Valvola anticondensa


Cioè c'è troppa acqua che ti rientra in caldaia dal bypass vista la fase di modulazione della stessa prima che il sistema sia in temperatura.

non centra nulla, la mandata del bypass è gestita in rapporto all'apertura bulbo della VAC.
più il bulbo apre, più si chiude il bypass.
il tuo discorso è valido se si ha pompa anticondensa, non valvola anticondensa.
emm emmm, penso di conoscere bene il sistema di giannic....
 
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Una miscelatrice per cosa? Devo sollevare la T della caldaia ma devo mandare acqua ai radiatori miscelata? Scusate ma dei vostri ultimi post non sono riuscito a cogliere i suggerimenti. Tenete presente che non sono un termoidraulico, ma voglio capire come ottenere il meglio dall'impianto. Rivedete i miei post precedenti, è possibile che abbia tralasciato qualche informazione per voi.
 
devi impostare la caldaia a 75/77°, e mettere una miscelatrice che riporta ai termosifoni 65°, per poi ritornare in caldaia a 55° se l'impianto è giustamente dimensionato.
se non vuoi fare questo, devi cambiare bulbo alla VAC a 45°, ma allora tanto vale non montarla.
 
Sono troppo tonto:):) continuo a non capire il senso della miscelatrice

:cry: :cry: :cry:
 
Ultima modifica da un moderatore:
Per Aldo, secondo me una valvola con meno perdite di carico e più passaggio accorcia i tempi della messa a regime perché ha più trafilamento.
 
.... la fluidodinamica è come la matematica 1+1 fa sempre 2.

Ormai il problema della VA installata su impianto diretto sui termosifoni è un classico, discusso molte volte.

La VA non è altro che una valvola miscelatrice a 3 vie e la quantità di acqua che passa dal by-pass o attraverso i termosifoni viene determinata da un pistoncino spinto da un liquido che bolle a temperatura di setpoint, non un martinetto idraulico con olio a 180 atm!!

Se l' acqua "trova difficoltà " a passare dai termosifoni (10 o piu' mt di linea, i detentori semichiusi dei termosifoni, curve dei tubi e varie strozzature) deciderà di "passare" dal lato by-pass dato che il metro di tubo dritto che collega la mandata con la VA viene percorso "con il minimo sforzo", cioè l' acqua piuttosto che farsi il giro lungo per i termosifoni, preferisce spingere un po' sulla valvola a tre vie della miscelatrice "forzandola" ....

Se la prevalenza del ramo con i termosifoni è molto maggiore di quella con il ramo del by-pass la VA non funzionerà mai bene.

Se in caldaia gira sempre la stessa acqua è come ne passasse poca, ovvero la portata dell' acqua che attraversa la caldaia è insufficiente e la fa andare in mantenimento.

Spero di essere stato sufficientemente chiaro!

L' aggiunta di una miscelatrice termostatica per abbassare la temperatura verso i termosifoni prevede comunque un secondo circolatore.

L' inserimento della miscelatrice modifica completamente il circuito, ovvero sparisce il lato termosifoni!! ovvero il problema !!!
 
accorcia i tempi della messa a regime perché ha più trafilamento.

ciao Stefano..
per cui a parità diametro tubi, circolatore (indipendentemente dal tipo) e calorie prodotte dal generatore, una dn40, sarebbe più veloce nella messa a regime, in quanto il circuito ha una perdita di carico inferiore rispetto ad una dn25..???
ma scusa Stefano avendo tu tc/impianto separato da scambiatore, per permettere al tc di lavorare a T più alte, andresti a mettere la vac sul secondario..? col radiante, il puffer sotto è sicuramente più freddo di un impianto tradizionale e questo sicuramente ora ti abbassa la T sul ritorno del tc.. o sbaglio .
sempre che il ritorno puffer/scambiatore peschi da sotto e non dal centro..
non ricordo se il tuo sailer peschi sempre da sotto..

ciao
 
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Se l' acqua "trova difficoltà " a passare dai termosifoni (10 o piu' mt di linea, i detentori semichiusi dei termosifoni, curve dei tubi e varie strozzature) deciderà di "passare" dal lato by-pass dato che il metro di tubo dritto che collega la mandata con la VA viene percorso "con il minimo sforzo", cioè l' acqua piuttosto che farsi il giro lungo per i termosifoni, preferisce spingere un po' sulla valvola a tre vie della miscelatrice "forzandola" ....

dimmi una cosa scresan, secondo te la pressione della pompa "forza" il pistoncino della VAC?
fai una prova e vedi..... io ne sono poco convinto... almeno con le metrature civili
altra cosa se parliamo di distanze ben diverse, non certo i 10 mt

per la miscelatrice concordo, si monta un separatore e ogni problema sparisce


nell'esempio in foto, dove il bypass è molto corto e invece andata/ritorno molto più lunghi, la VAC dà problemi?
 
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Per Aldo: la DN 40 è più veloce nella messa a regime rispetto alla dn25. Nel mio caso, anche se ho lo scambiatore, se voglio evitare ritorni freddi nel TC, non ho alternative.
 
grazie Stefano.. sempre molto gentile..:clapping:

fai sapere la differenza tra ora e dopo aver installato la dn40, mi interessa anche se due impianti diversi, ma penso che questo non c'entri molto. magari può interessare anche altri del forum..

ciao
 
.. dott, non centrano le lunghezze e le misure, ma la prevalenza necessaria per far circolare l' acqua sui due rami.

