questo impianto. Purtroppo devo scontrarmi con consulenti che mi dimostrano che è più conveniente il kWh nucleare.
    Ma anche se fosse vero il costo di 0.012 espresso da Marcober, quando mai verrà applicato al cliente finale?
    In questo senso il costo che NOI paghiamo ADESSO è politico.
    Quante volte è stato chiesto di togliere l'IVA dalle accise?
    Finchè ci sarà la volontà di scaricare sull'utente finale il massimo che posso richiedergli, ci sarà sempre spazio per le energie autoprodotte.
    Questo porta a prendere seriamente in considerazione l'effetto che segnala Etnaland. La quantità di fotovoltaico che entrerà in produzione entro Giugno è in grado di coprire il 20% del fabbisogno di picco dei mesi estivi, portando ad una redifinizione della curva del fabbisogno di picco e totale, che continuerà a scendere (è già cominciato a gennaio) nonostante la ripresa in atto. Discesa ancora maggiore se per effetto della crisi in Giappone si innescherà un'altra frenata dell'economia.
    Questi sono i problemi relativi agli 8000 MW che saranno allacciati entro giugno, ma i veri problemi sono questi numeri postati da alessandro 74:

    Dalla relazione di Terna aggiornata al 31/12/2010, sono giacenti richieste di connessione per:
    - 96.753 MW di eolico
    - 23.157 MW di solare
    - 6.313 MW di impianti a biomasse
    - 5.502 MW di altri impianti

    Totale 131.725 MW di impianti FER, tutti incentivati, a fronte di un fabbisogno massimo di 56.425 MW.

    http://www.mobilityconference.it/all...onti_TERNA.pdf
    Ultima modifica di mariomaggi; 19-03-2011 a 17:33

  16. #16
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    Quote Originariamente inviata da Osvaldo Visualizza il messaggio
    Ma anche se fosse vero il costo di 0.012 espresso da Marcober, quando mai verrà applicato al cliente finale?
    Il meccanismo è quello della Borsa elettrica di GME..se veramente il nuke ha costi di produzine inferiori e siccome non può modulare (piu di tanto) ne tantomeno interrompere..saranno spinti a fare (ogni giorno per il giorno dopo) l'offerta piu bassa del mercato..per essere certi di piazzarla sempre e tutta..in tal modo per forza di cose l'offerta piu cara (per un ugual quantitativo) finisce fuori mercato e non viene assegnata..cioè non trova un compratore.
    Siccome poi le tariffe in maggior tutela dipendono dall'andamento generale di questo mercato elettrico, ecco che man mano i vantaggi arrivano all'utente.
    Pe ri grossi consumatori, il vantaggio arriva dalla competizione fra i venditori in un mercato che dovrebbe averte eccesso di offerta..

    Questo in teoria..

    Marco
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  17. #17
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    Quote Originariamente inviata da fmdl Visualizza il messaggio
    Gli Italiani non erano, e non sono, tutti laureati in Fisica o in Ingegneria, e far loro prendere una decisione su cose che non sanno sarà democratico ma è idiota
    Non penso che per decidere su una questione cosi importante si debba essere laureati o tecnici nucleari. La scelta è di buon senso. Se penso che una cosa non sia sicura non la voglio, mi pare semplice il concetto. Stiamo parlando di centrali nucleari che come dimostra ampiamente quello che sta succedendo in giappone non possono ( e non lo faranno mai) garantire al 100% che non succederanno disastri. E non c'è bisogno di spiegare la differenza tra un problema a una centrale nucleare e uno ad una centrale termoelettrica...

  18. #18
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    Quote Originariamente inviata da Martino Visualizza il messaggio
    E non c'è bisogno di spiegare la differenza tra un problema a una centrale nucleare e uno ad una centrale termoelettrica...
    Vista così pare semplice..ovvio che un guasto ad una centrale nucleare non provoca grandi impatti a livello locale..ma se ti chiedo di quantificare il danno ambientale e umano di quello che è successo in Giappone e di quello che è successo nel Golfo del Messico alla BP..la cosa non è poi banale.

    Quali danni sono stati prodotti al plancton? quali scorie si ritrovano oggi nella catena alimentare di quelle zone dovute al disastro? che effetti hanno e avranno sull'uomo?

