Coibentazione tetto/sottotetto/mansarda: QUI TUTTE LE DOMANDE E DUBBI


Sì ma sotto le falde del tetto che cosa c'è? Una mansarda riscaldata e abitata oppure un locale non riscaldato? Questa informazione è determinante per sapere che intervento fare. A casa mia ad esempio ho posato proprio 8 cm di EPS sulla soletta e sopra 4 cm di pannelli in fibra di legno, perchè la soffitta è non riscaldata e non ha senso coibentare le falde ma va coibentata la soletta.
 
Salve ragazzi,

in un tetto in legno dovrò andare a coibentare con fibra di legno ed EPS.
La giusta procedura, per migliorare la traspirabilità, è quella di utilizzare il materiale più traspirante all'interno e quello meno all'esterno, dico bene? :bored:

Quindi nel mio caso:
coppi
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telo impermeabile
^
EPS
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assito
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listelli con interposta fibra di legno
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guaina anti-risalita umidità
^
cartongesso o assito
 
Nella mia abitazione (anno di realizzazione 1980) il tetto è realizzato con travi in cemento armato, tavelloni e tegole portoghesi (appoggiate sui tavelloni, senza intonaco né guaina impermeabilizzante). Poiché volevo procedere a rifare la copertura facendo stendere uno strato di impermeabilizzante sui tavelloni, chiedo se mi consigliate un qualche intervento per coibentare ulteriormente le falde, tenuto conto della tipologia di copertura. Che tipo di pannelli si potrebbero stendere su una struttura del genere? Sopra o sotto la guaina? La soffitta al disotto è al grezzo e non è usata se non come ripostiglio quindi ciò che interessa è più che altro coibentare le stanze al disotto della soletta della soffitta. Tale soletta, faccio notare, è già coibentata con 8 cm di EPS + 4 cm di pannelli in fibra di legno + ulteriori 2 cm di listoni abete per camminare. Alla luce di questo, ritenete inutile stare a spendere soldi per pannelli da mettere in falda? Oppure conviene fare qualcosa anche lì, dovendo mettere mano a lavori di rifacimento della copertura? O è meglio che spenda i soldi per qualche intervento antisismico? Nota: l’abitazione si trova in zona climatica E, provincia di BO, zona moderatamente antisismica (solo leggermente toccata dal terremoto del 2012 della zona mirandolese).
 
se non è cambiato qualcosa (ma non credo) nel tuo caso l'isolamento della falda non è detraibile per risparmio energetico.
Il motivo è proprio che serve a poco se sotto c'è in locale non riscaldato, e serve a niente se il sottotetto è arieggiato da aperture sempre aperte.
 
l'isolamento sopra nel tetto invece è molto efficace come il cappotto fatto all'esterno,è il top fatto all'interno lascia ponti
termici,sicuramente è più economico da realizzare,ma se si deve intervenire con lavori sul tetto è un peccato non farlo,
che poi non si possa fare il 65% è una scelta fiscale dei burocrati,certo che isolare il tetto e lasciare aperture è come fare il
cappotto e non mettere le finestre
 
appunto, ma la scelta normativa è fatta da tecnici ed è perfettamente motivata...perchè ci sono pareti laterali e frontali a disperdere, e comunque vuol dire aumentare il volume riscaldato.

Forse a te sfugge qualche piccolo dettaglio ...
 
direi però che un sottotetto ben coimbentato disperde meno di un solaio con ponti termici,ma questo ai burocrati
sfugge,io non te lo dimostrerò con dei calcoli però visto che ho una casa di 180 mq che riscaldo e raffresco con 1000 kwh
all'anno forse posso dire empiricamente che un cappotto un tetto isolato da sopra e la sostituzione dei doppi vetre con i basso
emissivi tutto sommato pare che funzionino,poi vabbè il mio sottotetto è alto al max 90 cm,non c'è un gran volume e molti
ponti termici
 
non dico che non funziona, forse (FORSE) è anche più efficace ma se fai i conti tra falde, timpani e pareti laterali devi isolare il doppio dei mq, smantellando la copertura e rifacendo intonaco.

Insomma dipende da caso a caso, se il tuo è alto max 90 rientra forse nel caso in cui è detraibile anche l'isolamento in falda (non ricordo esattamente la normativa). Ma è un caso ben diverso da una soffitta calpestabile non ti pare?

Basta dar la colpa ai burocrati, le detrazioni sono state stabilite da tecnici, basta legegre le norme per capirlo.
 
non voglio essere polemico a tutti i costi,ma siamo qui per cercare di dare le giuste informazioni a persone che devono
imbarcarsi in lavori utili ma costosi,trovo la tua asserzione che isolare da sopra se il locale sotto non è riscaldato,non serve
è fuorviante,l'isolamento fatto all'esterno che elimina i ponti termici è sempre la soluzione migliore,bisogna poi valutare la
convenienza economica,ma se c'è da mettere mano al coperto io consiglierei sicuramente di isolare da sopra,come si fa
quando si costruisce un edificio
 
ok, tu non sei un tecnico e te la senti di consifgliare sempre e comunque una soluzione più costosa e non accettata per le detrazioni più consistenti?

