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1) ....Comeper il presente e le varie tecnologie ora disponibili, quando in futuro avremomagari le batterie al grafene sarà piuttosto facile che non saranno l'unicatecnologia in circolazione.
Ecco cheforse le colonnine serviranno comunque, per alimentare i mezzi sprovvisti digrafene.
2).... cimetteremo a fare le belle passeggiate domenicali e i 600Km non ci basteranno.
Ecco cheanche con il grafene forse le colonnine ci serviranno comunque.
3).... Direche sono inutili penso sia esagerato anche per un altro motivo.
Correggimise sbaglio ma non è vero che se la quantità di corrente che entra nellabatteria è di più bisogna automaticamente avere più corrente fornita dalsistema di distribuzione?
4).... Credoche le colonnine poi servano in futuro qualsiasi mezzo, non solo Vectrix oaltri scooter, magari camion, autobus, TIR, oltre che le auto.
5).... Sonoconvinto che per ogni tipo di carburante serva una buona distribuzione sulterritorio nazionale di relativi distributori.
Premesso che io non voglio una rete completamente sprovvista di colonnine, voglio solo che l'attuale rete NON sia implementata, perchè è un'infrastruttura che tra un decennio o poco più, sarà completamente inutile o completamente da rifare per l'approvvigionamento dei soli mezzi pesanti.
noi ragioniamo sempre sul presente, ma se ragionassimo a 10-15 anni, quando usciranno auto con autonomie di 800km e con tutte le altre full electric in circolazione che non superano i 200km, è facile prevedere che quella (o migliori) sarà la tecnologia prevalente e che le "vecchie" si convertiranno o andranno demolite. Di certo le nuove e le vecchie batterie non coesisteranno per molto tempo, max 5 anni non di più e sono stato largo. In sostanza, se hai un mezzo elettrico, non puoi esser "sprovvisto di grafene", perchè la differenza è abissale.
2)
600km per una passeggiata domenicale è una percentuale talmente bassa di utilizzatori finali, che non si prende neanche in considerazione.
3)
anche qui bisogna fare uno sforzo su come cambieranno le nostre abitudini in base alla variazione della tecnologia in futuro.
Noi siamo sempre abituati a pensare alle batterie come serbatoio: scarico/carico, esattamente come per il serbatoio della benzina.
Bisognerebbe pensare invece allo stoccaggio elettrico come un accumulo di provviste dell'inverno, sulla falsariga della storiella della formica e della cicala.
Se sono un utente medio che fa 100km al giorno e ho un'auto con autonomia di 1000km con pacco da 200kwh, di certo non caricherò il pacco solamente quando è scarico. Più probabilmente quando scenderà sotto l'80% di SOC, lo caricherò tutte le volte che posso, in regime di costo energetico minore (quindi di notte) e con assorbimenti più bassi possibili per sollecitare le batterie il meno possibile ed avere anche un DOD maggiore possibile. Solo in casi non programmati e sporadici caricherò velocemente a molti ampere e magari pure di giorno.
Insomma ogni volta che entrerò in garage, metterò sotto carica l'auto ed un sistema intelligente su mie indicazioni o anche no, deciderà con quanti ampere caricare, in base al SOC ed al tempo da dedicare alla carica. Solo per fare un esempio banale: nei casi in cui vado al mare nel weekend, al venerdì sera opterò per la ricarica veloce per raggiungere il SOC massimo.
Teniamo conto che abbiamo 108 ore alla settimana per caricare a tariffa bassa e nel caso non ce la facessimo col contratto da 3kW, possiamo farne uno da 6.
4)
per i mezzi pesanti che debbono compiere un lungo raggio, il discorso cambia radicalmente. Se anche in futuro si optasse per stazioni di ricarica, quelle esistenti sarebbero completamente da rifare perchè incapaci di trasferire cotanta energia in poco tempo. Per un mezzo pesante parliamo di batterie dell'ordine dei MegaWattOra.
5)
il problema sta proprio in quella parolina: "distribuzione" e "relativi distributori".
la maggior parte degli studiosi in materia di "futuro energetico" sono convinti che l'energia non fluirà più da un centro (la centrale elettrica) alla periferia (utilizzatore finale), piuttosto l'energia sarà prodotta capillarmente e poi scambiata in rete su un modello tipo internet. Quindi non più un collegamento unilaterale centrale-utilizzatore ma uno bilaterale utilizzatore-utilizzatore-stoccaggio centrale o distribuito.
quindi non più gestori che lucrano sul movimento di energia ma scambi bilaterali. Ovvio che le centrali non spariranno dal giorno alla notte e probabilmente alcune saranno in servizio anche quando questo nuovo sistema sarà in vigore (soprattutto le idroelettriche), ma di certo la stragrande maggioranza dell'energia non transiterà più da esse.
In questo contesto parlare di distributori di energia è quantomeno anacronistico, molto più probabilmente accadrà che le batterie di nuova generazione, saranno talmente capienti ed economiche che i rifornimenti esterni saranno talmente sporadici che a mio giudizio, le colonnine oggi esistenti bastano e avanzano.
PS
per chi fosse interessato al futuro energetico, consiglio di leggere:
"mondo distribuito" di Simone Malacrida
"la terza rivoluzione industriale" di Jeremy Rifkin