1000 Watt Batteria Lifpo4 meno di 1KEuro, ci provo


Vipsolar fotovoltaico

Il datasheet delle mie celle da Soc 100% a 3,40V.................... ben al di sotto dei 3,65
Se arrivo a 3,65 sono oltre 377 A caricate, 37 A oltre il nominale
Non ho bisogno di arrivare a 3,65, e la compressione iniziale è calcolata 50/150, i 50 sono tassativi, KgF con Soc 30% per raggiungere i 750 KgF MASSIMI al Soc 100%
Non possiamo saperne piu di chi le produce............................ almeno io
-
Se fosse come dici dovrei vedere le molle spianate a pieno carico, invece si riducono di solo 1 mm misurato con calibro
10 molle mi danno 9 mm di spazio di sicurezza piu lo stiramento dei materiali che volendo si puo sempre calcolare come fanno produttori di pacchi batteria.................... non hanno molle
 
Ultima modifica:
Nel mio caso la batteria a fine carica stava esercitando circa +1.680 N
-
Che sono 168 Kgf, un quarto del carico ammesso
-
Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: Schermata del 2026-04-20 18-32-29.png  Visite: 0  Dimensione: 6.9 KB  ID: 2321859

Posso solo dire che il tutto funziona alla grande e senza andare fuori parametri
Anche senza scomodare troppo i 2/3 Ing. che ho sempre tra i piedi e in Famiglia

A fine carica una MB31 tiene 6200 N di compressione, se stai su 1600 sei alla pressione iniziale con Soc al 30%
Come le mie che ne danno quasi 7000 N a piena carica
Qualcosa non torna..........................
E certamente con quella pressione spancia anche oltre.
-
Io ho usato una cella di carico da laboratorio con 0,5% di tolleranza..........................
-
E qui chiudo il paragrafo senza altre risposte nel merito da parte Mia


Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: Schermata del 2026-04-21 08-45-06.png  Visite: 0  Dimensione: 43.3 KB  ID: 2321874
Tabella della dilatazione di una cella Mb31 eseguita in laboratorio con compressione di 300Kgf
Con corrente di carica di 50 A la dilatazione complessiva si dimezza
Risultati reali e non calcolati
-
Stessa cella con 10 Kgf


Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: Schermata del 2026-04-21 09-13-06.png  Visite: 0  Dimensione: 26.2 KB  ID: 2321875
 
Ultima modifica:
Forse non mi sono spiegato a sufficienza...
A 3,28 V/cella la compressione data era di 320 kgf, scaricata a 2,5 V/cella la compressione è calata a circa 295 kgf poi a fine carica è arrivata a circa 465 kgf.
Molle scelte di conseguenza per non andare mai oltre agli 8.000 N anche quando eventualmente le celle spanceranno portando a fine corsa le molle (cosa assai remota anche a EOL).

Per informazione le molle a tazza o Belleville non hanno una costante K per cui il loro comportamento non è lineare come con quelle elicoidali e non serve scomodare studi di ingegneria, bastava anche un adolescente di un tecnico che lo sapeva.

PS: A riposo a 25°C le LFP sono a 3,4 V al 100% e su questo non ci piove... Leggendo da specifiche anch'esse riportano che il metodo di test nella ciclatura è 2,5-3,65 V, identiche alle MB56 su questo aspetto. Opportuno non confondere i valori OCV con quelli di carica tranne se non si vuole limitare la %DOD.
 
Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: Schermata del 2026-04-23 07-21-03.png  Visite: 0  Dimensione: 137.5 KB  ID: 2321907
Ultime 24 ore di SOC ...........................niente male
-
P.s. come da previsioni la espansione massima con corrente di carica a 0,20 C e stata di 0,95 mm, totale, per 8 celle
-
Carica terminata a 55,2 V come da impostazioni BMS
-
Sbilanciamento dei 2 pacchi 0,009/0,007 V rispettivamente

-
Ultimi 7 giorni..

Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: Schermata del 2026-04-23 08-22-37.png  Visite: 0  Dimensione: 185.2 KB  ID: 2321908

-
 
Ultima modifica:
Le tabelle linkate mi sembra di averle già viste con stessi valori su noti canali YT... E di "laboratorio" hanno ben poco per il mio punto di vista; quei 40 A sono gli stessi dello strumento EBC-A40L, e qui 120 A li ho visti su un canale YT proprio con MB31 ed LF280K; casualità?
Su quei "laboratori" avrei diversi aspetti da confutare e già qualche spunto lo ho dato.