Con QUATTORDICI cm di materiale isolante già posato direttamente sulla soletta?

Convinto tu...
 
Vorrei fare un ragionamento dati alla mano. La coibentazione la si fa da un lato per trattenere il calore il più a lungo possibile in inverno, calore che per forza è generato da un sistema di riscaldamento (i cicli di alternanza ore calde / ore fredde in autunno e in inverno non sono sufficienti, infatti, a riscaldare da soli in modo adeguato l'abitazione coibentata), dall'altro per rallentare l'ingresso del calore nell'abitazione in estate (stagione dove è posibile contrare su una alternanza caldo - fresco tra le ore diurne e quelle notturne: se tale alternanza viene a cadere ed è caldo anche di notte, per forza servono dei climatizzatori di adeguata potenza).

Ciò premesso, la mia situazione estiva con la coibentazione della soletta dice che, misure alla mano, la soffitta tende a surriscaldarsi nelle ore diurne, poichè essendo un ripostiglio, non è possibile aprire e chiudere le finestre, inoltre le tegole e le tavelle, su cui batte il sole estivo, si surriscaldano e si comportano da enormi termosifoni che scaldano tutta l'aria della soffitta. In particolare se fuori siamo sui 35 °C di temperatura ambiente, a massimo surriscaldamento si arriva a 40 °C nel sottotetto, con temperatura delle tavelle (superficie lato interno alla soffitta) che arriva fino a 47°C (misure eseguite lo scorso 20 luglio, intorno alle 18). Ok, la soffitta si surriscalda perchè sulle falde c'è poco. E' questo un problema? A conti fatti non molto, infatti nelle stanze coibentate, mentre sopra, nel sottotetto, c'erano quelle temperature, al disotto ho rilevato circa 28°C a circa 1 metro di altezza dal pavimento delle stanze, e temperature alla soletta (lato coibentato) sui 28,5°C, non oltre i 29°C, più che giustificati a mio avviso dallo strato di aria calda che tende a salire verso l'alto. Il tutto senza climatizzatori accesi, ovviamente. Pertanto io potrei anche andare a coibentare le falde sotto le tegole, ma che vantaggio ne ricaverei, dal momento che già nelle ore di punta la temperatura della soletta, lato coibentato, non è eccessiva? Semmai converrebbe curare le pareti esterne, oppure le finestre (casa mia ha ancora i vetri singoli anni '70 e i cassonetti non coibentati). Se coibento le falde per me non ne ricavo nulla, stante i 14 cm di coibente già posizionati sulla soletta, il lavoro sporco lo fanno loro.

Veniamo al discorso invernale. Sicuramente è preferibile coibentare la soletta, altrimenti si tende a scadare un volume vuoto e inutile, quello della soffitta. Perchè dovrei pagare il riscaldamento per far fuggire verso l'alto il calore? Non è sempre e comunque meglio fermarlo prima il più possibile, cioè trattenerlo all'interno dell'abitazione? Questo, ovviamente, per una soffitta non riscaldata, come la mia, il discorso delle mansarde abitate e riscaldate è invece l'opposto (vanno coibentate le falde). Anche perchè il coibente è un ritardo, non è una manna magica... Se la soffitta non è riscaldata e se ho già 14 cm di isolante sulla soletta, la povera soffitta non potrà far altro che avere sostanzialmente la temperatura media dell'esterno, c'è poco da fare, dal momento che in pieno inverno praticamente minime e massime non si discostano di molto tra loro (al contrario dell'estate) e sono drammaticamente al disotto delle temperature sopportabili dall'essere umano.

Quindi per me, nel mio specifico caso, avendo già l'isolante termico in soletta con quegli spessori, non è giustificato in alcun modo coibentare le falde, non darebbe alcun vantaggio. Semmai si può e deve recuperare efficienza da altre parti dell'involucro dell'edificio. Sono venuti di recente a fare dei lavori sul tetto, vedendo che era composto da soli tavelloni senza neppure la guaina impermeabilizzante, hanno cercato di convincermi che mettendola avrei migliorato il comfort dell'edificio sia in estate che in inverno, che poi sarebbe stato ancora meglio coibentando le falde. Io li ho lasciati dire, poi ho ho mostrato la coibentazione della soletta, che diciamo li ha zittiti nelle loro supposizioni... Con quello strato siamo già a posto, nei confronti del tetto, stante la destinazione d'uso della mia soffitta.... L'impermeabilizzante, intendiamoci, è un lavoro (costoso!) che vorrei fare il prossimo anno (magari cambiando anche le tegole) ma per evitare le infiltrazioni di acqua, non certo per il comfort dell'edificio. Tra l'altro è dimostrato che con punte di 35°C quest'anno a luglio, senza alcun climatizzatore in casa, al massimo ci sono stati sui 28 °C, sempre che ci sia opportuno calo delle temperature notturne per raffrescare l'edificio all'interno, altrimenti nessuna coibentazione potrà mai aiutare....
 