    Oppure, visto che circa metà del budget e dello sforzo militare mondiale sono spesi per sicurizzare la filiera del petrolio... che effetti si hanno con l'uso di certi armi chimiche o tossiche in giro per il mondo? che prezzo di vite umane comporta questa filiera?

    Come vedi le cose non sono poi così semplici..e anche davanti ai disastri che si vedono in Giappone..occorre conservare almeno la capacità critica..

    Marco
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  19. #19
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    Quote Originariamente inviata da Martino Visualizza il messaggio
    Non penso che per decidere su una questione cosi importante si debba essere laureati o tecnici nucleari. La scelta è di buon senso. Se penso che una cosa non sia sicura non la voglio, mi pare semplice il concetto.
    Se è così semplice il concetto:
    le discariche e gli inceneritori sono inquinati, non li voglio;
    le dighe sono pericolose, non le voglio;
    le fabbriche sono inquinati, non le voglio;
    le pale eoliche sono brutte, non le voglio;
    l'allevamento puzza, non lo voglio.

    La cosa più furba poi è stata chiedere alla gente appena dopo un disastro di quella portata.

  20. #20
    Pietra Miliare
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    policeaida....dimentichi di dire che il FV è costoso per le tasche degli italiani (detto alla Romani..), non lo voglio...
    Leo.

  21. #21
    Seguace
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    Dimenticate anche che,l'Italiano medio,se ha 20.000 euro in tasca,si cambia la macchina,non investe certo nel fotovoltaico.....
    4.25 kWp - 18 pannelli trina solar da 235 w-Posizionato sul terreno: Pistoia Lat 43°49'
    Inverter Aurora Power One P V I 4.2 -
    Azimut 15° sud est-tilt 30.

  22. #22
    Monumento
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    l'italiano medio che potrebbe ripagarsi serrameti migliori in 12 anni, lo fa solo se c'è una legge che permette di ripagarli in 6..anche se sa benissimo che dureranno almeno 30 anni e che la casa la lascerà a figli..
    Quindi non aspetatevi che con la grid parity cambi qualche cosa..l'italiano aspetterà sempre di fare la sua micro-speculazione..di guadagnarci qualche cosa..di avere l'dea che lo Stato lo aiuta..meglio se pagando meno tasse (che sono sempre un fastidio).
    Inutile professarci tutti ambientalisti..siamo tutti così..io per primo..

    Marco
    “Through the release of atomic energy, our generation has brought into the world the most revolutionary force since prehistoric man's discovery of fire.” Albert Einstein

  23. #23
    Pietra Miliare
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    Ti straquoto Marco..attualmente vivo grazie al FV ma non ho problemi a dirlo..l'ho sempre detto e sempre lo dirò che se non fosse stato per le incentivazioni ora non si vedrebbe un pannello sui tetti..
    Leo.

  24. #24
    Seguace
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    tutte le tecnologie attuali hanno goduto di incentivi in epoche passate. L'economia di mercato "pura" non è mai esistita da nessuna parte(come il comunismo). E' giusto dare incentivi, è giusto dosarli per far sviluppare le tecnologie, per creare occupazione. Ora, in parole semplici, esprimo la mia idea. Le FER e il nuke sono complementari a livello "tecnico", ma acerrime nemiche in termini "finanziari". Se voi foste i "padroni" di un fondo di investimento miliardario, vi presenano 2 progetti:

    a) Centrali Nucleari: costose, tempi lunghi di realizzazione, poco accettate a livello sociale, competitive a livello "energetico" ma con tempi di rientro lunghi e in buona parte "ignoti".

    b) Impianti alimentati da FER: meno costose(non in termini assoluti), accettate di buon grado a livello sociale(tranne rare eccezioni), tempi di rientro degli investimenti massimalmente "certi".

    Quale scegliereste?

  25. #25
    Monumento
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    il gestore di un Fondo tende a minimizzare il rischio..investirebbe il 50% in ognuna delle iniziative.
    Il 75% del costo di Olkiluoto è credito bancario..e di certo le stesse banche mondiai che sono nel pool son anche nei pool di qualche mega progetto FV Italiano Tedesco o Spagnolo..
    Marco
    “Through the release of atomic energy, our generation has brought into the world the most revolutionary force since prehistoric man's discovery of fire.” Albert Einstein


 
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