In quel caso (foto) è plausibile che con quel diametro dei tubi, lunghezza e portata la differenza di prevalenza sia minima.

Prova per curiosità a mettere il bulbo di una VA in un pentolino d' acqua bollente, e quando è tutto fuori prendilo e schiaccialo con un dito.... rimarrai sorpreso della poca resistenza che incontrerai. Inoltre il pistoncino di solito deve vincere una contromolla sul gruppo di miscelazione che peggiora la situazione.

Nei casi di caldaie dirette sui termosifoni, forse, l' unica soluzione "funzionale" è quella delle valvole motorizzate con controllo tramite centralina, ormai i tempi sono maturi sia per i costi che per la loro ottima funzionalità!

Tu vendi esbe, prova a chiedere ad un loro tecnico se esistono dei dati a riguardo delle loro miscelatrici, magari hanno una costruzione diverse e meno sensibile. Nel caso di quelle per acs, ad esempio, molte ditte specificano la massima differenza di pressione sui due rami (calda e fredda) affinché la miscelazione avvenga con sufficiente precisione.

Forse ci sono ragioni tecniche costruttive precise per non avere questo tipo di problemi!
 
Tu vendi esbe, prova a chiedere ad un loro tecnico se esistono dei dati a riguardo delle loro miscelatrici, magari hanno una costruzione diverse e meno sensibile.

ah non sò se dipenda da marca a marca, per quel che mi riguarda non ho mai riscontrato tale problematica.
cmnq, chi vuole più prestazioni, monto appunto come tu dici le elettroniche (vedasi allegato)

però, ragionando a livello scolastico, quando tu dici " la massima differenza di pressione sui due rami" e ricordando del principio dei vasi comunicanti dove la pressione esercitata su un cm2 si ripete dall'altra parte anche su 1 mt2 (vedasi pistoni idraulici) su tutte le tubazioni dell'impianto esiste la stessa identica pressione, che il tubo sia lungo 1 mt che 20 mt. O sbaglio?


 
.... si hai ragione, era per semplificare, ma il termine corretto, in questo caso, era perdita di carico!

La pressione in due punti del circuito è uguale a fluido fermo. Con fluido in movimento lungo un tubo la pressione presente all' inizio del tubo sarà maggiore rispetto alla fine dello stesso, dato che nel percorso il fluido ha una perdita di carico...... è un po' il motivo per cui si dimensionano in un certo modo i tubi!

Fai una prova! Quel manometro che installi all' uscita della caldaia, vicino alla valvola di massima pressione, se ha le tacche piccole dei decimi di atm o i mm h2o, guardalo bene a circolatore della caldaia fermo. Poi avvia il circolatore e vedrai che a parità di pressione dell' impianto con il circolatore in funzione c'è un aumento minimo, di circa 0,1 atm, anche di piu' dipende dall' impianto.

Come mai??
 
.....ci rinuncio!! per me è tutto molto complicato. Non riesco a capire come posso risolvere il mio problema, forse installando una valvola di non ritorno nel ramo by pass prima della VAC, o ancora meglio nella tubazione di ritorno dei radiatori. Se riesco questo pomeriggio vi posto le foto dell'impianto.

continuo inoltre a non capire l'utilità della valvola miscelatrice per i radiatori. Nel senso che, prima devo innalzare la T della caldaia, poi però devo abbassare la T dell'acqua per non mandarla a temperatura elevata nei radiatori.
 
Ultima modifica da un moderatore:
giannic, perchè una VAC a 55° si apra tutta lato A, il ritorno dai termosifoni deve essere almeno di 55°
se l'impianto è ben dimensionato, tra mandata e ritorno dei termosifoni ci deve essere un delta di 10° circa
quindi a loro ci deve arrivare acqua a 65° circa
se però tu imposti la caldaia a 65°, nel lato B della VAC ci passa la max appunto 65°, che sono pochi per il mix AB fintanto che dai termosifoni ritorna meno di 55°.
risultato: tempi più lunghi di messa a regime
soluzione: o alzi la T° di caldaia o cambi temperatura di VAC (che però meno di 55° non ha senso)
 
..non capire l'utilità della valvola miscelatrice per i radiatori... prima devo innalzare la T della caldaia, poi però devo abbassare la T dell'acqua ... nei radiatori.
Ciao,
con la valvola anticondensa tarata a 55°C, la temperatura sulla porta fredda (ritorno dall’impianto) deve essere a 65°C per avere la chiusura della porta calda (by-pass). In questo modo tutta la portata va a caricare l’impianto, che va a regime più velocemente. Avendo 65°C sul ritorno, devi avere la mandata che lavori ad un ulteriore deltaT superiore (diciamo 10°C), ecco perché ti hanno già detto di innalzare la temperatura in caldaia a 75°C. Fatto questo, hai tutelato il generatore con il sistema anticondensa.
A questo punto però si rende necessario abbassare la temperatura dell’acqua inviata ai radiatori: aggiungi un separatore idraulico e a valle una miscelatrice con pompa, impostando la miscelazione a 70°C. in questo modo anche il tuo circuito secondario è a posto.
R.
 

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