Ultima modifica:
esatto! E aggiunguiamo che se, come in tanti casi, in estate puoi anche arieggiare un minimo..ottieni due vantaggi, islamento e ombreggiamento.
 
L'ho detto che bisogna valutare caso per caso,io ho fatto un certo tipo di lavoro,come ho già detto con un mono split
in salone scaldo e raffresco una casa su 3 livelli di 180 mq 1000 kwh questi sono fatti,se le case consumassero tutte come
la mia avremmo molto meno inquinamento,ho 3 case e tutte le ho portate in classe B,coimbentare conviene sempre
perchè l'isolamento sopravvive a noi e lascia l'ambiente pià pulito,poi è giusto fare anche discorsi di convenienza economica
ma per me investire per inquinare meno è prioritario
 
Isolare pavimento del sottotetto

Isolare pavimento del sottotetto

Ciao a tutti, io e mio marito abitiamo in una casa singola in zona climatica E. cotruzione anni 60 e dispersioni termiche ovunque.
abbiamo deciso e preventivato che questa primavera faremo cappotto termico esterno, con legge 10 e tutto in regola.

Abbiamo pensato di isolare intanto con il fai da te il pavimento della mansarda ora grezza. (lì ora c'è caldo, ma preferiremmo tenerci un po' di calore anche in casa :rolleyes:)

la stratigrafia che abbiamo pensato di utilizzare è la seguente:
  • tappetino per isolamento acustico da calpestio.
  • reticolato di travi in legno con inseriti tra un trave e l'altro dei rotoli di materiale isolante morbido
  • pannellino osb da 1,8 cm di spessore
  • pavimento in laminato
che isolante ci consigliate di utilizzare considerando che le travi saranno da 5 cm? non ditemi di isolare con 10 cm, non c'è la possibilità. :preoccupato:

grazie:bye1:
 
mi sembra inutile il tappetino acustico... poi dovresti descrivere meglio il tetto, es se areato o no.

Io forse eviterei anche il pannello OSB. Come isolante scegli a piacimento, lana roccia se il caldo estivo è un problema, altrimenti EPS XPS o qualunque altro isolante
 
Riccardo, dici che il laminato reggerebbe i pesi tranquillamente? Inoltrevorremmo adibire un angolino a bagno. Chiudendosi ovviamente. E il pannello OBS mi sa che possa dare maggiore solidità al pavimento
 
beh parlavi di mansarda grezza.... quindi camminate occasionali no?

Comunque anche OBS flette, se usi XPS/EPS ma anche lana di roccia alta densità una resistenza alla compressione la danno. Oppure se non vuoi infittire i travetti... qualche "tocco" di travetto qua e la per evitare flessioni.

Ma due strati di legno uno sull'altro risciano di scricchiolare...e ospitare insetti vari (a me turba questo aspetto)
 
i travetti sarebbero disposti ogni 60 cm. formando un massetto a cassettoni per alloggiare i rotoli di lana di roccia.
ora la mansarda è grezza, ma vorremmo diventasse abitabile per cene, eventuali ospiti che potrebbero rimanere a dormire
 
riguardo l'isolamento di un sottotetto non riscaldato l'ideale è isolarlo in falda anche se la legge imporrebbe l'isolamento in falda per sottotetti (ovvero intercapedini ) massimo di 30 cm. Oltre tale soglia il locale diventa locale non riscaldato e quindi, nel caso di un tetto, da isolare lungo la soletta del soffitto.Vi sono casi particolari. Nel mio, per esempio, esistono muricci ad interasse di circa 1 metro. La legge imporrebbe l'isolamento sulla soletta ma dovese accadere di rifare il tetto, isolerò in falda visto che ogni muriccio è un ponte termico piuttosto importante. Poi tenterei di far passare il sottotetto a muricci come un corpo unico con la falda e se non dovesse funzionare mi accontenterò di una detrazione 50 % e basta, aggiungendo isolante, magari , tra un muriccio e l'altro. Vi ricordo che l'isolamento in falda copre i ponti termici e rende continuità con l'isolamento del cappotto, ampliato fino al timpano. Questo se il tetto è da rifare. Altrimenti , in caso di sottotetto sgombro e tetto a travi e quindi senza muricci, meglio isolare sul solaio ma risvoltando sui lati l'isolante).
 
che è appunto il suo caso visto che parla di cene...il "far passare" è legato a precise norme tecniche per quanto ne so...c'è poco da far passare.

Comunque latata valuta l'isolamento in falda, da come descrivi la situazione sembra un sottotetto destinato a un certo uso e forse anche riscaldato non proprio saltuariamente...
 

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