Se usi rondelle a tazza quei 0,95 mm di escursione (comparatore?) hanno un valore ben diverso da esempio 0,95 mm con sistema con molle elicoidali per motivi già esposti senza scomodare titoli di studio universitari.

PS: Se sapessi De e Di molla a tazza e spessore (la config. si sa già)... Facile ricavare l'effettiva escursione che si può avere senza andare oltre freccia massima imposta.
 
IO CONOSCO L'ESCURSIONE DI LAVORO E MAX

Io ho tutti calcoli chiesti al produttore, ho anche le tabelle per confrontare con la cella di carico
Devo dire che ha fatto un buon lavoro, ci ha preso quasi in pieno
A me interessa non portare le celle oltre il carico max, e vista la escursione che ho, 150/600 in sicurezza, potrei metterci anche dei mattoni al posto delle molle
Che poi i 600x2/6 fanno 200 Kgf max per ogni barra e circa 1o2 mm di escursione............... se usi un pannello di multistrato da 15 mm hai risolto, io ci ho messo un pannello in Pvc da 12mm piu profilo ad U 40x40 di rinforzo
Conosco anche i valori da misurare con spessimetro per controllare al volo la situazione.............................
IO ho solo eseguito istruzioni di chi produce le molle............................................. .......... cio mi basta e avanza
Basta chiedere "voglio un carico da xx Kgf a xx Kgf" e se hai scelto bene ti dicono come e cosa fare............ facile

Il prossimo accumulo lo prendero gia pronto all'uso, sara al 100% senza molle, molto meglio
 
Ultima modifica:
Cioè intendi rigido
-
Quelli commerciali,quasi tutti, non hanno molle poiche le espansioni sono minime viene calcolato il punto massimo e mettono tra le celle separatori in gomma,
Nel mio pacco Cei 021 ho trovato silicone tra le celle al posto delle molle.................................. e devo dire che funziona al 100% da 3 anni, chi avra calcolato il tutto?? forse qualche utente del Forum............................................. .........
Poi se aver usato un sistema invece di un'altro provoca tutta sta polemica, non so che dire.............................
Io non ho chiesto nulla a nessuno...............................
 
Ultima modifica:
Ho chiesto perchè secondo qualcuno agevolare ,seppur "molto" limitatamente (molle,ecc,ecc.) queste dilatazioni sia addirittura nocivo.Cioè che più si rende rigida la struttura meglio sarebbe.Boh ... correnti di pensiero ... ?.
 
Ho chiesto perchè secondo qualcuno
-
Le schede tecniche delle mie "pile" dicono con anche esempi bene descritti che : "la pressione iniziale esercitata DEVE ESSERE circa 100 Kgf con il 30% di Soc a 25 gradi centigradi"
-
"Il massimo carico NON DEVE superare 700 Kgf con Soc 100% sempre a 25 gradi centigradi"
-
Poiche mi fido del produttore in essere ho adottato misure per stare dentro i parametri prescritti con margini adeguati
-
Ogni produttore/marca utilizza propri parametri e pertanto è necessario porre domande agli attori preposti onde avere risposte adeguate
-
Tutto il resto sono domande al fumo che circonda tale ambiente

P.s. Considera che con correnti di 0.25 C l'espansione si presenta con 0,1 0,2 mm su una cella compressa con 300 Kgf
0.1/0.2 mm non è agevolare ma contenere....................................
I box che sono n commercio sfruttano lo stiramento naturale, calcolato, dei materiali ed altri accorgimenti come detto al post precedente
Niente di trascendentale............................ come qualcun vuole far credere

P.s.s. se pretendi di caricare a 1C o anche sopra è normale che poi ti ritrovi dei palloncini................... ho provato su una cella da 105 A e ha oltrepassato 10 Cm di spessore senza nulla di eccezionale................................ pero dovuta buttare
 
Ultima modifica:
Intendi 0,25 su 1?

SI
-
1 C è la corrente massima che puoi immettere nella "pila"
Un pacco da 300 Ah lo pui caricare con 300 Ah ed è 1 C, 0,25 C è un quarto di 300 Ah
Io uso 75 Ah su 445 Ah di accumulo diviso in 2 in parallelo .............................. in estate anche troppo, in inverno puoi salire a 100, 150 se hai 2 pacchi e BMS con limitatore di corrente

Schermata del 2026-04-25 10-23-54.png
-
Piu lentamente carichi meno stressi, preferisci sempre 2 pacchi piu piccoli ad uno grande ed avrai piu durata e resa
Con 6Kwh di carico un BMS da 150 Ah è al limite, se sono in due da 150 vanno a spasso con 6 Kwh di carico, senza contare la ridondanza in caso di guasti

All'interno avviene una reazione chimica che produce anche calore, se caricate in modo pesante si sente la diffenza di temperatura anche toccando le celle
Se caricate a bassa corrente la temperatura rimane sempre molto bassa e poco sopra la T° ambiente
Di piu non so e non è mio interesse saperlo
 
Ultima modifica:
Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: Schermata del 2026-04-25 15-11-45.png  Visite: 0  Dimensione: 443.4 KB  ID: 2321947

Solo l'immagine non è perfetta................................

Clicca sull'immagine per ingrandirla.  Nome: Schermata del 2026-04-25 18-34-58.png  Visite: 0  Dimensione: 143.4 KB  ID: 2321950

Niente male...................... uscita inverter
 
Ultima modifica:
I pannelli solari sono passati da circa 9 a 11,4 centesimi di dollaro per watt in poco più di tre mesi.

Sembra una variazione piccola. In realtà è quasi il 27% in più su una componente che, per anni, ci avevano abituato a considerare sempre più economica, sempre più abbondante, sempre più scontata.

La promessa implicita era questa: la tecnologia migliora, le fabbriche diventano più efficienti, le celle rendono di più, quindi i prezzi continueranno a scendere.

Ma l’industria non funziona così.

Una tecnologia può migliorare e, nello stesso momento, smettere di costare meno. Perché dentro un pannello solare non ci sono solo innovazione e automazione. Ci sono argento, polisilicio, energia industriale, carbone, trasporti, sussidi, rimborsi fiscali, miniere, tariffe, e soprattutto potere politico.

L’argento, per esempio, non è un dettaglio. Nelle celle fotovoltaiche serve nelle paste conduttive che raccolgono la corrente generata dalla luce. È prezioso, conduce molto bene e sostituirlo non è banale. Il rame costa molto meno, ma richiede processi diversi e deve garantire affidabilità per decenni.

Reuters ha riportato che l’argento è salito fortemente, che la pasta d’argento può arrivare a pesare fino al 30% del costo di una cella e che il fotovoltaico assorbe circa 196 milioni di once troy l’anno, pari al 17% della domanda globale. Quando un materiale così importante rincara, il pannello non può continuare a scendere di prezzo solo perché “la tecnologia migliora”.

Poi c’è il polisilicio, il materiale di base dei moduli. Produrlo richiede grandi quantità di elettricità e calore industriale. E qui cade un’altra parte del racconto comodo: una quota rilevante del solare cinese low cost nasce da energia a carbone usata a monte nella filiera.
Non parliamo soltanto del mix elettrico cinese. Parliamo anche di impianti costruiti attorno alla disponibilità di carbone e di centrali dedicate o integrate.

Xinte Energy, grande produttore cinese di polisilicio, nei documenti presentati alla Borsa di Hong Kong scrive che il carbone fornito da TBEA serve a generare elettricità nella propria centrale per la produzione di polisilicio. Nello stesso documento indica che la base di Ganquanpu, nello Xinjiang, ha 100.000 tonnellate annue di capacità produttiva e che oltre il 60% dei suoi consumi elettrici è coperto da una centrale di proprietà da 2×350 megawatt.
Questa è industria pesante. Non poesia verde.

Carbone locale, elettricità stabile, costi bassi, produzione continua, export globale. Una parte del prezzo bassissimo dei pannelli importati in Europa nasceva anche da qui.

La Cina ha fatto una scelta industriale lucidissima. Ha investito decine di miliardi nella filiera fotovoltaica, ha costruito capacità produttiva enorme, ha spinto i prezzi verso il basso, ha sostenuto l’export e ha lasciato che la concorrenza interna diventasse feroce.

L’effetto fuori dalla Cina è stato altrettanto concreto: produttori europei in crisi, filiere occidentali indebolite, investimenti scoraggiati, competenze disperse. Finché il pannello costava sempre meno, molti hanno preferito chiamarla convenienza.
Oggi la dipendenza è misurabile. L’Agenzia internazionale dell’energia stima che la Cina controlli oltre l’80% delle fasi principali della produzione fotovoltaica mondiale. Nel 2024, secondo dati della China Photovoltaic Industry Association ripresi dal CSIS, la Cina produceva il 93,2% del polisilicio mondiale, il 96,6% dei wafer, il 92,3% delle celle e l’86,4% dei moduli.
Quando un Paese controlla quasi tutta la catena, non controlla solo le fabbriche. Controlla tempi, prezzi, disponibilità, standard, margini e potere negoziale.

Ora Pechino sta cambiando fase.

Il 17 aprile le autorità cinesi hanno convocato una riunione sul fotovoltaico per contrastare l’“involuzione”, cioè la guerra interna dei prezzi che ha portato sovraccapacità, margini distrutti e perdite nel settore. Tra le misure indicate: controllo della capacità produttiva, standard tecnici, disciplina sui prezzi, qualità, fusioni e proprietà intellettuale.

In parallelo, dal 1° aprile la Cina ha eliminato il rimborso IVA all’export per diversi prodotti fotovoltaici.

Prima il prezzo basso ha conquistato il mercato. Poi gli altri hanno perso pezzi di filiera. Adesso la Cina prova a rimettere ordine in casa propria, ridurre la guerra dei prezzi e far risalire i margini.
Per chi dipende dalle importazioni, la conseguenza è scomoda: se non produci, non decidi. Compravi pannelli perché costavano poco. Domani li comprerai perché non hai alternative sufficienti.

Il fotovoltaico continuerà a essere utile e continuerà a crescere. Ma non è una garanzia di indipendenza energetica se dipende da una filiera quasi interamente controllata da un altro Paese, alimentata a monte anche da carbone dedicato e soggetta a decisioni politiche che non prendiamo noi.

La sicurezza energetica non si costruisce solo installando gigawatt. Si costruisce mantenendo fabbriche, materiali, reti, competenze, capacità programmabile e potere industriale.

Sul fotovoltaico, la Cina non vende soltanto pannelli.
Tiene in mano la catena di fornitura.

E quando qualcuno tiene in mano la catena, prima o poi decide anche quanto tirarla.


Fonti principali
  • “Solar panel prices rise after China clampdown on producer competition” — Financial Times.
  • “China Holds PV Meeting to Tighten Competition Controls with Demand-Side Focus” — OPIS, A Dow Jones Company.
  • “Africa’s solar sector braces for higher costs as China cuts rebates” — Associated Press.
  • “Executive summary – Solar PV Global Supply Chains” — International Energy Agency.
  • “Supply chain risks and industrial competitiveness” — International Energy Agency.
  • “China’s Solar Industry Is in Upheaval—The Effects Will Be Global” — Center for Strategic and International Studies.
  • “Solar industry accelerates shift from silver as costs soar” — Reuters.
  • “Coal Procurement Framework Agreement with TBEA” — Xinte Energy Co., Ltd., Hong Kong Stock Exchange.
  • “Polysilicon Manufacturers: Global Top 10” — Bernreuter Research.
 
23 watt circa il consumo macchina !
il mio un po meno, compreso2 Bms e 1 meter 38W
Devo dire che questi INVT sono delle belle macchine, mai visto un inverter regolato a 230V uscire con 229,9 con 6,2 Kwh di carico e senza nemmeno un ronzio, assolutamente silenzioso........................ sarei curioso collegarci un oscilloscopio di buona fattura e controllare l'onda, anche se non ho dubbio alcuno
I 445 A si vedono
 

ULTIMI MESSAGGI

Sezioni in Evidenza

Fotovoltaico Aspetti Tecnici, Bancari e Legislazione Isolamento, insuflaggi e Cappotti Tecniche e materiali per l'efficienza termica Riscaldamento e Raffrescamento Soluzioni a Legna, Pellet e Pompe di Calore Ossidroelettrico La nuova fonte di energia dall'infrarosso

Tags + Popolari

Stai usando un browser non aggiornato. Potresti non visualizzare correttamente questo o altri siti web.
Dovreste aggiornare o usare un browser alternativo.

Indietro
Top Bottom